Cile

Bandiera Cile

 

Capitale Santiago del Cile 
Abitanti 16.572.475
Estensione  Kmq 756.626 
Valuta Peso cileno  CLP 737,297=1€
Fuso orario La differenza oraria varia a seconda del periodo di adozione dell’ora legale in Italia e in Cile. Indicativamente, nel periodo ottobre-marzo: -4h rispetto all’Italia; marzo-aprile e settembre-ottobre: -5h; aprile-settembre: -6h. L’isola di Pasqua e l’isola Sala y Gomez hanno un fuso orario di -2h rispetto a quello di Santiago.
Elettricità  220 V, presa CL
Lingua Spagnolo
Aeroporti  Santiago del Cile SCL, Iquique IQQ, Antofagasta ANF, Arica ARI, Isola di Pasqua IPC, Punta Arenas PUQ, Concepción CCP, Puerto Montt PMC

Città principali

Santiago è la capitale politica ed economica del Cile. Si sviluppa in grandi arterie e ampie piazze che rappresentano punti di forte aggregazione e di fitto scambio commerciale. Conviene visitare Santiago partendo dal cuore della città che è Plaza de Armas, orgoglio dei cileni per la bellezza e la cura delle fontane e dei giardini, da cui si snoda l’elegante Alameda, il corso centrale che attraversa la città.

Il mercato centrale, unico luogo dove è possibile acquistare rare specialità cilene, è estremamente pittoresco per la struttura e la gente che lo frequenta. Interessanti l’isola pedonale di Paseo Ahumada, luogo di ritrovo per venditori ambulanti e artisti; il Palacio de la Moneda, un antico edificio che occupa un intero isolato, e La Chascona, la casa progettata dal poeta Pablo Neruda. Santiago ospita anche numerosi musei, tra cui il Museo di Arte Precolombiana che vanta una delle maggiori collezioni di oggetti e indumenti dei popoli autoctoni dell’America meridionale, il Museo Storico di Santiago che illustra la storia del popolo cileno e il Palacio de Bellas Artes che raccoglie dipinti e sculture d’arte contemporanea di artisti cileni ed europei.

Santiago è immersa nel verde: tra i parchi che meritano una visita di certo il Parque Forestal che costeggia il fiume Mapocho e il Parque Metropolitano che ricopre la collina più alta di Santiago, detta Cerro San Cristobal, in cima alla quale si gode una splendida vista.

A est della città si visitino Patronato e Bellavista: il primo è un quartiere rinomato per i numerosi negozi di tessuti, lenzuola e tovaglie; il secondo invece è il quartiere elegante ombreggiato da alberi di acacia e pieno di piccoli caffè e gallerie d’arte.

Valparaìso è il secondo centro abitato dopo la capitale e il principale porto del Cile. È considerata la città più caratteristica del Paese per gli antichi edifici e la particolare struttura urbanistica. Il centro si caratterizza per le stradine tortuose e acciottolate e sviluppa i propri quartieri su colline raggiungibili con la funivia o risalendo ripide gradinate. La zona intorno al porto, Muelle Prat, è la più vivace della città e sede dei principali mercati.

Vina del Mar è la più importante città balneare del Cile, ma deve gran parte della sua fama ai giardini ben curati e all’atmosfera mondana dei quartieri, dei negozi e dei locali. I giri in carrozza sul lungomare consentono di ammirare i palazzi di inizio secolo e le spiagge di sabbia bianca.

Tra le varie attrazioni i numerosi parchi e musei ospitati in palazzi d’epoca. A Vina del Mar, inoltre, ha sede il giardino botanico nazionale con 61 ha di rare piante esotiche e native.

Puerto Montt è una delle città più importanti del Cile meridionale, punto d’accesso al distretto dei laghi, all’isola di Chiloè e alla Patagonia cilena. Nei mercati si possono trovare oggetti pregiati di artigianato a buon prezzo

Luoghi di interesse

Maipo Canyon

L’escursione al Maipo Canyon, non lontano da Santiago, può durare anche diversi giorni, perché lungo la strada si incontrano piccoli paesi di montagna dove vale la pena sostare per una pausa. Alla fine un paesaggio lunare con colori di rara bellezza, rocce blu e grigie e sorgenti di acqua calda ripaga della fatica.

L’Isola di Chiloè è lunga 180 km circa e larga soltanto 50 km, collegata al Cile continentale da traghetti, che salpano dall’estremità settentrionale dell’isola. Famosa soprattutto per la sua architettura in legno, di cui sono un meraviglioso esempio tutte le piccole originali chiesette sparse sul territorio, è un luogo a parte, da scoprire nei particolari. Il Parque Nacional Chiloé protegge vaste distese di conifere native e foreste sempreverdi e una lunga linea costiera quasi incontaminata.

L’Isola di Pasqua, conosciuta anche come Rapa Nui, è una riserva naturale di origine vulcanica immersa nell’Oceano Pacifico e si trova a 3700 km al largo delle coste del Cile. Il suo nome è dovuto al fatto che l’isola è stata scoperta il giorno di Pasqua del 1722 dall’esploratore Olandese Jacob Roggeveen. Nell’immaginario collettivo viene identificata con le statue dei moai, enormi busti monolitici sparsi lungo l’intero territorio. Se ne contano ben 638. Nonostante le ricerche condotte negli ultimi anni il loro scopo non è tuttora noto con certezza. Secondo alcuni studi recenti, le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti e, secondo la credenza popolare, avrebbero permesso ai vivi di prendere contatto con il mondo dei morti.

 

Una buona parte di territorio cileno è fortemente condizionato dalla corrente fredda di Humboldt, che ha origine nell’area antartica. Questa, insieme ai venti prevalenti da sud-ovest, crea un clima temperato nella maggior parte del Cile, anche nelle zone che si trovano a latitudini tropicali. Per semplicità possiamo considerare tre principali zone: il nord del Cile ha un clima da desertico a semidesertico, con precipitazioni che si riducono praticamente a zero nel deserto di Atacama. Pur essendo quasi senza pioggia, il tempo è spesso nuvoloso e fresco.

La valle centrale gode di un clima mediterraneo con estati calde e quasi senza pioggia, mentre gli inverni sono miti e moderatamente umidi, dati i frequenti acquazzoni. Il sud del Cile ha un clima temperato oceanico e quindi molto piovoso e ventoso, con frequenti e abbondanti piogge, soprattutto nel periodo invernale. Sulla costa, gli inverni sono raramente molto freddi, mentre le estati sono fresche e con cielo spesso nuvoloso.

L’isola di Pasqua, ha un clima semitropicale con precipitazioni abbastanza ben distribuite e con modesta escursione termica giornaliera e annuale.

 

 

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’arrivo nel Paese. Visto d’ingresso non necessario per turismo fino a 3 mesi (90 giorni) di permanenza nel Paese. Si raccomanda di non smarrire – o in caso di furto di denunciarlo immediatamente – la copia del foglietto di immigrazione compilato all’atto di ingresso nel Paese, necessario per l’uscita dal Cile.

Si consiglia previo parere medico, la vaccinazione contro epatite A.

Patente italiana. Si ricorda a chi guida all’estero un’auto non propria che è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata presso un notaio.

Il Cile precolombiano era abitato da diverse antiche civiltà, molte delle quali politicamente sottomesse agli incas, dei quali erano più vecchie di diversi secoli. La varia topografia del paese determinava il carattere delle sue popolazioni e il grado in cui esse erano soggette all’aggressione degli incas. Tra i gruppi indigeni vi erano gli aymara delle zone desertiche del nord, che coltivavano mais e pascolavano greggi di lama e alpaca; i pescatori che abitavano le zone costiere; i diaguita stanziati nell’entroterra montuoso; gli araucani del centro e del sud, pescatori e agricoltori i cui insediamenti furono a malapena toccati dalle incursioni degli Incas, e numerosi gruppi di cacciatori e pescatori degli arcipelaghi del remoto sud. Nel 1494 il trattato sottoscritto da Portogallo e Spagna assegnò a quest’ultima tutti i territori a est del Brasile. Gli spagnoli affidarono il compito di conquistare il Cile a Pedro de Valdivia, la cui spedizione raggiunse la fertile Valle del Mapocho nel 1541. Santiago fu fondata lo stesso anno, e di lì a poco sarebbero sorte le città di La Serena, Valparaíso, Concepción, Valdivia e Villarrica. Il Río Biobío segnò il limite meridionale della penetrazione spagnola, ostacolata qui dalla fiera resistenza delle tribù mapuche. Valdivia ricompensò gli uomini al suo seguito con concessioni di estesi territori, che ricordavano i grandi feudi della sua patria. Benché l’economia del paese fosse fondata più sull’estrazione di minerali e sul commercio che non sull’agricoltura, fu la struttura sociale delle vaste proprietà terriere a plasmare il Cile coloniale. Poiché la popolazione indigena era stata quasi annientata a causa delle malattie infettive involontariamente introdotte dagli spagnoli, furono i mestizo, i meticci nati dalle unioni tra spagnoli e indios, a essere impiegati come fittavoli in questi smisurati possedimenti, molti dei quali erano ancora intatti negli anni ’60. All’inizio del XIX secolo, l’inviso sistema fiscale, con il quale una Spagna compiaciuta ed economicamente stagnante spremeva i propri domini, fece sì che il nascente sentimento d’identità americana fosse accompagnato dalla nascita di un movimento indipendentista. Simón Bolívar e José de San Martín guidarono le armate di combattenti per la libertà dal Venezuela al Perú e dall’Argentina al Cile, che nel 1818 divenne una repubblica indipendente. Bernardo O’Higgins, figlio di un immigrato irlandese e in precedenza viceré del Perú, fu posto alla guida della neonata repubblica cilena. Al momento dell’indipendenza, il Cile occupava solo una parte dello stato attuale. Comprendeva Santiago e Concepción e i suoi confini con la Bolivia e l’Argentina non erano ancora ben definiti. L’avvento della ferrovia e i trionfi militari sul Perù e la Bolivia nella guerra del Pacifico (1879-1883) consentirono al Cile di conquistare a nord il deserto dell’Atacama, ricco di minerali, e i territori del sud, dal clima temperato. Il paese raggiunse rapidamente un certo livello di stabilità politica e di democrazia, che favorì lo sviluppo dell’agricoltura e i progressi nell’estrazione mineraria, nell’industria e nel commercio. La classe operaia, che aveva raggiunto ormai una certa influenza, e quella dei nuovi ricchi sfidarono a questo punto il potere politico dell’oligarchia terriera e i contrasti sfociarono, intorno al 1890, in una breve ma sanguinosa guerra civile. La prima metà del XX secolo vide l’alternanza al potere della destra e della sinistra, senza che alcun governo riuscisse ad ottenere un consenso sufficiente a consolidare riforme su vasta scala. Lo sviluppo delle infrastrutture procedeva a rilento, contribuendo così all’impoverimento della popolazione rurale e al fenomeno dell’urbanizzazione. Solamente negli anni ’60 i democratici cristiani riuscirono ad avviare con successo una politica di riforme, che si poneva come obiettivo il miglioramento del sistema sanitario, di quello scolastico e dei servizi sociali e la soluzione del problema della casa. Queste iniziative, però, mettevano a repentaglio i privilegi dell’élite conservatrice ed erano malviste dalla sinistra più oltranzista. La politica cilena stava diventando sempre più militante, polarizzata e legata alle ideologie quando, nel 1970, la coalizione di sinistra di Salvador Allende formata da socialisti, comunisti ed estremisti vinse le elezioni. Allende introdusse radicali riforme economiche, che prevedevano la statalizzazione di molte imprese private e una drastica ridistribuzione del reddito. Presto il paese precipitò nel caos economico, mentre cresceva l’ostilità degli Stati Uniti per l’espropriazione delle miniere di rame da essi controllate e anche per gli evidenti rapporti di amicizia che legavano il Cile alla Cuba di Castro. L’11 settembre del 1973, con un sanguinoso colpo di stato, il generale Pinochet s’impadronì del potere impiegando i jet dell’aeronautica militare per bombardare il palazzo presidenziale. Allende morì, a quanto sembra togliendosi la vita, e migliaia dei suoi sostenitori furono uccisi. Seguirono giorni cupi, durante i quali gli assassini, le epurazioni e gli esili imposti divennero d’ordinaria amministrazione. Si calcola che ben 80.000 persone furono torturate o uccise. Le voci che vedevano la CIA coinvolta nel golpe sono accreditate dal fatto che gli Stati Uniti avevano esercitato pressioni affinché le organizzazioni finanziarie internazionali sospendessero il credito e avevano contemporaneamente offerto sostegno economico e morale agli oppositori di Allende. Pinochet, a capo di una giunta militare composta da quattro uomini, sciolse il congresso, mise al bando i partiti di sinistra e impedì ogni attività politica. La sua politica economica monetarista portò stabilità e una relativa prosperità al paese, ma nel 1988 uscì sconfitto dal referendum, da lui stesso indetto con l’intento di prolungare la sua presidenza, con una maggioranza di voti contrari del 7%. Nelle elezioni pluripartitiche che si tennero l’anno seguente il democratico cristiano Patricio Aylwin batté Hernan Buchi, il protetto di Pinochet, ma questa volta il passaggio del potere avvenne pacificamente. In Cile tornò la democrazia, sebbene molte delle figure di spicco del regime militare continuassero a esercitare la loro influenza. Quando il quadriennale mandato di Aylwin terminò, i cileni elessero Eduardo Frei, che si assunse il gravoso impegno di riconciliare i cittadini con il loro travagliato passato, sollecitando i tribunali per i diritti dell’uomo e le indagini sul destino delle migliaia di persone scomparse durante la dittatura. Purtroppo, la resistenza opposta dal braccio politico della macchina militare ha ostacolato i suoi sforzi. Frei ha anche lottato per una riforma costituzionale, senza tuttavia riuscire a rimuovere dall’incarico otto ‘senatori istituzionali’ nominati da Pinochet che non sottostanno al voto popolare. Le riforme economiche avviate da Frei hanno comunque alleviato in qualche misura l’estrema povertà della nazione. Il nuovo presidente, Ricardo Lagos, in passato ministro dei lavori pubblici di Frei, è il primo socialista a occupare la carica più alta nel paese dai tempi di Allende; ha battuto l’altro candidato di destra, Joaquin Lavin, con una vittoria risicata, riportando il 51,3% dei voti. Pinochet, arrestato a Londra nel 1998 su richiesta di un giudice spagnolo con l’accusa di crimini contro l’umanità, ha passato 16 mesi agli arresti domiciliari in attesa di una possibile estradizione in Spagna. La detenzione temporanea del generale ha portato alla ribalta, per la prima volta in decenni, questioni irrisolte. Nel marzo del 2000 il governo britannico gli ha permesso di tornare in patria, dove una corte d’appello ha stabilito che non poteva affrontare un processo causa infermità mentale. Il ricorso contro la decisione di sospendere il processo è stato respinto nel luglio del 2001. Attualmente, qualsiasi processo in cui Pinochet sia implicato viene cassato a causa delle sue cattive condizioni fisiche e mentali, che tuttavia non gli impediscono di viaggiare anche nei luoghi più remoti del paese, protetto dalla scorta, per far propaganda alle forze politiche che continuano a sostenerlo. Nel trentesimo anniversario del golpe, l’11 settembre 2003, tredici poliziotti sono rimasti feriti e cinquanta persone sono state arrestate durante gli scontri tra dimostranti e polizia, a Santiago e nei dintorni della capitale. Nella cerimonia ufficiale è stata riaperta la porta del palazzo presidenziale (rimasta sigillata per trent’anni), attraverso la quale fu portato via il corpo di Allende dopo il colpo di stato. Con 14 voti favorevoli e 9 contrari, il 28 maggio 2004 la Corte d’Appello di Santiago ha accolto la richiesta della revoca dell’immunità parlamentare di cui Pinochet gode in qualità di ex presidente. La decisione è maturata nell’ambito del procedimento che il giudice Juan Guzman avviò nel 1998 sulla famigerata Operazione Condor, lo strumento usato negli anni ’70 dai servizi segreti delle dittature militari di Argentina, Bolivia, Cile, Uruguay e Paraguay per coordinare la durissima opera di repressione del dissenso interno. Dal gennaio 2005 Michelle Bachelet è il nuovo presidente del Cile, avendo sconfitto al secondo turno delle presidenziali (con il 53,5% dei voti) il conservatore Sebastián Piñera. Michelle Bachelet si è impegnata a essere il presidente di tutti i cileni, a diffondere un sistema politico basato sulla partecipazione e ad assicurare maggiori garanzie sociali a tutti i cittadini.

 

Per la presenza di campi minati, anche se debitamente segnalati, si sconsiglia di avventurarsi a nord nelle zone di confine con Bolivia e Perù ed in quelle montagnose al confine con l’Argentina, se non accompagnati da una guida locale. Campi minati si trovano anche all’estremo sud del Paese, nella zona di Bahía Azul dell’Isla Grande de la Tierra del Fuego, nonché, ancora più a sud, nelle seguenti isole: Isla Nueva, Isla Picton, Isla Deceit, Isla Freycinet e Isla Hornos.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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