Bolivia

Bandiera Bolivia

Capitale La Paz 
Abitanti 10.027.254
Estensione  Kmq 1.098.581 
Valuta Boliviano    BOB 8,38943=1€
Fuso orario -5h, -6h se ora legale in Italia
Elettricità 220  V, presa AC
Lingua Spagnolo, quechua, aymará, lingue native
Aeroporti  La Paz LPB, Santa Cruz SRZ VVI, Sucre SRE, Uyuni UYU, Cochabamba CBB, Potosí POI, Tarija TJA, Trinidad TDD, Rurrenabaque RBQ

Città principali

La Paz: la più alta capitale del mondo, è la città più importante della Bolivia. Situata a nord-est, a un’altitudine di 3.650 m, è una città vivace, ricca di interessanti musei e alberghi molto confortevoli, punto ideale per iniziare l’esplorazione del Paese.

Percorrendo le strade s’incontra la splendida chiesa di San Francesco, in stile mestizo e spagnolo. Nei dintorni si trova il mercato delle Streghe, dove acquistare un curioso assortimento di amuleti, gioielli d’argento artigianali, dolci e feti di lama secchi.

Altre visite della città includono il museo Costumbista Juan de Vargas, dove si trovano alcuni stupendi diorami della città, e il museo di metalli preziosi precolombiani, che ospita lavori d’artigianato in argento, oro e bronzo risalenti al periodo precedente alla conquista.

A circa 60 km verso est, svetta l’Illimani (6.460 m), che può essere considerata la vetta più famosa della Bolivia. Intorno alla capitale si trovano la Valle della Luna, un pendio eroso costituito di canyon in miniatura e rocce appuntite, e la splendida Valle Zongo, che ha grotte di ghiaccio e laghi turchesi.

Potosí è un’elegante città che ovunque mostra tracce del suo magnifico passato (fu dichiarata città imperiale da Carlo V nel 1553): dall’architettura delle case alle chiese, al magnifico palazzo della Real Casa de la Moneda, oggi un museo.

Tiahuanaco: a 70 km a ovest di La Paz, è uno dei più importanti centri di cultura e di culto preincaico del Sud America. Le imponenti rovine sono situate a 4.000 m sulla spianata dell’altopiano boliviano coronato dalle vette della Cordillera Real.

Samaipata: qui si possono visitare le rovine archeologiche di uno dei più famosi esempi di architettura rupestre in Sud America.

Sucre: fondata nel 1538 da Pedro de Anzures, marchese di Campo Redondo, è una città dai sontuosi palazzi, che ricordano la nobiltà spagnola, e dalle antiche chiese barocche, con gli interni decorati in oro, argento e alabastro. Proprio in virtù della sua ricca storia e delle numerose testimonianze del passato coloniale, nel 1991 Sucre è stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’umanità.

Sorata: la città si trova a un’altitudine di quasi 2.700 m, in una valle sotto le imponenti vette innevate dell’Illampú (6.362 m) e dell’Ancohuma (6.427 m). A 10 km si può raggiungere la Gruta de San Pedro per vedere la grotta e il lago sotterraneo.

Tupiza: situata nella stretta valle del Rio Tupiza, proprio nel cuore della più spettacolare campagna boliviana, è una città con una popolazione giovane e vivace culturalmente. È circondata dalla frastagliata cordigliera de Chichas, con rocce multicolori, montagne, voragini, fiumi dalle acque trasparenti, foreste di cactus, cieli brillanti e grandi spazi aperti.

Luoghi di interesse

Lago Titicaca: l’immenso lago si estende fra il territorio peruviano e quello boliviano e offre al visitatore scenari paradisiaci. Ha un litorale frastagliato, 36 isole e un’acqua color zaffiro eccezionalmente limpida. È considerato un luogo molto importante delle civiltà andine, venerato dagli indios che ne abitano le coste; l’Isla del Sol e l’Isla de la Luna, le due isole in mezzo al lago, sono secondo la mitologia degli Incas i luoghi leggendari della creazione. Sulle sue sponde si trova il villaggio di Copacabana, noto per il Santuario della Vergine Nera del Lago. L’Isla Suriqui è conosciuta in tutto il mondo per le sue imbarcazioni fatte di canne; l’Isla Kalahuta per le sue tombe in pietra; mentre l’Isla Incas, secondo la leggenda, ha una rete di cunicoli sotterranei che la collegano a Cuzco, l’antica capitale incas che si trova in Perù.

Laguna Colorada: un lago rosso fuoco, nel lontano sud-ovest; si trova in mezzo a remoti altipiani, circondati da un paesaggio surreale, senza alberi, punteggiato da dolci colline. Qui si possono osservare i rari fenicotteri James che abitano nella zona del lago. Solo 50 km a sud del lago si trova il Sol de Mañana (4.800 m), dove un geyser emette esalazioni solforose nella fresca aria di montagna.

Laguna Verde: nell’estremità sud-occidentale, a un’altezza di 5.000 m, si trova questo magnifico lago di colore blu-verde. Alle sue spalle sorge il vulcano Licancabur, alto 5.930 m, sulla cui vetta si trova una cripta inca. Leggende locali narrano che i giovani uomini, come sacrificio alle divinità, dovessero camminare fino in cima senza un abbigliamento che li proteggesse, costretti talvolta a morire di freddo.

Rurrenabaque: è un piccolo e grazioso villaggio di frontiera sul Rio Beni, 300 km a nord di La Paz. Gli originari abitanti della zona, i Tacana, furono tra le poche etnie delle pianure che rifiutarono il cristianesimo e la civilizzazione occidentale. La foresta pluviale che circonda questa zona è ricca di flora e fauna amazzonica e le escursioni nella giungla che partono dal villaggio sono veramente indimenticabili.

 

Data la morfologia del territorio e l’ampio spazio latitudinale occupato, la Bolivia possiede una delle maggiori diversità climatiche della Terra, ciò che permette un ampissimo spettro di specie coltivabili, sia tipiche di climi continentali e temperati, come la patata o l’avena, di climi mediterranei, come la vite e l’olivo, e climi tropicali, come il cacao e il banano. Nell’altipiano andino propriamente detto le precipitazioni non superano i 500 mm annui nella fascia umida del settore nord e la temperatura media annua è inferiore ai 10 °C. Il settore meridionale è più secco e tendente alla formazione desertica. Le terre tropicali dell’oriente boliviano hanno due climi principali. A nord del parallelo 18°S, il clima è propriamente amazzonico, con breve stagione secca e temperatura variabili tra i 22 e 26 °C di media e precipitazioni tra i 1.000 e 3.000 mm/anno. Il settore a sud del parallelo 18°S ha un clima più mite e secco, con temperature medie tra i 20 e 22 °C e precipitazioni tra i 500 e 1.000 mm/anno. In questo settore si hanno le maggiori escursioni termiche del tropico boliviano, con massime superiori ai 35 °C e minime anche inferiori allo 0 °C. Il settore più piovoso, e tra quelli con le maggiori precipitazioni del bacino amazzonico, è la fascia preandina, 180–700 m s.l.m., tra i dipartimenti di Santa Cruz, Cochabamba, Beni e La Paz. Le precipitazione vanno da 2.500 a 5.000 mm anno, ma in alcuni settori superano i 6.000 mm annui.

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi al momento dell’ingresso; occorre essere in possesso del biglietto di andata e ritorno. Visto di ingresso non necessario fino a 3 mesi di permanenza nel Paese. Poiché, generalmente, le Autorità di frontiera, in mancanza di indicazioni diverse da parte del turista, appongono un timbro per un soggiorno di 30 giorni, si raccomanda a coloro che intendano soggiornare oltre i 30 giorni ma non oltre i 90 giorni, di dichiararlo al momento dell’ingresso alle suddette Autorità.

Vaccinazioni obbligatorie: è richiesto il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla, specialmente per chi si reca nelle zone amazzoniche, selvatiche e delle valli; la vaccinazione deve essere stata effettuata almeno 10 giorni prima del viaggio. Il Brasile richiede la vaccinazione a tutti i provenienti dalla Bolivia. Il vaccino contro la febbre gialla è obbligatorio per tutti i viaggiatori di età superiore ad 1 anno provenienti da Paesi a rischio di trasmissione della malattia.

La malaria e la febbre gialla sono concentrate soprattutto nella zona delle valli e in quella delle terre basse. Nel caso della malaria è possibile sottoporsi alla profilassi antimalarica, previo parere medico, prima di recarsi nelle zone endemiche; per la febbre gialla, il vaccino deve essere somministrato almeno 10 giorni prima dell’inizio del viaggio ed ha una validità di 10 anni.

 

Patente internazionale.

Benché si siano scritti varie versioni sulla storia della Bolivia prima della colonizzazione, quasi tutti concordano sul fatto che i primi passi verso la civiltà agricola si diedero nell’Altopiano. Dall’anno 1.500 A.C, indios di lingua aymará, possibilmente dalle montagne del centro del Perú, attraversarono le Ande boliviane ed occuparono l’Altopiano. Posteriormente, all’inizio della nostra era, si sviluppò la poderosa cultura da Tiahuanaco che aveva la sua sede religiosa e politica nelle coste meridionali del Lago Titicaca. Col tempo Tiahuanaco si trasformò in una società organizzata, prospera ed ambiziosa ed attraversò le frontiere dell’Ecuador e del Cile. I resti di questa cultura millenaria riflettono una perfezione tecnica che si può apprezzare nelle reliquie che si trovano in diversi musei del paese. La conquista spagnola del paese cominciò nel 1531 sotto Francisco Pizarro. I conquistatori fecero rapidi progressi sfruttando la fiducia (e più tardi la disunione) degli indiani per assicurare il territorio che due anni dopo è divenuto noto come Virreinato del Perú. Nel 1544 fu scoperta a Potosí la miniera d’argento che sottoscrisse l’economia spagnola (e le stravaganze della sua monarchia) per più di due secoli. Nel 1548 Alonso di Mendoza fondò La Paz come sistema amministrativo e strategico nella rotta dell’argento che andava da Potosí alla Costa del Pacifico. Ventiquattro anni più tardi gli spagnoli fondarono Cochabamba e Tarija, stabilendosi la struttura urbana della Bolivia alla fine del secolo XVI. Nel 1781 si volle espellere gli spagnoli e ristabilire il dominio inca senza successo. Trenta anni dopo, Chuquisaca si trasformò in scenario di azioni a beneficio dell’indipendenza. Dopo quindici anni di guerra il generale Antonio Olañeta opponeva resistenza alle forze di liberazione. Nel dicembre 1824 le agitazioni antispagnole, che negli anni precedenti erano sempre state domate, ripresero con più vigore. Mentre Bolivar sconfiggeva gli Spagnoli a Junìn: un suo luogotenente, il generale Sucre, riportò una decisiva vittoria ad Ayacucho su Olañeta, e il 6 agosto 1825 un congresso nazionale proclamò l’indipendenza di quello che allora era l’Alto Perù, divenuta poi Repubblica di Bolivia, dal nome di Bolivar, divenutone presidente. Nel 1829 Andrés de Santa Cruz raggiunse il potere e sotto l’influenza degli antichi ideali incaici, formò una confederazione col Perú, costituita nel 1836. Il Cile protestò davanti a questa situazione il cui esercito sconfisse a Santa Cruz nel 1839, sommergendo alla Bolivia nel caos politico. L’anarchia raggiunse il suo punto algido nel 1841, quando tre governi brandivano simultaneamente il potere. In seguito a una serie di susseguenti sfortunate guerre con i paesi limitrofi, la Bolivia nell’arco di tempo tra il 1825 e il 1935, anche a causa del burrascoso succedersi di vari governi, si trovò ad aver perso il 54% del proprio territorio. La Bolivia dovette abbandonare ai potente vicini più della metà del suo territorio, tra cui preziosi giacimenti di nitrati e il porto di Antofagasta sul Pacifico, che rimasero al Cile in seguito alla Guerra del Pacifico (1879-1883). La maggior parte della pianura orientale del Chaco fu poi presa dal Paraguay con la Guerra del Chaco (1932-1935). Tutti questi insuccessi portarono alla formazione di un forte partito nazionalista rivoluzionario, che intraprese riforme (suffragio universale, concesso anche alle donne e agli Indios), nazionalizzò le grandi compagnie (miniere di stagno, 1952) e attuò anche una riforma agraria sotto la guida del presidente Victor Paz Estenssoro. Durante il suo governo però, appoggiato dall’esercito, e che fu contrassegnato da un rigido atteggiamento nei confronti delle rivendicazioni operate, i fermenti di malcontento sociale e politico cominciarono a manifestarsi sempre più apertamente, soprattutto con l’insorgere del movimento di guerriglia che si sarebbe sviluppato negli anni seguenti sotto la guida di Ernesto Che Guevara. Nel 1964 Estenssoro fu rovesciato con un colpo di Stato e sostituito da Renè Barrientos Ortuño, il cui governo si sforzò di reprimere la guerriglia e che culminò con la cattura e l’uccisione di Che Guevara da parte delle truppe governative. Nel 1969 seguì un altro colpo di Stato, che avvicinò la Bolivia all’area di influenza russa, e poi altri ancora di cui quello del 1981 ha segnato il 190° in 152 anni di indipendenza. Dal 1985 Estenssoro è tornato capo dello Stato e si è prefissato di attuare una rigidissima politica.di risanamento. Nel 1993 gli è succeduto Gonzalo Sánchez de Losada. Il presidente attualmente in carica dal 1997 è Hugo Banzer Suarez. Nell’agosto del 2001 il generale Banzer, a causa dell’aggravarsi del suo stato di salute, ha ceduto il testimone a Jorge Quiroga, sino alle elezioni presidenziali dell’agosto 2002, che hanno consegnato il potere a Gonzalo Sánchez de Quesada. Quest’ultimo ha approntato una serie di riforme liberistiche quali la privatizzazione dello sfruttamento delle immani risorse minerarie. Nel mese di ottobre 2003, dopo settimane di agitazioni popolari contro tali riforme, Gonzalo Sáchez de Lozada lascia la presidenza del paese andino; subentra il suo vice, Carlos Mesa Gisbert, che ha promesso un referendum sulla questione dell’esportazione del gas, causa principale dei disordini scoppiati nell’autunno, forma un governo tecnico. Dopo un periodo turbolento e un tentativo delle forze conservatrici che avevano cercato di bloccare le elezioni, Evo Morales, leader del Movimento al socialismo (Mas), vinse largamente le elezioni svoltesi il 18 dicembre 2005. è il primo presidente autenticamente indio d’America latina.

SCONSIGLIATI viaggi nella zona di frontiera con il Cile fuori dalle strade pubbliche, lungo i sentieri ed i valichi di confine ufficiali per la possibile presenza di mine. È opportuno evitare anche la regione del “Chapare” dove il programma di eliminazione delle piantagioni di coca può provocare scontri tra le forze dell’ordine ed i coltivatori.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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