Brasile

Bandiera Brasile

Capitale Brasilia
Abitanti 203.387.885
Estensione  Kmq 8.514.877 
Valuta Real brasiliano  BRL 3,2207=1€
Fuso orario Varia secondo l’andamento dell’ora ufficiale nei diversi Stati della Federazione. Orientativamente, nelle principali città (Brasilia, Rio de Janeiro, San Paolo, Porto Alegre, Curitiba, Fortaleza e Belo Horizonte) la differenza di orario con l’Italia è: dal mese di ottobre a febbraio di -3h; nel mese di marzo di -4h; dal mese di aprile ad ottobre di -5h rispetto all’Italia. In Brasile ci sono quattro fusi orari.
Elettricità  110-220 V, presa ABCIJ-IEC 60906-1
Lingua Portoghese 
Aeroporti  San Paolo SAO GRU CGH VCP, Rio de Janeiro RIO GIG SDU, Brasilia BSB, Belo Horizonte BHZ PLU CNF, Salvador de Bahia SSA, Curitiba CWB, Porto Alegre POA, Fortaleza FOR, Recife REC, Belém BEL, Florianópolis FLN, Vitória VIX, Goiânia GYN, Manaus MAO, Cuiabá CGB, São Luís SLZ, Natal NAT, Maceió MCZ, Foz do Iguaçu IGU, Campo Grande CGR, Aracaju AJU, Uberlândia UDI, Navegantes NVT, Ribeirão Preto RAO, Londrina LDB, Teresina THE, João Pessoa JPA

Città principali

Brasilia è la capitale dal 1960 (precedentemente era Rio de Janeiro). Distretto Federale autonomo, è il centro politico e amministrativo del Paese. Città unica al mondo, è stata costruita ex novo secondo un progetto originale, che voleva rispondere a ideali di vivibilità e urbanistica.

Fu il presidente Juscelino Kubitschek a commissionare il progetto a tre grandi architetti (tra cui Oscar Niemeyer) che, grazie al lavoro incessante di migliaia di braccianti reclutati nelle regioni più povere (soprattutto del Nordeste), la eressero in poco meno di quattro anni. Se da una parte il risultato di quel progetto fornì nuove indicazioni al pensiero architettonico moderno, dall’altra non riuscì a soddisfare gli scopi che si era proposto: dinamizzare la vita economica e soprattutto produrre lavoro.

La città, divisa in settori che rispondono a teoriche leggi geometriche, ha distanze immense e visitandola si ha l’impressione di muoversi in uno scenario artificiale. Brasilia non offre molto al visitatore, oltre al suo aspetto vagamente spettrale: la Piazza dei Tre Poteri, dove si trovano il Palàcio do Planato, il Palàcio do Congresso e il Palàcio da Justiça, e la Catedral Metropolitana, saggio di architettura moderna (al suo interno sono appesi angeli in alluminio). Una suggestiva visione d’insieme si ha dalla terrazza panoramica della Torre della Televisione, alta 75 m.

Ai margini della città si trovano due luoghi che vale la pena visitare: il Parque Nacional de Brasilia e il Lago do Paranoà. La città è inserita dall’Unesco nei siti Patrimonio dell’Umanità.

Si può fare un tour di Brasilia con i mezzi pubblici, che percorrono la Grande Circular.

Rio De Janeiro è il simbolo del Brasile e della cultura carioca, la città delle bellezze da lasciare senza fiato e delle favelas dove non entra più nemmeno l’esercito. Con oltre 7 milioni di abitanti, Rio de Janeiro è ubicata in una posizione unica: affacciata sull’oceano Atlantico, ha alle spalle la Serra da Carioca, l’altopiano che le conferisce una forma caratteristica, dividendola in due parti: norte (nord) e sul (sud).

La Serra scoscende dolcemente e poi si rialza, come una sella, nei due picchi del Pao de Acucar (Pan di Zucchero) e del Corcovado: il primo, alto 394 m, è uno degli skyline più famosi del Pianeta; il Corcovado (che come la spiaggia di Ipanema è stato immortalato in una stupenda bossa nova di Antonio Carlos Jobim), con il suo Cristo Redentor a braccia aperte, è venerato da tutti i carioca.

La divisione naturale della città è diventata con il tempo anche una ripartizione socio-economica: sul pendio della montagna, a nord, si estende la favela più popolata del pianeta, una vera e propria città nella città, con oltre 200.000 abitanti.

A Rio l’attrazione principale è la spiaggia, ma anche la città offre innumerevoli motivi d’interesse: i bar, i ristoranti, i negozi. Anche se la parte moderna è un susseguirsi di palazzi di vetro e strutture tecnologiche, la città in alcune zone conserva la sua anima coloniale, con vecchi edifici dall’aspetto trasandato, che rendono il tessuto urbano vario e colorato. Il centro della moderna Rio è la Praça Floriano, dove si trova il Teatro Municipal. Un’altra piazza importante è la Mahatma Gandhi, nelle cui vicinanze si trova il famoso Museu de Arte Moderna. In Avenida Rio Branco, una delle principali arterie cittadine, si trova la Biblioteca Municipal, bellissima costruzione in stile neoclassico; appena a fianco c’è il Museo Nacional de Belas Artes.

Un esempio della discontinuità architettonica di Rio è la Catedral Metropolitana, una struttura moderna che rompe completamente con lo scenario circostante, dove la Rua da Carioca riporta il visitatore indietro nel tempo, in un labirinto di stradine e percorsi secondari affascinanti. Qui si incontrano testimonianze del passato carioca: il Bar Luis, tipiche rivendite di vino e formaggio, il Cinema Iris, il Teatro Joao Caetano, il Teatro Carlos Gomez. Da visitare anche il quartiere di Cinelandia, con moderni centri commerciali e locali notturni, perennemente animati. Di passaggio sono da vedere il quartiere di Lapa, tanto amato dai musicisti, e senz’altro quello di Santa Teresa, che conserva esempi della vecchia Rio, dove amano vivere gli artisti e dove si respira la grande mescolanza di razze della città.

Le spiagge più famose e frequentate sono Copacabana, Ipanema e la vivacissima Barra da Tijuca, preferita dai brasiliani per l’offerta di centri commerciali e discoteche.

Bellissima l’escursione sul Pao de Acucar, che si raggiunge grazie a due teleferiche: qui si può godere uno dei più bei panorami del mondo. Interessante infine è il giardino botanico, che misura più di 140 ha e offre migliaia di varietà di piante.

San Paolo è la città più grande del Brasile e uno degli agglomerati urbani più estesi al mondo. La città, che nel corso del secolo scorso ha accolto enormi flussi migratori dal Nordeste del Paese e dall’Europa (assai consistente è per esempio la comunità italiana), è oggi il fulcro dell’economia brasiliana.

Da vedere a San Paolo c’è molto. I musei sono tanti: curiosi sono quello dell’immigrazione giapponese o quello, altrettanto unico, che raccoglie le opere del pittore lituano Lasar Segall. Di notte vale la pena visitare i quartieri di Bela Vista e Bixiga, che offrono una miriade di ristoranti e locali tipici, oltre alcuni tra i migliori ristoranti italiani. Il Teatro Municipal propone un fitto calendario di spettacoli (specialmente opere liriche). Molto interessante è anche il Memorial da Ámerica Latina al n° 664 di Rua Mario de Andrade, ampia struttura multifunzionale progettata da Niemeyer.

Si possono effettuare giri turistici organizzati con escursioni anche nei dintorni, per esempio al magnifico litorale di Ubatuba che allunga le sue stupende spiagge a nord della città.

Salvador è la capitale dello Stato di Bahia. Conosciuta anche come la città “de todos os Santos” (di tutti i santi), è non solo la capitale del Nordeste, ma anche uno dei luoghi più animati, straordinari e ospitali del Paese. In essa si sono mescolate le culture africana, india, portoghese e caraibica, dando vita a una miscela unica e a quel carattere aperto e cordiale proprio dei bahiani (che non deve però far dimenticare la prudenza contro i furti e i pericoli per la sicurezza). Salvador va visitata per la sua magnifica posizione tra la baia e il litorale, per il suggestivo movimento tra cidade alta e cidade baixa, per la quantità di locali dove si suona e si ascolta musica e per la vivacità delle feste di strada. Il centro storico conserva alcuni tra i monumenti più antichi del Brasile (Chiesa de Graça; Forte di Montserrat, sec. XVI). Numerosi gli edifici barocchi: del XVII secolo sono la Cattedrale e i Forti di S. Marcello e di S. Maria; del XVIIII secolo le fastose chiese di S. Francesco, del Carmine e della Concezione de Praia. Il Museo Afro-Brasileiro contiene una stupefacente collezione di orixàs, le divinità sincretiche a cui i bahiani sono devotissimi: le cerimonie di adorazione, i cosiddetti candomblé, sono una delle maggiori attrattive della città.

I sobborghi, oltre che villaggi affascinanti come Santo Amaro, offrono alcune delle più belle spiagge del Brasile.

Recife, la capitale dello Stato di Pernambuco, è una delle maggiori città del Nordeste brasiliano, la cui vita e civiltà sono documentate nel Museo do Homem do Nordeste. La vecchia Recife, con il suo sistema di canali che le hanno valso il nome di ‘Venezia del Brasile’, è ricca di testimonianze del passato, come il Teatro Santa Isabel o il possente Forte das Cinco Pontas, risalente alla metà del XVII secolo; la nuova Recife propone la modernità della spiaggia di Boa Viagem, una delle più celebri del Brasile, con la sua impressionante parata di grattacieli, centri commerciali, ristoranti e negozi.

Il Carnevale di Recife, assai meno noto di quelli carioca e bahiano, è ben più colorato e soprattutto meno rischioso per il turista.

A nord della città, a pochi minuti di autobus, la località di Olinda offre al visitatore l’intatta testimonianza del passato coloniale del paese.

Manaus è la capitale dello Stato di Amazonas. una città che pulsa ai margini della grande foresta pluviale, su un’ampia insenatura del Rio Negro. Lontana dalle consuete destinazioni turistiche, pur essendo un frenetico centro di traffici e un polo economico non secondario, permette al visitatore di percepire l’autentica atmosfera di una città rimasta ai margini di quel processo di occidentalizzazione che ha coinvolto molte parti del Paese.

Belo Horizonte, capitale del vasto Stato di Minas Gerais, è una grande città situata al centro della zona delle città coloniali, in posizione strategica per la visita ai luoghi evocativi del passato brasiliano come Conghas, Ouro Preto (che sorge in posizione spettacolare a più di 1000 m di quota), Sao Joao de Rei e Tiradentes. Molto distante da Belo Horizonte, verso l’interno, si trova invece Diamantina, la vera perla dello Stato, il cui nome testimonia l’origine come sfruttatissimo giacimento minerario.

Porto Alegre, nello Stato di Rio Grande do Sul è un centro moderno, molto attrezzato, in prossimità di un sito naturale di grande interesse ai confini con l’Uruguay, la Lagoa dos Patos. Oggi è particolarmente famosa perché sede del più importante Social Forum, uno spazio di incontro per trovare alternative sostenibili alla globalizzazione economica.

Luoghi di interesse

Ilha Grande, un’isola pressoché incontaminata, non distante dalla costa a sud di Rio de Janeiro, è un paradiso raggiungibile facilmente dalla grande città.

Se non è troppo fuori dal percorso prescelto, vale la pena di visitare.

Vitòria, la bella capitale dello Stato di Espìrito Santo, stretta tra montagna e spiaggia, con la sua stupenda baia costellata di isole e il famoso Penedo, una colonna di granito che si erge dal mare per 136 m.

Da non perdere sarebbe anche la vecchia città portuale di Ilhéus che, oltre a splendide spiagge, offre un’intatta atmosfera bahiana.

Le Cascate Iguaçu, Patrimonio Mondiale della Natura dell’UNESCO, sono le più selvagge cascate al mondo. La collezione di 275 cascate circondate dal lussureggiante parco nazionale ospitano 300 specie di uccelli e 700 specie autoctone di farfalle. Potrete vedere le cascate dalla barca o sorvolarle con l’elicottero. Gli amanti delle attività all’aperto si divertiranno con escursioni, rafting, canyoning.

 

Il clima del Brasile, il cui territorio occupa una fascia compresa tra l’Equatore e il Tropico del Capricorno, varia notevolmente da regione a regione, a seconda della latitudine, dell’altitudine e della vicinanza alle coste. Nella regione settentrionale, lungo la fascia costiera, il clima è di tipo tropicale: le temperature, alte e costanti durante tutto l’anno, sono mitigate dalle brezze oceaniche cariche di umidità, mentre le precipitazioni, relativamente abbondanti, raggiungono valori medi di 1500 mm all’anno. Il clima della fascia costiera meridionale è caratterizzato invece da escursioni termiche stagionali più marcate, con inverni miti e precipitazioni piovose contenute, mediamente inferiori ai 1000 mm all’anno. All’interno, sugli altipiani centro-orientali, il clima è subtropicale: le temperature, variabili a seconda dell’altitudine, presentano marcate escursioni tra il giorno e la notte, e frequenti sono le condizioni di siccità prolungata. La parte sud-occidentale della zona degli altipiani è spesso interessata da abbondanti precipitazioni, mentre quella sud-orientale, ad elevata densità di popolazione, è caratterizzata da un clima variabile da subtropicale a temperato.

Il clima amazzonico, equatoriale umido, è influenzato dall’azione degli Alisei, i cui effetti rendono questa zona una delle più umide e piovose della Terra, con precipitazioni che raggiungono valori di 2000 mm, e con temperature pressoché costanti, pari mediamente a 26 °C.

Il clima equatoriale delle regioni dell’Amazzonia, del Mato Grosso e di parte della regione del Maranhão è caratterizzato da temperature medie elevate, comprese tra 22 °C e 27 °C, con scarsa escursione termica tra il giorno e la notte. Le precipitazioni sono abbondanti e distribuite lungo tutto il corso dell’anno. La zona centrale dell’entroterra brasiliano, le regioni di Roraima e del Piaui, la parte orientale della regione del Maranhão e la parte occidentale delle regioni di Bahia e di Minas Gerais sono caratterizzate da un clima di tipo tropicale, con temperature massime di 28 °C e con alternanza di due stagioni ben definite: la stagione secca (inverno), che va da giugno a settembre, e la stagione delle piogge (estate), che va da dicembre a marzo.

Nelle zone a maggior altitudine dell’altopiano, situate tra gli 800 m slm ed i 1000 m slm, il clima è più mite, con temperature oscillanti tra i 18 °C ed i 22 °C e con precipitazioni estive (da dicembre a marzo) portate dall’aria atlantica che permea queste regioni per tutto l’anno. Godono di queste condizioni climatiche una parte dello Stato di São Paulo, gli Stati di Minas Gerais, di Goiás, del Distretto Federale, di Rio de Janeiro, di Espírito Santo e la parte settentrionale dello Stato di Paraná.

Il clima della fascia litoranea centrale, estesa dal Rio Grande del Nord fino allo Stato di Paraná, è influenzato dalle correnti dell’Atlantico, calde e umide, ed è caratterizzato da valori di temperatura compresi tra i 18 °C ed i 26 °C e da intense piogge a stagionalità diversa a seconda della zona: in inverno (da giugno a settembre) nella regione nord-orientale, in estate (da dicembre a marzo) nella regione sud-occidentale.

Sono invece caratterizzate da un clima di tipo subtropicale le regioni al di sotto del Tropico del Capricorno, comprendenti la parte sud dello Stato di São Paulo, la maggior parte dello Stato del Paraná e gli Stati di Santa Catarina e Rio Grande del Sud. In queste zone le precipitazioni sono relativamente contenute e distribuite lungo tutto il corso dell’anno, mentre la temperatura (mediamente pari a 18 °C) manifesta una marcata escursione tra il giorno e la notte (fino a 10 °C). L’estate (da dicembre a marzo) è caratterizzata da temperature elevate, fino ai 30 °C, mentre l’inverno (da giugno a settembre) è rigido, con temperature che possono scendere sotto gli 0 °C. Più miti sono l’autunno e la primavera. Tipica attrazione dello Stato del Paraná sono le Cascate di Iguaçu, che è consigliabile visitare durante la stagione secca (da agosto a novembre), quando il livello delle acque dei fiumi è sufficientemente basso da consentirne un sicuro avvicinamento.

La regione nord-orientale del Brasile presenta un clima semi-arido, caratterizzato da temperature elevate e scarse precipitazioni. Nelle città dell’entroterra (San Paolo, Brasília, Belo Horizonte) il clima è mite, con temperature medie di circa 19 °C, mentre in quelle costiere (Rio de Janeiro, Recife, Salvador) il clima è caldo, costantemente mitigato dalla brezza marina.

 

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’ingresso nel Paese. Per viaggi d’affari/turismo non è necessario richiedere il visto. All’ingresso nel Paese la Polizia Federale locale appone sul passaporto un timbro di entrata che permette fino a 90 giorni a semestre di permanenza. Per viaggi d’affari/turismo le autorità brasiliane richiedono il possesso del biglietto aereo di andata e ritorno.

Nessuna vaccinazione obbligatoria. Le Autorità sanitarie nazionali brasiliane raccomandano di effettuare la vaccinazione contro la febbre gialla, previo parere medico, almeno dieci giorni prima del viaggio, a coloro che si recano nelle seguenti aree: l’intero territorio degli Stati Federali di Acre, Amapá, Amazonas, Distrito Federal, Goiás, Maranhão, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Minas Gerais, Pará, Rondônia, Roraima e Tocatins; tutti i municipi localizzati nell’ovest e nel sud di Bahia, nel nord dello Espírito Santo, nel sud del Piauí, nel nord-ovest di São Paulo e nell’ovest del Paraná, di Santa Catarina e del Rio Grande do Sul. Si segnala inoltre che è richiesto un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla per i visitatori in arrivo da Paesi a rischio di trasmissione della malattia, ad eccezione dei bambini fino a 9 mesi di età e di coloro che dispongono di una dispensa dal vaccino per motivi medici.

Nelle zone interne della regione amazzonica e del Pantanal sono presenti malattie endemiche come la malaria e la febbre dengue. In particolare esiste un alto rischio di contrarre la malaria nella maggior parte delle aree forestali al di sotto di 900 m degli Stati di Acre, Amapá, Amazonas, ovest del Maranhão, nord del Mato Grosso, Pará (ad eccezione della città di Belém), Rondônia, Roraima e ovest del Tocantins. È pertanto consigliata un’adeguata profilassi antimalarica.

 

Ai cittadini italiani, maggiorenni e in possesso di una patente di guida italiana in corso di validità, è consentito guidare un veicolo a motore per un periodo massimo di 180 giorni (dalla data di ingresso in Brasile). Per ottenere il riconoscimento della propria patente è tuttavia necessario recarsi presso un ufficio del DETRAN (Departamento de Trânsito), muniti di patente di guida accompagnata dalla rispettiva traduzione giurata e un documento d’identificazione. Si consiglia a chi guida all’estero una vettura non propria di farsi fare dal proprietario dell’autovettura una “delega a condurre” con firma autenticata presso un notaio.

 

Il navigatore che per primo esplorò le coste del Brasile fu il fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1499, seguito dallo spagnolo Vicente Yáñez Pinzón nel 1500. Vespucci fu il primo europeo a distinguere l’estuario del Rio delle Amazzoni, e raggiunse il cabo San Agustin. La scoperta ufficiale del Brasile avvenne il 22 aprile del 1500, per opera dell’esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral, che arrivò nella zona dove oggi si trova Porto Seguro, nello Stato di Bahia. La colonizzazione vera e propria ebbe però inizio nel 1530; i regnanti portoghesi, preoccupati dalle invasioni di naviganti e pirati nelle terre lasciate fuori dal Trattato di Tordesillas, inviarono in Brasile Martim Afonso de Sousa con l’intenzione di colonizzare velocemente le nuove terre. Nel 1532 venne fondata São Vicente, che fu la prima città fondata dai portoghesi. Nel 1534, il re del Portogallo Giovanni III divise il Brasile in 12 territori (i capitanias) e li concesse a nobili affidatari (i donatários), che di fatto però diventarono signori feudali. Nel 1548, per paura di una secessione, Giovanni III inviò in Brasile come governatore generale Tomé de Sousa, che il 29 marzo del 1549 fondò la capitale São Salvador da Bahia de Todos os Santos. Con l’inizio della colonizzazione ci furono alcuni tentativi di insediamento anche da parte di francesi eolandesi. I francesi, in particolare, tra il 1555 e il 1567, tentarono di stabilirsi nella zona dell’attuale Rio de Janeiro per poi spostarsi dal 1612 al 1614 nell’attuale São Luis, prima di essere definitivamente scacciati. Nel XVII secolo vennero introdotte le coltivazioni del tabacco e specialmente della canna da zucchero, inizialmente a Bahia e successivamente anche a Rio de Janeiro. Questo importante sviluppo dell’agricoltura fu accompagnato dall’arrivo di numerosi schiavi africani, che andavano a sostituire per il lavoro nella piantagioni le popolazioni autoctone, ormai del tutto insufficienti a garantire la sussistenza di un’economia agricola produttiva. Verso la fine del XVII secolo vennero scoperti grandi giacimenti di oro nella regione del Minas Gerais. Nel 1604 gli olandesi guidati da Maurizio di Nassau, attirati dalle ricchezze del territorio, saccheggiarono Bahia e, tra il 1630 e il 1654, si stabilirono nelle colonie costiere del nordeste, dopo aver conquistato la città di Recife, nello Stato di Pernambuco, che divenne la capitale del Brasile olandese con il nome di Mauritsstad. Ben presto si trovarono però in uno stato di continuo assedio, anche per le alte tasse che avevano imposto alla popolazione, e nel 1654 venne firmata la resa col Trattato dell’Aia, che ebbe però effetto solo nel 1661 dopo qualche anno di guerre, quando gli olandesi furono costretti a ritirarsi definitivamente. Fin dall’inizio della colonizzazione portoghese, il Brasile fu teatro di rivolte e di movimenti di resistenza degli indigeni, che si unirono poi agli schiavi africani. Alla fine del XVII secolo l’arrivo di un sempre maggior numero di coloni dal Portogallo favorì la formazione dei primi movimenti contro la Corona Portoghese stessa. Alcune di queste guerre furono causate dalla crescita economica, come la Rivolta di Backman nel 1684. Poco più tardi furono fondati due movimenti che si proponevano di programmare l’indipendenza: la Inconfidência Mineira e la Conjuração Baiana. Il primo nacque dalla minoranza creola nella zona del Minas Gerais: nella seconda metà del XVIII secolo, con la perdità di produttività da parte delle miniere, era divenuto difficile pagare tutte le imposte che la Corona Portoghese esigeva. Inoltre il governo portoghese aveva imposto la derrama, una tassa che prevedeva che tutta la popolazione, inclusi coloro che non erano minatori, versasse una cifra pari al 20% del valore dell’oro estratto. I coloni insorsero e iniziarono a cospirare contro il Portogallo. La cospirazione si proponeva di eliminare la dominazione portoghese e creare uno Stato libero. La forma di governo doveva essere quella della Repubblica, ispirata alle idee illuministe, che si andavano diffondendo in Europa e in particolare in Francia, e che avevano recentemente portato, dopo la guerra d’indipendenza americana, alla nascita degli Stati Uniti d’America. I leader del movimento furono però catturati e inviati a Rio de Janeiro, dove furono condannati a morte e giustiziati. La Congiura Baiana, invece, fu un movimento che partì dalla fascia più umile della popolazione di Bahia, e che vide una grande partecipazione da parte di neri e mulatti. I rivoltosi volevano l’abolizione della schiavitù, l’istituzione di un governo egualitario e l’instaurazione di una Repubblica a Bahia. Tra il 1756 e il 1777 il marchese di Pombal attuò una politica riformatrice, accentrando il potere politico-amministrativo nelle mani del viceré (il Brasile era stato costituito in Viceregno nel 1717) a scapito dei donatários e dei Gesuiti che furono espulsi nel 1759. Nel 1763la capitale fu trasferita a Rio de Janeiro e nel 1775 venne abolita la schiavitù degli indios.

Nel 1807, l’invasione da parte delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte obbligò il re del Portogallo Giovanni VI a fuggire in Brasile. Nel 1808 il re giunse a Rio de Janeiro, dopo avere stipulato un’alleanza difensiva con l’Inghilterra (che avrebbe fornito la protezione navale durante il viaggio). Allo stesso tempo i porti brasiliani si aprirono a nuove nazioni amiche, ponendo fine allo status di colonia del paese. Questo fatto irritò coloro che esigevano il ritorno di Giovanni VI in Portogallo e la restaurazione della condizione di colonia per il Brasile. Nel 1821 il re decise allora di lasciare suo figlio Pietro come reggente del Brasile, mentre egli rientrò a Lisbona. Pietro, nonostante le pressioni dei liberali che tentavano di convincerlo a tornare in patria, decise invece di rimanere in Brasile, nel cosiddetto Dia do Fico (che letteralmente significa giorno di “io resto”, in portoghese “Eu fico”). Il Portogallo, che si trovava già in condizioni abbastanza difficili, non poté più conservare il dominio sul Brasile; Pietro (che prese il nome di Pietro I del Brasile) poté allora facilmente dichiararne l’indipendenza il 7 settembre del 1822. Tuttavia, negli anni in cui Giovanni VI risiedeva in Brasile questo allargò i propri confini con la Guerra contro Artigas (1816-1820), che portò all’annessione della Provincia Cisplatina, l’odierno Uruguay. Dopo la separazione dal Portogallo il Brasile si trasformò in una monarchia costituzionale. Pietro I, alla morte del padre, tornò in Portogallo per assicurare la successione al trono a sua figlia Maria II del Portogallo. Il figlio di Pietro I, Pietro II, a soli quattordici anni fu incoronato come nuovo imperatore del Brasile nel 1831, dopo l’abdicazione del padre. Tra il 1825 e il 1828 si combatté una guerra con l’Argentina per il possesso della Banda Oriental, che si concluse con il raggiungimento dell’indipendenza da parte dell’Uruguay (che si era separato dal Brasile per unirsi all’Argentina pochi anni prima). Tra il 1836 e il 1842 si verificò un tentativo secessionista della Repubblica del Rio Grande do Sul, al quale partecipò anche Giuseppe Garibaldi. Dal 1850al 1852 il Brasile, fattosi sostenitore dei movimenti liberali moderati, si alleò con l’Uruguay e sostenne una nuova guerra contro l’Argentina contribuendo alla caduta del dittatore argentino Juan Manuel de Rosas. Il 1860 fu un anno di fondamentale importanza per lo sviluppo economico, in quanto si introdusse la coltura del caffè nelle province di Rio de Janeiro e di San Paolo. Nel Sudeste i baroni del caffè superarono così gli antichi coltivatori del cotone e di canna da zucchero, mentre cominciava a farsi sentire anche un notevole afflusso di genti europee che immigravano nel paese, soprattutto italiani. Tra il 1865 e il 1870 l’Argentina, l’Uruguay e il Brasile combatterono una guerra contro il Paraguay, che si concluse con la perdita, da parte del Paraguay stesso, delle regioni a nord del fiume Apa. A partire dal 1870 si registrò una notevole crescita dei movimenti repubblicani, che nel 1888 ottennero l’abolizione della schiavitù. Nel 1889, infine, scoppiò una rivoluzione incruenta che costrinse Pietro II ad abdicare: venne proclamata la Repubblica, e si adottò la Costituzione federale. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica era così ultimato, senza alcun ricorso alla violenza. La famiglia imperiale, infatti, poté in tutta sicurezza tornare in Europa.

Deodoro da Fonseca, che aveva guidato il colpo di stato del 1889, divenne il primo presidente del Brasile. Per il nuovo Stato si scelse come nome quello di Repubblica degli Stati Uniti del Brasile, che fu poi cambiato in Repubblica Federale del Brasile. Dal 1894 al 1930 la presidenza si alternò, con alcune eccezioni, tra i due stati principali, quello di San Paolo e quello del Minas Gerais. In questo periodo il sistema economico del Brasile poggiava soprattutto sull’esportazione del caffè, coltivato nella zona di San Paolo, e sulla produzione di latte, nel Minas Gerais, tanto che la politica di questi anni fu definita come la politica del caffellatte. Verso la fine del XIX secolo il caffè divenne il primo prodotto di esportazione del paese superando lo zucchero, e favorendo così una grande crescita economica. Tuttavia tra il 1926 e il 1930 si registrò un crollo dei prezzi del caffè e una conseguente depressione economica alla quale fecero seguito violente agitazioni sociali.

Nel 1930, Getúlio Vargas, rappresentante dell’opposizione al regime oligarchico dei grandi proprietari terrieri di San Paolo, perde le elezioni presidenziali in elezioni caratterizzate dalla frode. Il risultato delle elezioni scatena un movimento rivoluzionario che riesce a destituire il governo. Vargas diventa allora presidente della Repubblica. Nel 1931, avendo riunito molti poteri nelle sue mani suscitò l’indignazione degli oppositori, in massima parte esponenti della classe media paulista. Nel 1934, allora, messo sotto pressione, fu costretto a promulgare una Costituzione democratica, con la quale concesse, tra l’altro, il diritto di suffragio alle donne. Nel 1937 Vargas, avendo sciolto il Congresso Nazionale e i partiti, e avendo revocato molte delle libertà dei singoli individui, instaurò una dittatura (quella del cosiddetto Estado Novo) di ispirazione fascista, che durò fino al 1945. Nel 1942, sotto la pressione degli Stati Uniti d’America, Vargas dichiarò guerra alle potenze dell’Asse e un corpo militare brasiliano fu inviato a combattere in Italia e in Nordafrica. Nel 1945Vargas fu deposto da un colpo di stato militare che impose l’adozione di una nuova Costituzione, democratica e federale. Tra il 1950 e il 1954 Vargas fu rieletto alla presidenza e si verificò una nuova svolta nazionalista e radicale. Tuttavia nel 1954 le forze militari conservatrici gli si rivoltarono contro, ed egli si suicidò. In seguito alla fine della dittatura di Vargas e alla promulgazione della nuova Costituzione Federale del 1946, il Paese visse, tra il 1946 e il 1964, una fase storica durante la quale si susseguirono più governi democratici. Nel gennaio del 1956 fu eletto il social democratico Juscelino Kubitschek, ex governatore del Minas Gerais, ed ebbe inizio un periodo di forte industrializzazione e di imponenti lavori pubblici, come la costruzione della nuova capitale, Brasilia, nel 1960. Si registrò tuttavia un netto peggioramento della situazione finanziaria, con forte inflazione e raddoppio del debito estero. Tra il 1961 e il 1964 ci fu la presidenza di João Goulart, del partito cristiano democratico, che cercò di fronteggiare la crisi economica promuovendo una riforma agraria e la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere. Juscelino Kubitschek è stato considerato la seconda personalità di origine zingara, dopo Washington Luís, a raggiungere il posto più alto del governo brasiliano. Suo nonno materno, Jan Kubíček, è nato a Třeboň, Boemia (Repubblica Ceca) ed era zingaro dell’etnia Rom. Il colpo di stato militare del 31 marzo 1964 destituì João Goulart e instaurò un regime dittatoriale. Il primo presidente militare ad essere eletto fu il maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco che sciolse tutti i partiti politici e inaugurò la dittatura detta dei gorilas, adottando una politica di liberismo economico che causò l’accentuamento delle sperequazioni sociali. Nel 1969 salì alla presidenza il generale Emílio Garrastazu Médici, che diede inizio ad una nuova fase di incremento industriale ed economico, facendo parlare di un miracolo economico brasiliano che però si spense successivamente con la crisi petrolifera del1973. Dal 1974 al 1979 la presidenza passò a Ernesto Geisel che dichiarò legale solo il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB). Dal 1979 al 1985 fu in carica il presidente João Baptista de Oliveira Figueiredo: egli promulgò una legge elettorale che rese legali tutti i partiti politici tranne quello comunista, e praticò una forte riduzione dei salari atta a frenare la spinta inflazionistica. Essa, però, portò allo scatenarsi di grandi manifestazioni di piazza che furono represse con la forza (1980). Il periodo della dittatura militare finì nel 1984, con le grandi manifestazioni di Rio de Janeiro e San Paolo: il governo militare fu da esse costretto a concedere il ritorno ad elezioni democratiche, che la popolazione reclamava. Nel 1985 fu eletto Tancredo Neves, candidato dell’PMDB, ma morì tre mesi dopo. Il suo vicepresidente José Sarney assunse la presidenza della repubblica. Egli attuò un programma di consolidamento della democrazia, anche se le difficoltà finanziarie erano in crescita, insieme alle tensioni sociali. Nel 1989 si svolsero le prime elezioni libere dopo 25 anni di dittatura, che furono vinte da Fernando Collor de Mello, leader del nuovo Partito di Ricostruzione Nazionale, tendenzialmente liberal-conservatore. Nel 1991 il Brasile diede vita all’alleanza economica chiamata Mercosur assieme ad Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 1992 il presidente Collor fu destituito con l’accusa di corruzione, evasione fiscale ed esportazione di valuta. Dal 1992 al 1995 ci fu la presidenza di Itamar Augusto Cautiero Franco che organizzò un referendum costituzionale. Questo, svoltosi il 21 aprile 1993, confermò il regime presidenziale proclamato nel1988. Nel 1995 Fernando Henrique Cardoso conquistò la presidenza e attuò riforme (largamente consigliate dal fondo monetario internazionale) che prevedevano la privatizzazione delle imprese e il rigore finanziario (“PLAN REAL”). Queste ebbero un forte impatto negativo sulla popolazione più povera, oltre che aggravare la polarizzazione della ricchezza già presente massicciamente nel paese. Nel1997 ottenne un emendamento costituzionale a lui favorevole, che gli permise così di ricandidarsi alla presidenza. Nel 1998 si registrarono delle considerevoli fughe di capitali che gettarono il Paese nel caos. Cardoso, rieletto, si appellò al Fondo Monetario Internazionale e riuscì a far approvare un piano di intervento triennale per il Brasile, ma ciò indebitò il paese di altri 41,5 miliardi di dollari. Infine, Cardoso confermò la presenza brasiliana nel Mercosur. Tra il 2000 e il 2001 il Brasile festeggiò il suo 500º anniversario della scoperta. L’evento, particolarmente significativo, fu causa di alcune manifestazioni di protesta da parte degli indios, da sempre relegati ai margini del sistema statale. Nelle elezioni presidenziali del 2002-2003 si affermò Luiz Inácio Lula da Silva. Il nuovo presidente, esponente del partito operaio (Partido dos Trabalhadores PT) ha rappresentato una svolta nella politica brasiliana, in precedenza allineata alle scelte del Fondo Monetario Internazionale di cui il Brasile era debitore, in particolare ha contribuito a rilanciare il Mercosur a discapito dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) voluta dagli Stati Uniti. Il suo programma, che ha garantito provvedimenti volti a favorire la giustizia sociale e a risollevare l’economia dissestata, riscosse ampi consensi, in particolare tra i meno agiati. Tuttavia la sua politica di equilibrismo tra gli interessi del capitale (industriale agrario e finanziario) e le aspettative di lavoratori e braccianti agricoli (sem terra) ha frenato l’auspicata rivoluzione dei rapporti sociali, la protesta degli strati più poveri della popolazione riesplose di fronte al nuovo piano economico. Venne quindi approvata una riforma delle pensioni e varato il programma Fame zero riassunto nel motto: “3 pasti al giorno per tutti” per affrontare il problema della denutrizione diffusa in tutto il Paese. Nel 2004 il Brasile fondò con gli altri Paesi dell’America Latina la Comunità delle Nazioni del Sud America. Dal 2003 è stato istituito il “bolsa familia”, che garantisce una rendita anche se minima a molte persone bisognose, questo sta aiutando molti a uscire della linea della povertà assoluta. Il “bolsa familia” è riconosciuto mondialmente come uno dei migliori piani d’aiuto alla popolazione bisognosa fatto da un governo. Nelle elezioni del 2010 Dilma Rousseff, anch’essa esponente del partito operaio, con un passato da ex guerrigliera imprigionata durante la dittatura ed ex Ministro dell’Energia e delle Miniere durante il governo di Lula, è stata eletta presidente.

 

È molto pericoloso visitare le zone periferiche delle grandi città ed in particolare le cosiddette “favelas”.

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