Ungheria

Bandiera Ungheria

Capitale Budapest 
Abitanti 9.983.645
Estensione  Kmq 93.030 
Valuta Fiorino ungherese  HUF 315,54=1€
Fuso orario Nessuna differenza oraria con l’Italia
Elettricità  230 V, presa CF
Lingua Ungherese 
Aeroporti  Budapest BUD, Debrecen DEB

Città principali

Budapest: è una delle più belle capitali europee. Si estende sulle due rive del Danubio: a destra si innalza sulle colline la più antica Buda, ricca di monumenti storici e architettonici, mentre sulla sponda sinistra, in pianura, sorge Pest, d’impronta più moderna e mondana.

Budapest è una città affascinante che offre molti stimoli agli amanti dell’arte e grandi opportunità di svago a chi è in cerca di divertimento. Un buon punto da cui partire per visitare la città è il Bastione dei Pescatori (Halaszbastya): dall’ampia terrazza e dalle cinque torri che lo compongono si possono ammirare il Danubio, i sei ponti che l’attraversano, l’isola Margherita, Pest e i monti di Buda.

Il castello di Budavarì palota ospita il museo storico e la biblioteca nazionale, la chiesa gotica di Màtyàs templon, il ponte delle Catene del tardo neoclassicismo, il palazzo del Parlamento, Orszàghàz, l’edificio più grosso al mondo dopo il Pentagono, e la strada dei signori, sede dei palazzi più sontuosi, tutti in stile barocco. Budapest ospita diversi musei di grande interesse, tra i quali quelli dell’artigianato, di belle arti, nazionale ungherese ed etnografico. Se poi si desidera fare acquisti o sedersi in una tipica caffetteria, è consigliabile recarsi nella zona pedonale di Vàci Utca, il quartiere fulcro della città, pieno di negozi, birrerie, locali e cantine.

Eger: sorge tra i gruppi montuosi di Matra e di Bukk a nord-est di Budapest. È celebre dal punto di vista storico perché fu protagonista della cacciata dei Turchi. A Eger si produce il rinomato vino Sangue di toro. La panoramica migliore si gode dal castello e dal minareto.

Gyor: è il più grande centro economico, commerciale e turistico della regione del Transdanubio Settentrionale. Conta numerosi palazzi in stile rinascimentale e barocco, oltre a molti monumenti architettonici. La chiesa dei Carmelitani, l’unica in Europa in stile barocco a pianta ellittica, la collina di Kaptalan e la piazza del mercato sono le mete turistiche principali.

Pécs: sorge a 200 km da Budapest. È il più grande centro urbano del Transdanubio Meridionale e una delle città più belle dell’Ungheria. È sede dei musei più interessanti del Paese, come il museo del pittore Victor Vasarely e il museo Zsolnay, che ospita l’omonima esposizione di porcellane. Pecs si caratterizza, altresì, per i monumenti turchi che risalgono al periodo ottomano e in particolare la chiesa-moschea del XVI secolo. L’altopiano di Tettye è un’ottima postazione per godersi la vista sull’intera città.

Luoghi di interesse

Lago Balaton : è, dopo Budapest, la maggiore attrazione turistica ungherese. Con una superficie di circa 600 kmq è uno dei laghi più grandi d’Europa. Si può fare attività balneare oppure godersi semplicemente i benefici dell’acqua leggermente alcalina, il clima mite e la sabbia fine. Tutte le cittadine che sorgono sulle rive del Balaton sono meritevoli di visita.

Balatonfured: la più antica località balneare e termale del lago, dalle acque contenenti acido carbonico note per i loro effetti terapeutici.

Szàntòdpuszta: è un sobborgo di case in stile coloniale.

 

ll paese è caratterizzato da un clima continentale molto simile a quello della Pianura Padana. La temperatura varia notevolmente nell’arco dell’anno e si distinguono in modo netto quattro stagioni. Date la ridotta estensione territoriale del paese e le ridotte differenze in altitudine il clima è abbastanza uniforme in tutto il paese. Le temperature, oltre a variare nel corso dell’anno, presentano un’escursione giornaliera significativa che si accentua d’estate. La temperatura media annuale è di 10 °C. Il mese più freddo è gennaio con una temperatura media di -2 °C, mentre il mese più caldo è luglio con una temperatura media di 20 °C. Non è raro che nelle giornate estive più calde si registrino anche temperature massime superiori ai 35 °C. Durante l’inverno nelle ore notturne dei giorni più freddi la temperatura può scende anche al di sotto i -25 °C. La quantità annuale delle precipitazioni varia di anno in anno, spesso in modo drastico, e ci sono delle differenze significative anche nella loro distribuzione territoriale, comunque la loro media annuale si attesta al livello di 600-650 mm. I mesi con più precipitazioni sono maggio e giugno, mentre i mesi con meno precipitazioni sono gennaio e febbraio. Molte aree del paese, soprattutto nel Transdanubio meridionale, sono caratterizzate da un secondo picco alto del livello delle precipitazioni nei mesi autunnali.

Passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio. E’ necessario viaggiare con uno dei due documenti in corso di validità.

Nessuna.

Patente italiana. Si ricorda a chi guida all’estero un’auto non propria che è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata. Per usufruire della rete autostradale è necessario acquistare ed esibire la “vignette” (Matrica in ungherese); è in vendita presso le agenzie delle società autostradali, i 24 uffici dell’Automobile Club ungherese (MAK), le maggiori stazioni di servizio situate in autostrada, presso alcuni uffici degli Automobile Club austriaco e slovacco, nonché online.

Gli ungheresi vivono in uno stato millenario nel Bacino dei Carpazi, nel centro dell’Europa. Tale regione è abitata dall’uomo sin dall’alba della civiltà e, molto prima della nascita dello stato ungherese, era già crocevia di popoli e culture. Tra questi popoli si includono anche i romani che intorno all’inizio dell’era cristiana occuparono la parte della regione a occidente del Danubio costituendo la provincia romana della Pannonia. Quando gli unni costrinsero i romani a ritirarsi (433 d.c.), il Bacino dei Carpazi diventò il centro di un vastissimo impero dominato da Attila, il temutissimo “Flagello di Dio”, il quale stabilisce in questa zona, vicino al fiume Tibisco, il suo quartier generale. Le origini e le migrazioni nei secoli degli ungheresi sono incerte e tuttora dibattute. In ogni caso, secondo la maggioranza degli studiosi, il popolo ungherese discende del ceppo ugrofinnico dei popoli uralici formatosi, nelle vicinanze dei Monti Urali, nella prima metà del I millennio a.C. (sul versante asiatico per alcuni e sul versante europeo per altri). Gli ungheresi, nel corso dei secoli, spostandosi attraverso delle tappe in conseguenza di cambiamenti politici, strategici e ambientali raggiunsero poi il Bacino dei Carpazi. Secondo le ricostruzioni più accreditate, tra gli studiosi, il popolo ungherese iniziò intorno l’895, sotto la guida del principe Árpád con l’occupazione del Bacino dei Carpazi, ossia la conquista della patria che portò a termine in diversi anni. Nella prima metà del X secolo gli ungheresi insediati nel Bacino dei Carpazi oltre a pascolare i loro bestiami e coltivare le loro terre compirono numerose razzie che li resero molto temuti in Europa. Le sconfitte militari che posero fine alle razzie e la presa di coscienza che la sopravvivenza dipende dall’integrazione nell’ordinamento degli stati portarono alla creazione di uno stato e l’adozione del cristianesimo sui modelli europei. Quest’opera venne completata da Stefano (István), incoronato, con la corona ricevuta dal papa, nell’anno 1000 re d’Ungheria il quale riuscì a creare un regno forte ed indipendente. Sotto i successori di Stefano, il Regno d’Ungheria, passò attraverso delle fasi di consolidamento e delle fasi di espansione. Vennero, inoltre, introdotte forme d’organizzazione feudale, già in uso in Occidente, che riconoscono ai nobili delle prerogative e, allo stesso tempo, limitano il potere del re. Nel 1241 il regno venne colpito gravemente dall’invasione dei mongoli che portò, come conseguenza, un anno di devastazione del paese e la morte di un terzo della popolazione. Il regno, comunque, si riprese dalla devastazione dei mongoli e conobbe, successivamente, nuove fasi di sviluppo. In questo periodo, spicca in modo particolare la figura di Mattia Corvino (Mátyás), il re che mantenne una delle corti rinascimentali più ricche d’Europa nei castelli di Buda e Visegrád e raccolse una delle biblioteche più fornite dell’epoca, pari a quella Vaticana. Dopo la morte di Mattia Corvino il regno si indebolì e non resistette all’avanzare dei turchi che nel 1526 annientarono l’esercito ungherese in una battaglia cruciale (a Mohács). In seguito a questo scontro, la parte centrale dell’Ungheria, Buda inclusa, cadde sotto dominazione turca e il paese venne diviso in tre parti. Il regno si ridusse alla parte nord ovest sotto la dominazione degli Asburgo, mentre nella parte dell’est nacque il Principato di Transilvania. Questa divisione durò un secolo e mezzo. Grazie all’indebolirsi dell’Impero Ottomano e l’aiuto degli Asburgo alla fine del XVII secolo l’Ungheria venne liberata dai turchi e riunificata. Il paese però non ottenne l’indipendenza dall’Impero Austriaco. Così la Primavera dei popoli del 1848 portò allo scoppio di una rivoluzione anche a Budapest, ma la guerra d’indipendenza eroica che ne scaturì venne soffocata nel sangue. Per superare i contrasti, nel 1867, la nobiltà ungherese e la monarchia asburgica stipularono il Compromesso che sancì la nascita dell’Impero Austro-Ungarico, una duplice monarchia con due parlamenti e due capitali in condizioni di parità. Ne seguì un periodo di crescita economica, modernizzazione e riforme liberali, ma anche di tensioni tra le molte etnie che composero l’impero. La sconfitta nella prima guerra mondiale portò alla dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico ed a tempi turbolenti con la proclamazione della repubblica, la presa di potere dei comunisti ed infine la restaurazione della monarchia. Con il Trattato di Trianon del 1920 le potenze vincitrici della guerra imposero un ridimensionamento territoriale così drastico che l’Ungheria, già devastata dalla guerra, perse più di due terzi del suo territorio. L’Ungheria desiderosa di recuperare i territori persi con il Trattato di Trianon entrò nella seconda guerra mondiale a fianco della Germania e dell’Italia, ma subì solo gravi perdite e fini sotto l’invasione sovietica. Quindi con l’appoggio dell’URSS venne instaurato un regime comunista repressivo. Dopo la morte di Stalin (1953) iniziò un periodo di riforme ed allentamento del terrore, ma poi si tornò di nuovo alla repressione. L’insofferenza e la delusione sfociarono, nel 1956, nella rivolta. Dopo che il capo del governo rivoluzionario, il comunista riformatore Imre Nagy, annunciò l’uscita dell’Ungheria dal Patto di Varsavia (l’alleanza militare del blocco sovietico) l’esercito sovietico decise di intervenire e la rivolta venne soffocata nel sangue. Il nuovo regime comunista guidato da János Kádár adottò, inizialmente, una linea dura di repressione per ristabilire l’ordine, l’autorità del partito ed i rapporti con Mosca (lo stesso Nagy verrá giustiziato nel 1958), ma poi passò ad una “dittatura morbida” aperta alle riforme e verso l’Occidente. Così l’Ungheria diventò il paese con le migliori condizioni di vita del blocco dell’est. Alla fine degli anni ottanta fu sempre più chiaro che l’URSS di Gorbaciov, in quel periodo, rinunciò a controllare e tenere insieme i paesi del blocco dell’est. Quindi l’Ungheria si avviava un processo pacifico di transizione graduale ad un sistema democratico. Il 23 ottobre 1989 venne proclamata la Repubblica d’Ungheria e nella primavera successiva si tennero le prime elezioni libere. Successivamente alla transizione democratica il paese divenne membro della NATO (1999) e membro dell’Unione Europea (2004).

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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