Guyana

Bandiera Guyana

Capitale Georgetown
Abitanti 767.245
Estensione  Kmq 214.970 
Valuta Dollaro della Guyana  GYD 251,574=1€
Fuso orario -5h, -6h se ora legale in Italia
Elettricità  240 V, presa ABDG
Lingua Inglese
Aeroporti  Georgetown GEO OGL, Kaieteur KAI

 

Città principali

Georgetown: è la capitale e l’unica città vera e propria del Paese. Sorge sulla foce del fiume Demerara, al di sotto del livello del mare, e una massiccia diga la protegge dall’oceano Atlantico. È un’attraente città coloniale con moderni e confortevoli alberghi, pittoreschi edifici, ma anche moschee e templi indù, ampi viali alberati e una rete di canali ancora funzionanti, testimonianza della colonizzazione olandese.

La maggior parte dei luoghi di interesse si trovano in Main Street o nei suoi pressi: la cattedrale di Saint George, in stile gotico, il palazzo del Parlamento, il mercato Stabroek. La Red House è un pittoresco edificio costruito con assi dipinte di rosso. Da visitare anche il museo della Guyana e i giardini botanici, considerati tra i più belli al mondo, con ponti vittoriani, padiglioni, palme e laghetti. Umana Yana, luogo d’incontro dei popoli, è un edificio a forma di capanna indigena, costruito per la conferenza dei Paesi non allineati svoltasi nel 1972. All’esterno si trova il monumento alla Libertà, costruito in solidarietà con i movimenti di liberazione africani; nel Company Path Garden si trova invece il monumento ai Paesi non allineati, eretto sempre nel 1972 e dedicato ai 4 fondatori: il presidente Nasser (Egitto), Kwame Nkrumah (Ghana), Jawaharlal Nehru (India) e il presidente Tito (Iugoslavia).

Bartica: è una piccola città mineraria a sud di Georgetown, alla confluenza dei fiumi Essequibo e Mazaruni, ottima base di partenza per esplorare le miniere di diamanti e oro dei dintorni e per fare escursioni all’interno.

Altre città, quali New AmsterdamLindenAnna Regina, sono più famose per le vicine miniere di oro o bauxite o per le attività commerciali che per le loro attrattive turistiche.

Luoghi di interesse

Cascate di Kaieteur: sono la principale attrazione della Guyana, una delle meraviglie naturali del mondo, paragonabili alle cascate Niagara e Vittoria per potenza e maestosità. Situate sul fiume Potaro, un emissario dell’Essequibo, sono circondate dalla foresta vergine. Le acque di Kaieteur precipitano per 250 m (5 volte l’altezza delle cascate del Niagara) e, a seconda della stagione, possono giungere a una ampiezza di 100 m: una vasta colonna d’acqua che si getta in una gola costellata da arcobaleni e si vaporizza in finissime goccioline.

Si possono raggiungere in aereo da Georgetown, oppure da Bartica in 2 giorni di cammino, naturalmente con una guida esperta.

Cascate di Orinduik: sul confine brasiliano, formate dal fiume Ireng, sono situate fra le colline erbose dei monti Pakaraima. Resti della colonizzazione olandese si trovano a Fort Zeelandia e Fort Nassau.

Savana Rupununi: nel sud-ovest della Guyana, è una vasta zona in cui si alternano praterie, termitai, colline boschive e una rete di piccoli fiumi perfetti per nuotare. Gli animali selvaggi abbondano, ma sono molto discreti e difficili da vedere. Disseminata di occasionali villaggi indigeni e di alcuni vasti ranch, ogni anno viene sommersa dall’acqua a causa delle inondazioni. È necessario un permesso per visitare il Rupununi.

 

Il clima è tropicale: caldo ma piacevole per la maggior parte dell’anno. La temperatura sulla costa, dove vive la maggior parte della popolazione, è mitigata dalla brezza marina e varia da 20° a 33°C, con una media di 29°C (luglio è il mese più caldo) e 23°C (febbraio è il mese più freddo); l’umidità relativa è del 70%. Nella regione interna la temperatura va dai 16 ai 39°C, con una media di 28°C ed umidità media di 60%. Si verificano due periodi di piogge: il periodo lungo da aprile a agosto e quello corto da novembre a gennaio.

Passaporto con validità minima di 6 mesi dal momento dell’arrivo nel Paese. Visto d’ingresso richiesto solo per i viaggiatori che intendano soggiornare nel Paese per più di 90 giorni. In aeroporto è previsto il pagamento in contanti di una TASSA D’IMBARCO del valore di GYD 4.000 al momento della partenza, che può essere pagata sia con la moneta locale sia in dollari che in sterline.

Si consigliano, previo parere medico, le vaccinazioni contro la febbre gialla, il tifo e l’epatite A. E’ obbligatorio un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla se si arriva da un Paese in cui la febbre gialla è considerata endemica.

Il rischio di contrarre la malaria è ancora elevato nelle zone interne del Paese.

 

Bisogna richiedere una patente locale presso l’ufficio Licence Revenue Office presentando la patente italiana. Questa patente locale è valida un mese. Guida a sinistra.

Abitata in origine da tribù di aruachi e caribi, l’attuale Guyana, le cui coste furono avvistate già nel 1498 da Colombo durante il suo terzo viaggio in America, fu esplorata dagli europei a partire dai primi anni del Cinquecento. Tuttavia, solo nel corso del Seicento gli olandesi vi fondarono degli insediamenti stabili, dando vita a tre diverse colonie: Essequibo (1616), Berbice (1627), e Demerara (1752). Verso la fine del Settecento gli inglesi assunsero il controllo dell’area. Nel 1814 gli olandesi cedettero formalmente alla Gran Bretagna le tre colonie, ai sensi di una Convenzione di Londra. Esse, a partire dal 1831, costituirono un’unica colonia nota come “Guyana Britannica”. Nel corso del tempo si formarono delle comunità di schiavi, noti come “maroon”, che fuggivano ai loro padroni riparandosi nelle foreste e mescolandosi agli indios. Con l’abolizione della schiavitù (1834) gli stessi maroon cominciarono a stanziarsi nelle aree urbane. Nel frattempo, per sopperire alla mancanza di manodopera nelle piantagioni provocata dalla fine della schiavitù, si richiamarono in Guyana lavoratori provenienti dall’Europa (Madeira, Germania, Irlanda, Scozia e Malta), dalla Cina e, soprattutto, dall’India. Nel 1889 il Venezuela avanzò rivendicazioni sulla Guayana Esequiba, l’insieme di terre comprese tra il confine e il fiume Essequibo. Dieci anni più tardi, un tribunale internazionale assegnò tali terre alla Guyana Britannica. Ancora oggi, tuttavia, il Venezuela rivendica più della metà del territorio dell’odierna Guyana. Durante la seconda guerra mondiale, la Gran Bretagna concesse agli Stati Uniti l’utilizzo dei propri aeroporti in Sudamerica, tra cui quelli situati in Guyana. L’indipendenza fu proclamata nel 1966. Il 23 febbraio 1970 la Guyana divenne una repubblica, pur rimanendo nell’ambito del Commonwealth. Negli anni successivi all’indipendenza, sia gli Stati Uniti che il Regno Unito influenzarono pesantemente la politica interna del Paese, appoggiando le forze filo-occidentali (rappresentanti la comunità di origine africana) a scapito del Cheddi Jagan, di stampo marxista ed espressione della comunità indiana.

Il livello di criminalità è piuttosto alto: sono da evitare le zone di Stabroek Market e Tiger Bay e tutta l’area sud di Georgetown.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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