Repubblica Ceca

Bandiera Repubblica Ceca

Capitale Praga
Abitanti 10.548.527
Estensione  Kmq 78.864 
Valuta Corona ceca    CZK 27,735=1€
Fuso orario Stessa ora dell’Italia
Elettricità  230 V, presa E
Lingua Ceco
Aeroporti  Praga PRG, Brno BRQ, Ostrava OSR, Karlovy Vary KLV 

Città principali

Praga: la visita della stupenda capitale ceca, detta città dalle cento torri o città d’oro, muove dalle atmosfere e dai tesori del Castello. Superato il cancello su Hradcanske namesti, con i gruppi scultorei della Gigantomachia, si entra nel primo cortile, il cortile d’onore, e da qui, attraverso la Porta Mattia, si accede al secondo cortile con tipiche architetture neoclassiche. Oltre il secondo cortile si trova la Cattedrale di San Vito, eretta per volere di Carlo IV, dall’interno maestoso.

La visita prosegue nel Castello lungo il terzo cortile, il più arioso, ove una facciata neoclassica riunisce in un unico edificio il Palazzo rinascimentale di Rodolfo II, il Palazzo delle Regine del primo barocco e il Palazzo di Massimiliano II. Adiacente al Palazzo Reale si erge il Palazzo di Ludovico con le stanze della Cancelleria boema. Da qui l’itinerario si dirige verso la cosiddetta Viuzza d’oro che dalla Torre Bianca porta alla Torre Daliborka, alla Torre Nera e al Baluardo.

Nella parte vecchia della città spiccano la Rotonda di Santa Croce, a pochi passi dalla riva della Moldava, il Municipio, la gotica Chiesa di Tyn, simbolo di Praga, e la Casa del Minuto, sulla cui facciata si osservano graffiti di personaggi biblici e scene mitologiche. Assolutamente da non perdere le visite alla Chiesa di San Nicola a Mala Strana, considerata il capolavoro del barocco boemo, alla Staromestske namesti, la Piazza della Città Vecchia, con il famosissimo Orologio Astronomico, e al quartiere ebraico.

Brno: seconda città della Repubblica in ordine di grandezza, è immersa nel pittoresco paesaggio di verdi colline della Moravia. Tra le bellezze artistiche del luogo ricordiamo il Castello Spilberk, costruito nella prima metà del XIII secolo e divenuto prigione di stato dell’Impero austro-ungarico (lo Spielberg di Silvio Pellico), la Cattedrale di San Pietro neogotica, la Chiesa di San Giacomo, il Palazzo Dietrichstein, sede del Museo regionale della Moravia, e il Monastero dei Cappuccini. Particolarmente suggestive la Chiesa di San Michele, la Basilica dell’Assunzione della Vergine, gioiello di architettura gotica morava, e la Chiesa di San Tommaso.

Luoghi di interesse

Olomouc: principale centro della regione di Hana, è una delle città più belle e più antiche con piazze, edifici patrizi, la Torre dell’Orologio, chiese e fontane.

Cesky Krumlov: bella cittadina, dominata dal Castello, con un centro storico notevole, protetto dall’Unesco.

Kutna Hora: posta in un bacino argentifero, nel Medioevo contese il primato a Praga. Tra i monumenti di grande rilievo la Cattedrale di S. Barbara, capolavoro gotico, il Collegio dei Gesuiti, il Castello, la Corte Italiana o Palazzo d’Italia, eretto all’inizio del XIV secolo dai Fiorentini che vi battevano le monete, e il Convento delle Orsoline.

Telc: cittadina medievale, allinea lungo la suggestiva Piazza della Pace una parata di case gotiche e rinascimentali. Il suo castello rinascimentale è forse il più bello del Paese. Nel 1992 il centro storico di Telc è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’Umanità.

 

Il clima della repubblica Ceca è di tipo continentale. La notevole distanza dai mari impedisce qualsiasi azione mitigatrice e questo determina una forte escursione termica annuale. I venti freddi invernali, provenienti dalla regione russa, determinano temperature basse, anche se i loro effetti vengono in parte limitati dalla presenza della catena dei Sudeti. In primavera, che inizia ai primi di aprile, il tempo è più imprevedibile e può variare dal sole alla neve nel giro di poche ore. In estate, le giornate sono abbastanza miti e soleggiate, ma in alcuni periodi possono registrarsi anche temperature elevate. Il tasso di umidità è abbastanza alto e questo crea delle condizioni favorevoli alla formazione di temporali. In autunno, con ottobre, cominciano le prime giornate di freddo e a novembre possono comparire le prime nevicate. In inverno, in alcuni periodi, il tempo può essere stabile grazie alla presenza dell’anticiclone russo, che porta un clima molto freddo ma secco, in altri periodi, invece si hanno giornate fredde, umide e con cielo coperto. Nella pianura dove sorge Praga, le precipitazioni, non sono molto abbondanti (circa 500 mm/anno), mentre raggiungono i 1000 mm/anno nelle zone montuose della Selva Boema e dei Sudeti.

Passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio. E’ necessario viaggiare con uno dei due documenti in corso di validità

Nessuna.

Patente italiana per un massimo di 90 giorni. Il certificato assicurativo di un visitatore italiano è valido anche nella Repubblica Ceca. Si ricorda a chi guida all’estero un’auto non propria che è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata. In caso di veicoli a noleggio il conducente deve avere con se una lettera di autorizzazione della società di noleggio. Per percorrere la maggior parte delle autostrade è necessario munirsi dell’apposita “vignette” a pagamento.

L’arrivo degli slavi nel V e VI secolo segnò l’inizio delle alterne vicende storiche dei cechi. Le tribù si convertirono al cristianesimo e si unirono per formare l’ impero della grande Moravia, che comprendeva la Slovacchia occidentale, la Boemia, la Slesia, alcune parti della Germania orientale, la Polonia sudorientale e l’Ungheria settentrionale. L’impero ebbe breve durata (830-906) e verso la fine del IX secolo, i cechi si separarono per costituire lo stato indipendente della Boemia. Il castello di Praga fu fondato negli anni ’70 del IX secolo dal principe Borivoj come sede principale della dinastia dei Premyslidi; il sovrano però riuscì solamente nel 993 a unire le litigiose tribù ceche. Nel 950, l’imperatore tedesco Ottone I conquistò la Boemia e la annetté al Sacro Romano Impero. Nel 1212, il Papa riconobbe al principe Ottocaro I il diritto di diventare re. Suo figlio, Ottocaro II, cercò di rivendicare il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero e di re dei cechi, ma la corona imperiale andò a Rodolfo d’Asburgo. Il dominio asburgico coincise con l’età d’oro della Boemia. Praga divenne una delle città più grandi e importanti d’Europa, abbellita da splendidi edifici gotici. Tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XV nel paese si impose un influente movimento di riforma religiosa, che diede vita alla rivoluzione hussita, guidata dal ceco Jan Zizka ispirato dagli insegnamenti di Jan Hus. La diffusione della dottrina hussita aveva minacciato l’unità religiosa europea e nel 1420 le forze hussite riuscirono a difendere Praga dalla prima di una serie di crociate indette dal Papa. Pur avendo di fronte truppe più numerose e meglio equipaggiate, gli hussiti andarono ripetutamente all’attacco penetrando in Germania, Polonia e Austria. Nel 1526 il regno ceco passò nuovamente sotto il controllo dei cattolici Asburgo. Il 23 maggio 1618, gli Stati Boemi, irritati per la perdita dei loro privilegi e per la mancata concessione della libertà religiosa, insorsero, gettando due consiglieri asburgici da una finestra del Castello di Praga (i due se la cavarono riportando ferite non gravi). Questa famosa ‘defenestrazione’ diede il via alla Guerra dei Trent’anni, che per i cechi comportò la perdita dei loro diritti, delle loro proprietà e quasi della loro identità nazionale, a causa della forte pressione cattolica e di una germanizzazione forzata. Per i successivi tre secoli il loro destino fu segnato. Nel XIX secolo, Boemia e Moravia furono attraversate da nuovi sentimenti nazionalistici. I cechi si unirono alle rivoluzioni europee del 1848 e Praga fu la prima città dell’impero austriaco a ribellarsi per ottenere le riforme. Il sogno di uno stato indipendente cominciò a realizzarsi durante la I guerra mondiale. Alla fine, cechi e slovacchi si accordarono per formare un unico stato federale formato da due repubbliche con pari diritti. La Prima repubblica conobbe inizialmente un boom industriale, ma il lento sviluppo, la Grande depressione, l’influsso non propriamente benefico dei burocrati cechi e il mancato rispetto della promessa di costituire uno stato federato slovacco sfociarono nella richiesta dell’autonomia da parte degli slovacchi. Alla Cecoslovacchia non fu concesso di risolvere i suoi problemi in tempo di pace. Gran parte dei 3 milioni di madrelingua tedeschi che vivevano in Boemia cullavano il sogno di una grande Germania. Hitler chiese (e ottenne) la regione dei Sudeti attraverso l’infame accordo di Monaco del 1938 e i cechi si prepararono alla guerra. Sebbene Boemia e Moravia avessero avuto pochi danni materiali durante la guerra, gran parte dell’intellighenzia ceca fu uccisa e i tedeschi si impegnarono per eliminare gran parte del patrimonio culturale ceco. Decine di migliaia di ebrei cechi e slovacchi morirono nei campi di concentramento. Il 5 maggio 1945, la popolazione di Praga insorse contro i nazisti mentre da est si avvicinava l’Armata Rossa. I tedeschi, cui la vittoriosa resistenza ceca concesse di uscire dalla città, cominciarono a ritirarsi l’8 maggio. Gran parte di Praga fu così liberata prima che le forze sovietiche arrivassero il giorno successivo. La Cecoslovacchia tornò ad essere uno stato indipendente. I tentativi di consolidare l’identità culturale del paese – e di punire i suoi oppressori – portarono a massicce deportazioni di tedeschi e ungheresi. Nelle elezioni del 1946, i comunisti ottennero la maggioranza con il 36% dei voti. Gli anni ’50 furono un periodo di dura repressione e di declino, dal momento che le politiche economiche comuniste mandarono quasi in bancarotta lo stato. Molte persone furono imprigionate e centinaia giustiziate o rinchiuse in campi di lavoro, spesso solo per una vaga adesione a idee democratiche. Negli anni ’60 la Cecoslovacchia conobbe una progressiva liberalizzazione. Il nuovo presidente, l’ex leader del partito slovacco Alexander Dubcek, incarnava il desiderio popolare di una democrazia piena e di una fine della censura – un ‘socialismo con una faccia umana’. I capi sovietici, incapaci di concepire una società democratica all’interno del blocco comunista, soffocarono la breve vita della ‘Primavera di Praga’ del 1968 con un’invasione delle truppe del Patto di Varsavia nella notte tra il 20 e il 21 agosto. Alla fine del giorno successivo, 58 persone erano morte. Nel 1969, Dubcek fu destituito ed esiliato nel dipartimento forestale della Slovacchia. Circa 14.000 funzionari del partito e 500.000 tesserati che rifiutarono di rinunciare all’idea di un ‘socialismo con una faccia umana’ furono espulsi dal partito e persero il lavoro. Il totalitarismo fu ripristinato e i dissidenti furono imprigionati. Il regime comunista mantenne il controllo del paese dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989, ma il 17 novembre le cose cambiarono. Il movimento dei giovani comunisti praghesi organizzò una dimostrazione in memoria di 9 studenti uccisi dai nazisti nel 1939. Una pacifica folla di 50.000 persone fu intrappolata dalla polizia, che picchiò circa 500 manifestanti e ne arrestò un centinaio. Nei giorni successivi si svolsero continue dimostrazioni e i capi dei dissidenti, guidati da Vaclav Havel, formarono una coalizione anticomunista che negoziò le dimissioni del governo il 3 dicembre. Fu formato un ‘governo di di intesa nazionale’ con i comunisti come membri di minoranza. Havel fu eletto presidente della repubblica il 29 dicembre e Dubcek presidente dell’assemblea nazionale. I giorni successivi alla rivoluzione del 17 novembre sono passati alla storia con il nome di ‘Rivoluzione di velluto’ perché non hanno provocato vittime. Nel settembre del 1992 Dubcek rimase seriamente ferito in un incidente stradale nei pressi di Praga, morì il 7 novembre, alimentando i sospetti di un complotto. Le voci di una possibile autonomia della Slovacchia stavano diventando sempre più insistenti e una minoranza chiedeva l’indipendenza. Infine, fu deciso dai primi ministri delle due repubbliche e da altri importanti uomini politici che la divisione del paese era la soluzione migliore. Molte persone, tra cui il presidente Havel, erano a favore di un referendum, ma neppure una petizione firmata da 1 milione di Cecoslovacchi fu sufficiente a mettere d’accordo il parlamento federale su come effettuarlo. Alla fine, Havel lasciò la sua carica di presidente dal momento che, nonostante ripetuti tentativi da parte del nuovo parlamento, egli non fu rieletto. Il 1° gennaio 1993 la Cecoslovacchia cessò di esistere per la seconda volta in questo secolo. Praga divenne capitale della nuova Repubblica ceca e Havel fu prontamente eletto suo primo presidente. Grazie a rigorose politiche economiche, al boom del turismo e a una solida base industriale, la Repubblica ceca si sta risollevando. Sul piano internazionale la Repubblica Ceca ha perseguito una politica di integrazione regionale (con Slovacchia, Polonia e Ungheria), ha rafforzato i rapporti con gli Stati Uniti (nel 1999 è divenuta membro della NATO) e con l’Unione europea, di cui è divenuta membro effettivo nel 2004.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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