Kiribati

Bandiera Kiribati

Capitale Tarawa
Abitanti 100.743
Estensione  Kmq 811
Valuta  Dollaro australiano  AUD 1,4829=1€
Fuso orario +11h, +10h se ora legale in Italia
Elettricità 240 V, presa  I
Lingua Inglese, gilbertese
Aeroporti  Tarawa TRW, Kiritimati CXI

Tarawa: non è una singola città, bensì un gruppo di isole circondate da un atollo di corallo. L’aeroporto internazionale si trova a Bonriki, dove è situato anche l’ospedale. Gli uffici del Governo, il Parlamento, la residenza presidenziale, l’ufficio postale, le banche, le librerie e gli archivi si trovano tutti sull’isola di Bairiki.

Tabiteua: la società sull’isola è estremamente egualitaria e non esiste la nobiltà. La cultura e le tradizioni locali sono ancora molto forti con i loro canti, le danze e i rituali magici. Non sono presenti veri e propri insediamenti turistici.

Butaritari: è un’isola molto umida e verde. È situata a nord delle Gilbert e da qui è possibile andare in canoa verso l’isola di Markin.

Abemama: isola raggiungibile in nave o in aereo da Tarawa, con alcuni villaggi che vale la pena di visitare anche se nessuno è attrezzato per ricevere turisti.

Tabuaeran: l’isola è particolarmente adatta a chi ama esplorare i fondali marini, fare immersioni o nuotare. Per raggiungerla occorre una barca privata.

Betio: è un’isoletta situata nell’angolo sud-ovest dell’atollo di Tarawa, facente parte dell’arcipelago delle Isole Gilbert. Su di essa sorge il porto più importante dell’atollo. Betio è conosciuta soprattutto perché è stata il teatro della sanguinosa Battaglia di Tarawa durante la Seconda guerra mondiale. Vi si trovano ancora relitti risalenti all’invasione giapponese ed al successivo attacco americano del novembre 1943. La pista di atterraggio giapponese, obiettivo dell’attacco, non esiste più, ma la sua estensione si può ancora intuire al giorno d’oggi osservando le palme che crescono meno rigogliose su di essa. Rimangono inoltre diversi bunker e parecchi rottami di equipaggiamento militare, oltre a ordigni inesplosi sparsi su tutta l’isola e sulle scogliere circostanti. Vi sono anche sepolte le salme di diversi soldati americani e giapponesi.

Marakei: è un piccolo atollo nel Nord dell’arcipelago delle Isole Gilbert. L’atollo ha una superficie di 10 km² ed una laguna interna che raggiunge i 19,6 km². È formato da due isole separate tra loro da due stretti canali. Al censimento del 2005 possedeva una popolazione di 2.741 abitanti.

Abaiang: anche scritto Apaiang (perché la b si pronuncia più o meno come una p in gilbertese) è un atollo corallino. È situato nell’Oceano Pacifico centro-occidentale e fa parte dell’arcipelago delle Isole Gilbert. Il suo nome significa terra del Nord (aba significa terra o mondo, iang Nord). Era anche chiamata più raramente Apia e dai Britannici, antecedentemente al 1892, Charlotte Island. Abaiang comprende 15 isolotti collegati o no da causeways, intorno ad una laguna, con una superficie totale terrestre di 16,4 km2. L’atollo ha una laguna collegata all’Oceano dal canale di Bingham, all’interno della quale vi è possibilità di attracco. Ci sono circa 6.000 abitanti. L’istituzione più nota di Abaiang è il St. Josephs College, fondato nel 1939 che è uno degli istituti scolastici più noti di Kiribati. Tra i suoi ex-allievi vi è anche l’attuale presidente Anote Tong.

Kirimati (Christmas) Island: è il più grande atollo corallino del mondo, con più di 100 laghi al suo interno. Sulla costa orientale c’è la Baia dei relitti, così chiamata per i numerosi naufragi. Sull’isola è possibile fare attività di pesca e vi sono anche alcuni alberghi.

Southern Line Islands: comprende Malden, Starbuck, Vostok, Caroline e Flint, tutte disabitate. In passato le isole, scoperte dagli europei, furono sfruttate per le loro miniere di fosfato o per le piantagioni di cocco. Il modo migliore di arrivarci è con una barca privata.

Banaba: a sud dell’equatore e a ovest delle Gilbert, l’isola è stata quasi interamente distrutta a causa dello sfruttamento indiscriminato dei giacimenti di fosfati. È necessaria un’autorizzazione per accedervi.

Il clima è di tipo equatoriale o tropicale con temperature che variano dai 26 ai 32 °C. Le precipitazioni sono più abbondanti nelle isole settentrionali; in quelle centrali e meridionali invece calano di intensità e frequenza e si hanno persino periodi di siccità. Le piogge sono in genere meno abbondanti in aprile e giugno.

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Visto di ingresso non necessario per i cittadini italiani. Occorre comunque essere in possesso di un passaporto valido, di un biglietto aereo di ritorno e di fondi sufficienti a coprire le spese durante il soggiorno.

Nessuna.

Patente internazionale riconosciuta per un massimo di 14 giorni. Guida a sinistra.

Abitate da più di duemila anni da un popolo micronesiano, in contatto saltuario con i samoani, “scoperte” abbastanza tardivamente dagli esploratori europei (Ferdinando Magellano sembra aver visto l’isola Carolina, nelle Sporadi equatoriali durante il primo giro del mondo), erano popolate da almeno mille anni quando furono riscoperte. Erano, per lo più, democrazie dove la legge e la giustizia erano decise in comune nelle ‘maneaba’ (“case comuni”) — con la sola eccezione, abbastanza recente, di qualche isola del nord dove c’erano piccoli regni in formazione, come a Butaritari. Butaritari e la vicina Makin sono battezzate isole del Buen Viaje da Pedro Fernandes de Queirós nel 1606. Devono il proprio nome di isole Gilbert (in francese) all’ammiraglio Adam Johann von Krusenstern (un estone al servizio dello Zar) che le battezzò con il nome del capitano Thomas Gilbert, che insieme con il capitano John Marshall, le attraversò nel viaggio intrapreso tra Botany Bay (futura Sydney) e Canton (Cina). Fu il capitano francese Louis Isidore Duperrey che le mise insieme sulla stessa mappa nel 1820, confermando il nome datogli da Krusenstern. Nel 1892, il Regno Unito mise sotto il proprio protettorato le sedici isole Gilbert e le otto isole Ellice alle quale aggiunse a poco a poco Ocean, Fanning e Washington (1901), Christmas (1919) e le isole della Fenice (1937). Diventarono una colonia britannica nel 1916 (isole Gilbert e Ellice), poi nel 1971 ottennero l’autonomia interna. Tra il 1916 e il 1925 (e ufficialmente fino al 1948), le isole Union (ora chiamate Tokelau) fecero anch’esse parte di questa colonia. Nel 1978, l’indipendenza fu concessa dapprima alle isole Ellice, separate dalle Gilbert dal 1975, col nuovo nome di Tuvalu (otto isole). L’indipendenza totale fu concessa alle Kiribati poco dopo, il 12 luglio 1979, 90 anni esatti dopo l’arrivo di Robert Louis Stevenson in quelle isole. Sono membro delle Nazioni Unite dal 1999.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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