Isole Pitcairn

Bandiera Isole Pitcairn

Capitale Adamstown
Abitanti 48
Estensione  Kmq 47
Valuta  Dollaro neozelandese  NZD 1,5525=1€
Fuso orario -9h,-10h se ora legale in Italia
Elettricità 240 V
Lingua Inglese, pitcarnese
Aeroporti  Non ci sono aeroporti, raggiungibile con navi private o da crociera

Adamstown, capitale dell’isola denominata Pitcairn, sorge sulla cima della collina chiamata, a ragione, Hill of Difficulty (Collina della Difficoltà), arroccata 120 m sul livello del mare. Le case si trovano o ‘sopra’ o ‘sotto’ la strada principale. La piazza pubblica rappresenta il cuore dell’isola e gli edifici che la circondano fungono da tribunale, ufficio del magistrato dell’isola, municipio, chiesa, dispensario, biblioteca e ufficio postale. Tra le molte tracce delle origini dell’isola si può ricordare la Bibbia del Bounty di Fletcher Christian, conservata in una teca di vetro all’interno della chiesa. La Bibbia fu vinta a una riffa nel 1839, ma nel 1949 fu restituita all’isola.

L’ancora del Bounty, portata in salvo da una squadra del National Geographic, è esposta davanti al tribunale e un po’ più giù lungo la strada si può ammirare anche un cannone del Bounty. L’ancora dell’Acadia, naufragata al largo dell’Isola di Ducie, è esposta sul crinale della collina, detto Edge, che sovrasta la Bounty Bay. La tomba di John Adams è l’unica che è stata preservata di tutte le tombe degli ammutinati del Bounty. La grotta di Fletcher Christian, che si suppone sia stata il luogo dove Christian andava a nascondersi per avvistare eventuali navi minacciose o per salvarsi la pelle nei primi anni violenti dell’insediamento, sovrasta Adamstown.

L’isola di Henderson è la più vasta delle quattro Isole Pitcairn. È inospitale per gli umani, ma una breve sosta potrebbe regalare ai birdwatcher dei momenti fantastici. È stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988 grazie alla sua rara fauna ornitologica e ai suoi depositi di fosfati che non sono mai stati estratti (fatto davvero peculiare per un secolo tanto affamato di fosfati). L’isola si trova 168 km a nord-est di Pitcairn e la sua superficie è quasi otto volte maggiore di quella dell’isola principale. La sua superficie, emersa per l’azione di tre vulcani sottomarini – l’Adams, lo Young e il Bounty – è circondata per due terzi da una barriera corallina di recente formazione. Le sue scogliere alte 15 m sono costituite dalla vecchia barriera corallina e i coralli fossilizzati da cui è formata l’isola si cuociono al sole opponendo a chi li vuole scalare una superficie appuntita, bollente e friabile. L’interno dell’isola è ricoperto di dense macchie di cespugli, ma poiché a Pitcairn sono stati abbattuti tutti gli alberi di miro, ogni tanto gli isolani si recano a Henderson per raccogliere i pochi alberi che ancora vi crescono. Gli unici mammiferi terrestri che popolano l’isola sono i ratti polinesiani, ma Henderson è abitata da quattro specie endemiche di uccelli terrestri: il rallo di Henderson (Nesophylax ater, una specie di trampoliere chiamato anche pollo di Henderson), il singolare lorichetto di Stephen (Vini stepheni), il piccione frugivoro di Henderson (Ptilinopus insularis) e l’uccello canoro di Henderson (Acrocephalus vaughani taiti). Sull’isola nidificano nove specie di uccelli marini e sei altre specie sono state occasionalmente avvistate; ogni tanto giungono a Henderson anche alcune tartarughe verdi marine in cerca di un luogo dove deporre le uova. Quando la marea lo consente, in una grotta situata nella zona settentrionale dell’isola una sorgente emette acqua dolce. Nel secolo scorso alcune persone sopravvissute a un naufragio hanno trovato nella grotta degli scheletri umani. Henderson può essere raggiunta quando gli abitanti di Pitcairn la visitano oppure con una nave da carico o per passeggeri.

Isola di Oeno

Il Capitano Henderson, troppo occupato a battezzare l’Isola di Henderson con il proprio nome, si imbatté nell’Isola di Oeno nel 1819, ma l’isola fu battezzata solo cinque anni dopo da alcuni balenieri americani. Due stretti passaggi scavati nella sua barriera corallina conducono nella laguna centrale, da cui si raggiunge la barriera esterna dopo altri 4 km. Nello spazio racchiuso dalla barriera corallina si trovano a ovest un’isola più grande ricoperta di palme che misura 3 km di lunghezza e 1 km di larghezza e, poco distante da questa, un minuscolo isolotto o banco di sabbia. Di tanto in tanto gli abitanti di Pitcairn si recano sull’isola per raccogliervi foglie di pandano da intrecciare per produrre delle borse oppure semplicemente per impigrirsi un po’ sulla spiaggia. Anche Oeno, nel corso degli anni, ha assistito alla sua buona dose di naufragi, tra cui uno che ha prodotto conseguenze nefaste per gli abitanti di Pitcairn. Nel 1839 la Bowden naufragò sull’isola e il capitano e la sua truppa raggiunsero Pitcairn sulla scialuppa della nave. Durante le operazioni di salvataggio uno degli isolani contrasse la febbre tifoide e, una volta a casa, trasmise l’infezione che uccise 13 persone. Oeno può essere raggiunta solo se gli abitanti di Pitcairn vi si recano o tramite una nave passeggeri, un mercantile o uno yacht che passi di là.

Isola di Ducie

Nel 1791, un certo Capitano Edwards che navigava alla ricerca degli ammutinati del Bounty si imbatté in Ducie, 477 km a est di Pitcairn. Fortunatamente per gli ammutinati, Edwards non raggiunse Pitcairn, lasciandoli relativamente liberi di darsele di santa ragione. Edwards battezzò l’isola con il nome del suo protettore, Lord Ducie. L’isola è un tipico atollo corallino formato da un isolotto più grande e da tre più piccoli che racchiudono una laguna. L’isola principale, Acadia, è popolata da lucertole, decine di migliaia di uccelli marini tra cui sule dalla maschera (Sula dactylata), procellarie, sterne (Gygis alba), uccelli tropicali e fregate, come pure dall’onnipresente ratto polinesiano. Sull’atollo non crescono palme e la vegetazione è limitata a due tenaci specie di arbusti. Anche Ducie ha assistito ad alcuni naufragi, come quello del 1881 che vide la ciurma dell’Acadia intraprendere un duro viaggio di 13 giorni su di una scialuppa fino a Pitcairn. Un sentiero segnato attraversa l’isola fino alla sponda bagnata dalla laguna. Veri e propri studi scientifici sono stati compiuti su quello che la risacca trasporta sulle rive di Ducie: una varietà impressionante di relitti tra cui innumerevoli bottiglie di vetro, pezzi di plastica e centinaia di sugheri per reti da pesca. Di tanto in tanto gli abitanti di Pitcairn si recano a Ducie e chi vuole visitarla può andare con loro oppure chiedere un passaggio a uno yacht o a una nave per passeggeri o da carico che si trovi in zona.

Il clima è tropicale umido (la linea del Tropico del Capricorno passa poco più a Nord), con temperature medie che variano da un minimo di 16°C registrati nelle notte invernali a un massimo di 30°C registrati nei giorni estivi. Le precipitazioni piovose sono moderatamente distribuite durante l’arco dell’anno, appena più accentuate nel periodo invernale. L’isola è soggetta a qualche tifone nel periodo da novembre a marzo.

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. L’ accesso alle isole è possibile solo via mare (8 giorni di viaggio dalla Nuova Zelanda e 3 giorni dalla Polinesia francese). E’ previsto il pagamento di un’imposta per sbarcare od ormeggiare nell’isola. Il visto d’ingresso si ottiene compilando un modulo disponibile online. L’isola non dispone di infrastrutture alberghiere pertanto prima di iniziare le formalità di accesso è necessario effettuare una richiesta all’amministrazione locale per ottenere l’autorizzazione a soggiornare presso una famiglia dell’isola o presso il lodge comunale.

Nessuna vaccinazione obbligatoria.

Strade accidentate percorribili a piedi, bicicletta o motocicletta.

Probabilmente i polinesiani si insediarono, temporaneamente, su Pitcairn circa 3.500 anni fa e gli archeologi ritengono che tra il XII e il XV secolo d.C. sull’isola vi fosse un insediamento stabile polinesiano. In quell’epoca si intrattenevano vivaci scambi commerciali tra Pitcairn, Henderson – che in passato era abitata – e Mangareva, un’isola situata nell’attuale Arcipelago Gambier, nella zona sud-orientale della Polinesia Francese. Di questi primi insediamenti ci sono rimasti siti funerari contenenti scheletri umani, petroglifi, forni scavati nella terra, asce in pietra e altri manufatti, ma nessuno è certo della provenienza originaria dei primi abitanti di Pitcairn. Probabilmente l’isola era importante per la sua cava, da cui si estraeva la pietra per produrre le asce. Nonostante le minuscole dimensioni dell’isola, il suo fertile terreno vulcanico era (ed è tuttora) in grado di garantire il sostentamento di un insediamento stanziale. Nel 1606, quando l’esploratore spagnolo Pedro Fernández de Quirós giunse in queste acque durante la sua personale ricerca dell’El Dorado e scoprì Henderson, quest’isola, e presumibilmente anche Pitcairn, erano deserte. Individuata dai britannici nel 1767, la piccola isola fu colonizzata nel 1790 da dieci marinai britannici ammutinati e dalle loro compagne polinesiane. Il gruppo era guidato dal leggendario luogotenente Fletcher Christian, capitano in seconda del veliero Bounty, che il 28 aprile 1789 con l’aiuto di un’altra decina di marinai si ribellò al sadico capitano William Bligh. Gli ammutinati presero il controllo della nave e lasciarono Bligh e 18 marinai suoi fedeli su una scialuppa che dopo tre mesi di navigazione e incredibili traversie raggiunse Timor. Al timone del Bounty, Christian e i suoi fecero ritorno a Tahiti, imbarcarono le donne conosciute nella precedente sosta sull’isola e salparono alla volta dell’ignoto, per cercare un rifugio dall’Impero britannico. A Tahiti decisero di restare 16 dei 25 ammutinati, pur sapendo che se scoperti sarebbero stati condannati a morte: in seguito, tre di loro furono catturati e poi impiccati in Inghilterra. Il 23 gennaio 1790 il Bounty degli ammutinati giunse infine a un isolotto disabitato, che Christian battezzò in onore di uno dei suoi ufficiali, Robert Pitcairn. La nave fu incendiata per far perdere le proprie tracce e la nuova comunità visse in segreto fino al 1825, quando l’isola fu scoperta dalla Marina di Londra. Christian e i suoi furono amnistiati, e nel 1838 Pitcairn fu ammessa all’Impero britannico.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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