Grecia

Bandiera Grecia

Capitale Atene
Abitanti 11.295.002
Estensione  Kmq 132.020 
Valuta Euro
Fuso orario +1h rispetto all’Italia
Elettricità  220V, presa CDEFH
Lingua Greco
Aeroporti  Atene ATH, Salonicco SKG, Creta HER CHQ JSH,  Corfù CFU, Rodi RHO, Santorini JTR, Kos KGS, Mykonos JMK, Zante ZTH, Chios JKH, Paros PAS, Mitilene MJT, Skiathos JSI, Samos SMI, Karpathos AOK
Porti Patrasso, Pireo, Corfù, Creta, Rodi, Igoumenitsa, Cefalonia

Atene: è la capitale della Grecia, centro economico, commerciale, culturale e religioso. Si è sviluppata nei secoli intorno alla sua Acropoli, l’altopiano calcareo dominato dal maestoso Partenone, circondato a sua volta da molti altri edifici: l’Agorà, l’Areopago, il Tempio di Efesto e il Museo Archeologico. Proprio ai piedi dell’Acropoli si trova il quartiere vecchio di Atene, Plaka, oggi molto animato e ricco di folclore, affacciato sui bellissimi scorci della collina alle sue spalle. Da vedere anche nell’Atene moderna la bella Piazza Syntagma (piazza della Costituzione) con il Palazzo Reale oggi trasformato in Parlamento, circondato dal Giardino Nazionale, uno dei pochi polmoni verdi della città. Da non perdere il suggestivo mercato coperto o la Piazza Monastiràki, dove di domenica si tiene il mercato delle pulci: questo quartiere, la Via Efesto e la Odos Pandròsu sono tra i più caratteristici luoghi di Atene. Tra le chiese si possono visitare quella di San Nicodemo, costruita nel 1045 d.C. e quella di Àghios Nikòlaos Rangava, fondata nell’XI secolo nei pressi nell’importante palazzo della famiglia bizantina Rangava. Importantissimo il Museo Archeologico Nazionale che custodisce migliaia di reperti preziosi. Atene è anche una città portuale: il Pireo è uno dei principali porti del Mediterraneo, immenso punto di confluenza di merci e di navi turistiche.Inoltre a 500 metri dall’acropoli vi è il Tempio di Zeus.

Salonicco: (in greco Thessalonike), capoluogo della Macedonia Centrale, è la seconda città del Paese: centro industriale e fieristico internazionale, possiede chiese bellissime, un porto fiorente, un vecchio mercato tradizionale. Da visitare senz’altro è la città alta: con il suo aspetto spiccatamente orientale, conserva parecchie testimonianze delle antiche civiltà religiose, come il misterioso Òsios Davìd.Oltre alla Torre Bianca che è il simbolo di Salonicco, di notevole importanza sono i resti della dominazione dell’imperatore Galerio, quali l’arco di galerio ed il palazzo di Galerio. Nelle vicinanze dell’arco di Galerio vi sono le pasticcerie più rinomate di Salonicco.

Filippi: (in greco antico Φἱλιπποι) è un’antica città della Tracia, prossima alla Macedonia e non distante dal mare Egeo, facente parte attualmente del comune di Kavala (fino al 2010 all’ex comune di Filippoi). Sorge sul sito dell’antica Crenides e prese il nome dal re Filippo II di Macedonia, che la fece ingrandire e fortificare nel 356 a.C. per farne un centro minerario. Fu conquistata dai Romani nel 168 a.C.. Nell’ottobre del 42 a.C. fu teatro della famosa battaglia di Filippi, decisiva tra le truppe di Ottaviano e Antonio contro quelle degli uccisori di Giulio Cesare,Bruto e Cassio, che furono sconfitti; Ottaviano, divenuto successivamente Augusto la eresse al rango di colonia. L’espressione popolare “Ci rivedremo a Filippi” è usata per significare che prima o poi si arriverà alla resa dei conti e presagio di avverso destino deriva dalle Vite parallele di Plutarco (Vita di Bruto, 36) e successivamente ripresa letterariamente nel IV atto del Giulio Cesare di William Shakespeare laddove il fantasma di Giulio Cesare apparso a Bruto si rivolge con quelle parole, presagio della futura sconfitta, alle quali Bruto risponde “ci rivedremo”. La città di Filippi ebbe un notevole ruolo nei primi secoli del Cristianesimo; essa fu la prima città d’Europa ad essere evangelizzata da san Paolo, che alla comunità di Filippi indirizzò una delle sue epistole; anche sant’Ignazio di Antiochia e san Policarpo di Smirne indirizzarono alla chiesa locale alcuni dei loro scritti. Fu un centro importante anche in epoca bizantina; fu occupata dai Latini durante la IV crociata e fu in seguito abbandonata.

Verghìna (in greco Βεργίνα) è una frazione del Comune di Veria con sede all’omonima città. Si trova nella regione di Macedonia in Grecia. Si trova a circa 12 km dal capoluogo della prefettura, e sede del comune, Veria, a 75 km da Salonicco, capoluogo della regione e a 515 km da Atene. È collocata sulle pendici dei Monti della Pieria (2.193 metri). La popolazione secondo i dati del censimento del 2001 è di 2.478 abitanti. Verghina è stata sede dell’omonimo comune, abolito con il Piano Kallikratis nel 2011, e accorpata al Comune di Veria, comune appartenente alla Macedonia Centrale. Presso Verghina, un tempo capitale dell’Antica Macedonia, sorge uno dei più importanti siti archeologici della Grecia. L’area della necropoli, situata tra i villaggi Palatitsia e Verghina, si estende per più di un chilometro quadrato e comprende più di trecento tumuli, tutti situati verso sud. Il loro diametro può variare da 15 a 20 metri, l’altezza da 0,50 a 1,00 metri, ma ve ne possono essere alcuni che superano queste misure in larghezza o in altezza. Le ricerche archeologiche hanno mostrato che il tumulo più antico risale all’Età del ferro (1000-700 a.C.) e quello più recente è del periodo ellenistico. Le tombe macedoni sono in genere formate da camera a volta, facciata architettonica con porta monumentale, corridoio e tumulo. Questo tipo di impostazione strutturale è simile a quella dei tholoi micenei, come anche i corredi funerari che sono stati trovati a Sindos, alla foce del Vardar, ad est di Verghina, conservano in età arcaica il rituale della maschera d’oro. Questi dati, unitamente alle continue esaltazioni e ai riferimenti alle discendenze argive da parte della famiglia reale macedone, ci danno la certezza che la popolazione dorica, dopo aver sostanzialmente accettato gran parte delle strutture e usanze civili di Micene, le abbia mantenute in uso anche in Macedonia. Ivi si trova la tomba di Filippo II è costituita da due stanze, anticamera e camera principale, entrambi coperte da volte a botte ed alte 5,30 metri; nella prima, che misura 3,36 x 4,46 metri, quindi rettangolare, vennero deposte le ceneri di una donna, forse Meda di Odessa o Cleopatra Euridice, le mogli più giovani del sovrano macedone. La seconda stanza, quella riservata a Filippo, è quadrata e risulta di 4,46 metri di lato. Sommando queste misure allo spessore dei tre muri di 0,56 metri, e che insieme misurano 1,68 metri, si ottiene la lunghezza di 9,50 metri. La parte esterna delle volte non venne lasciata scoperta, come era solito fare per questo genere di opere in area macedone, ma venne interamente coperta da uno strato di stucco dello spessore di dieci centimetri. L’ingresso, monumentale, è sormontato da un fregio dorico al di sopra del quale si trova, protetto da una cornice in rilievo, una scena di caccia che misura 5,56 metri di larghezza e 1,16 metri di altezza. La tomba venne fatta costruire sicuramente da Alessandro intorno al 336 alla morte del padre.

Veria: o Veroia (in greco Βέροια, in macedone Бер, Ber) è un comune della Grecia situato nella periferia della Macedonia Centrale (unità periferica di Emazia) con 66.547 abitanti secondo i dati del censimento 2011. Si conservano tratti della cinta muraria di epoca ellenistica, in opera quadrata. In alcuni punti sono presenti successivi interventi del III secolo, eseguiti frettolosamente e riutilizzando come blocchi stele e altari funerari dei periodi precedenti. Altri interventi furono effettuati in epoca bizantina e turca. Secondo la tradizione nella città bizantina erano presenti 72 chiese, alcune delle quali probabilmente cappelle votive private. La chiesa più antica è l’antica cattedrale, dedicata ai santi apostoli Pietro e Paolo, ricostruita nel XII secolo a tre navate, separate da colonne sorreggenti arcate. Conserva nell’abside affreschi coevi con i Padri della Chiesa e altri del XIV secolo sugli intradossi delle arcate tra le navate. Durante il periodo ottomano fu trasformata nella moschea di Hounkiar Cami. Subì in seguito altre trasformazioni con la demolizione della navata meridionale. Il museo archeologico ospita i reperti del sito neolitico di Nea Nikomedia e dei tumuli della necropoli di Vergina dell’età del ferro, sculture e ritratti provenienti dal territorio e l’iscrizione greca nota come “legge del ginnasio”, che riporta le regole per la conduzione del ginnasio ellenistico.Da visitare la sinagoga dovepredico San Paolo e la scalinata dove predicava al’aperto. Inoltre è preente un’altare moderno, ma molto suggestivo, dedicato a San Paolo lungo la circonvallazione della città.

Anfipoli:(in greco Αμφίπολη) è un comune della Grecia situato nella periferia della Macedonia Centrale (unità periferica di Serres) con 11.860 abitanti secondo i dati del censimento 2001. A seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011 che ha abolito le prefetture e accorpato numerosi comuni, la superficie del comune è ora di 412 km² e la popolazione è passata da 3.623 a 11.860 abitanti. Sorge nei pressi dell’antica città della Tracia posta alla foce del fiume Strimone. Si tratta di una estesa tomba risalente al periodo di Alessandro Magno e scoperta negli anni ’60, ma i cui scavi sono stati ripresi nel 2011. Una rampa di tredici scalini conduce a un ampio percorso largo quattro metri e mezzo. I muri che lo fiancheggiano sono coperti di affreschi da ambo i lati. In fondo al percorso un arco incornicia due sfingi senza testa, che presidiano l’ingresso della tomba. L’intero sito è circondato da un muro di marmo di 497 metri. Sulla sommità del tumulo è stato rinvenuto un leone monumentale alto cinque metri, simbolo di Alessandro Magno.

Acheronte: (in greco  Ἂχέρων, -οντος, in latino Ăchĕrōn, -ontis) è il nome di alcuni fiumi della mitologia romana, spesso associati al mondo degli Inferi. Secondo il mito sarebbe un ramo del fiume Stige che scorre nel mondo sotterraneo dell’oltretomba, attraverso il quale Caronte traghettava nell’Ade le anime dei morti; suoi affluenti sarebbero i fiumi Piriflegetonte e Cocito. Il suo nome significa “fiume del dolore”. Il principale Acheronte si trova in Epiro, regione nord-occidentale della Grecia, nei pressi della cittadina di Parga. È un affluente del lago Acherusia e nelle sue vicinanze sorgono le rovine del Necromanteio, l’unico oracolo della morte conosciuto in Grecia.

Necromanteion di Efira: è l’Oracolo dei morti. Qui, nell’antichità le persone entravano in contatto con l’anima dei propri defunti ponendo domande ad una sacerdotessa. Per consultare l’oracolo, ai questionanti venivano somministrate droghe allucinogene per tre settimane,trascorse in tre diversi stanzoni di pietra le cui fondamenta sono ancora visibili. Il terzo stanzone era riservato agli uomini e alle donne “non vergini”. Dopo la purificazione, i questionanti erano condotto, attraverso un labirinto, al centro del tempio alla cui guardia si trovavano Caronte, il traghettatore di anime, ed il suo cane molosso Cerbero tricefalo dalla coda di sepenti. Solo allora potevano accedere all’antro sacro per parlare con i trapassati. Nell’ Odissea, la maga Circe consiglia Ulisse di scendere alla casa dell’Ade per ricevere un vaticinio dall’indovino cieco Tiresia su come tornare ad Itaca. Il necromanteion è il luogo che, oltre ad Ulisse, ha visto Orfeo alla ricerca della sua Euridice, Ercole per catturare il cane Cerbero e teseo, l’eroe attico, che arrivò fin qui per rapire persefone, la moglie del re dei morti Aidoneo.

Delfi: piccolo villaggio alle pendici del Parnaso e sovrastante il Golfo di Corinto, è un luogo magico, sede del più importante oracolo dell’antichità, del Tempio e del Santuario di Apollo.

Epidauro: è sede del famoso teatro perfettamente conservato che ancora oggi ospita rappresentazioni.

Micene: a 2 km da Fichti, vi si trova il Tesoro di Atreo (chiamato anche Tomba di Agamennone).

Mistrà: conserva su una collina le antiche rovine della città bizantina, ancora racchiuse dalle mura.

Olimpia: nella regione del Peloponneso, conserva l’Altare sacro a Zeus; era la sede dei Giochi Olimpici. Da vedere la mitica Tomba di Penelope, il Ninfeo di Erode Attico e il Museo dei Giochi Olimpici.

Meteore: in Tessaglia costituiscono una delle zone più interessanti, con un gruppo di monasteri che sembrano sospesi nel vuoto, edificati in epoca medievale su pinnacoli di roccia.

Monte Athos: sorge sulla penisola più orientale della Calcidica: pur essendo soggetto alla sovranità greca, in realtà è una repubblica monastica autonoma dove risiedono circa 1.500 monaci ortodossi sparsi in una ventina di monasteri, la cui visita è consentita solo agli uomini.

Corfu: situata nel Mar Ionio di fronte alle coste meridionali dell’Albania e a quelle nordoccidentali della Grecia, è insieme a Santorini e Mikonos una delle isole più turistiche della Grecia, grazie al mare bellissimo, alle spiagge incantevoli, a una natura molto varia e a un patrimonio storico artistico che rivela il lungo cammino storico dell’isola. L’isola conquista per la sua ricca offerta di baie incantevoli, lunghe spiagge sabbiose, grotte di rara bellezza e siti archeologici, chiese e musei di grande interesse culturale. Corfù è la terra cantata da Omero come “terra splendida e ricca”, ultima tappa del viaggio di Ulisse prima del ritorno a Itaca, scenario de “La Tempesta” di William Shakespeare. Corfù compone insieme a Paxí, Lefkáda (Leucade), Kefaloniá (Cefalonia), Itháki (Itaca), Zákynthos (Zacinto) e Kythira (Citera) l’arcipelago delle Ionie; l’isola è separata dalla terra ferma da uno stretto di larghezza variabile dai 3 ai 25 km. La popolazione ammonta a circa 110.000 abitanti, dei quali circa 36.000 nella sola capitale, Corfù (Kerkyra). Il capoluogo, Corfù, si trova sulla costa centrorientale dell’isola ed è caratterizzata da un centro storico, il Campiello, che conserva intatte architetture di stile veneziano; l’area è diventata Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2007. La zona più frequentata dagli amanti del mare è la parte settentrionale dell’isola, con spiagge belle ma affollate come Barbati, Sidari, Kalami. Una tappa imperdibile è Paleokastritza, sulla costa ovest, uno dei luoghi più suggestivi di Corfù: questa è la spiaggia che si ammira in “007 solo per i tuoi occhi”. Poco distante si trova uno dei luoghi più carichi di leggenda dell’isola: la spiaggia di Ermos, nell’Odissea, sarebbe il luogo dove avvenne l’incontro tra Ulisse e Nausicaa, figlia di Alcinoo, re dei Feaci. Molto importante sull’isola è l’Achilleion (greco: Αχίλλειο or Αχίλλειον), un palazzo costruito dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria, anche nota come Sissi, dopo un suggerimento del console austriaco Alexander von Watzberg. Elisabetta era una donna ossessionata dalla bellezza, e molto vigorosa, ma tragicamente vulnerabile dopo la perdita dell’unico figlio maschio, il Principe Ereditario Rodolfo d’Austria nei fatti di Mayerling nel 1889. Un anno dopo nel 1890, costruì una residenza estiva nella regione di Gastouri (Γαστούρι), attualmente municipalità di Achilleion, a circa dieci chilometri a sud della città di Corfù. Il palazzo fu progettato dall’architetto napoletano Raffaele Caritto ed ha la figura dell’eroe mitologico Achille come suo tema centrale.

Creta: sull’isola di Creta magnifiche alture fanno da sfondo al litorale testimone di quello che fu il fiorire della prima civiltà mediterranea e una delle più importanti del mondo antico, quella minoica. Creta è la terra di re Minosse e del leggendario Minotauro, il mitico mostro rinchiuso nel labirinto progettato da Dedalo nel palazzo di Cnosso. L’isola è ubicata nel Mediterraneo orientale, al largo delle coste sudorientali del Peloponneso. Stretta e allungata da est a ovest per circa 250 km, l’isola è essenzialmente montuosa, dominata da tre imponenti massicci (Leuká, 2452 m; Ida, 2456 m ; Diktē, 2148 m); verso la costa si aprono limitate zone pianeggianti, tra cui la piana della Mesará, percorsa dal fiume Gero-Pótamos. Il litorale ha in genere coste alte ed è frastagliato da ampi golfi e baie, specie a nord. Le pittoresche gole di Samaria sono protette come parco nazionale: il canyon ha una lunghezza di quasi 18 km. Creta accoglie quasi un quarto dei turisti che visitano ogni anno la Grecia, grazie alle innumerevoli bellezze naturali e alle lunghe spiagge di sabbia finissima. Il turismo è più sviluppato nella parte settentrionale, ma si riescono ancora a trovare luoghi poco affollati sulle coste meridionali, nelle regioni occidentali oltre che nell’interno. La popolazione è concentrata prevalentemente sulla costa settentrionale, dove i principali centri sono tutti collegati dall’autostrada costiera. I principali centri dell’isola sono Iraklion, il capoluogo e maggior centro urbano di Creta, con testimonianze del periodo veneziano e un interessante museo che raccoglie reperti di epoca Minoica – il Palazzo di Cnosso si trova in una bellissima zona a pochi minuti di autobus dal centro; La Canea, con numerose testimonianze della dominazione veneziana; Agios Nikolaos, attorno alla quale si raccolgono le migliori località balneari di Creta; Rethymno, fondata nel XVI secolo; Sitia, all’estremo est, importante nodo di comunicazioni marittime: il suo porto è collegato con quelli del Pireo e di Rodi oltre che con alcune isole delle Cicladi. Da vedere, oltre ai punti di interesse già citati: Elafonissi, a sud-ovest, una striscia di sabbia bianca e rosata tra due estese lagune dove l’acqua, la sabbia e i colori rendono il paesaggio simile a quello caraibico; la laguna di Balos, all’estremo nord-ovest; i siti archeologici di Cnosso, Festo, Gournia e Mallia, tutti esempi di civiltà minoica; i monasteri di Arkadi, Agia Triada e Preveli; Hania, una cittadina incantevole ricca di edifici veneziani e turchi, piccole case tipiche e un porto scenografico; l’altopiano di Lassithi, con i mulini a vento e la Grotta di Dikteon, il luogo dove secondo il mito fu nascosto Zeus subito dopo la nascita per sottrarlo alla minaccia del padre Crono; le spiagge di Vai, con il palmeto naturale, Hagia Marina, Komo, Kalamaki e Kokkinos con sabbia dorata e acque cristalline, Analipsi per gli spettacolari tramonti, Matala, per il colore rosso della sabbia. Creta ha due aeroporti internazionali, quelli di Iraklion e La Canea; l’aeroporto di Sitia è più piccolo e riceve solo voli nazionali.

Rodi: Rodi è la più grande delle isole del Dodecaneso e la più orientale delle maggiori isole del mar Egeo. È situata a circa 18 km dalle coste della Turchia. La popolazione ammonta a circa 130.000 abitanti (2004), di cui quasi la metà risiedono nella città di Rodi, il centro maggiore. Rodi gode di un clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde ma secche con gradevoli brezze, in particolare sulle isole, che rendono sopportabili anche le temperature più elevate. Perla del Dodecaneso, Rodi ammalia con spiagge meravigliose e un mare trasparente e cristallino, dove lunghe spiagge di sabbia si alternano a tratti soscesi e selvaggi, un clima quasi sempre favorevole, una lussureggiante vegetazione mediterranea, insolita nel pietroso Dodecaneso, villaggi tradizionali, il fascino del del mito e della storia tra antiche rovine e una delle più belle città medievali d’Europa. Tante le passioni che l’isola soddisfa. Un appassionato di archeologia la mette subito in relazione con il famoso Colosso, chi ama l’arte invece pensa alla scultura e a quella scuola, detta rodia, che produsse capolavori come la Nike di Samotracia o il Laocoonte. Un appassionato di storia invece ricorderà il governo secolare dell’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di cui restano splendide tracce all’interno della città murata, mentre chi ha occhio per gli stili architettonici rimarrà colpito dal connubio tra lo stile un po’ retorico voluto dal regime fascista italiano e il profilo merlato degli edifici medievali del centro antico della capitale. Rodi è meta ideale anche per chi è alla ricerca di un po’ di mondanità, attirato dai kafeníon e dalle trattorie che gremiscono i paesi. L’affascinante e misteriosa Rodi è una delle città medievali meglio conservate d’Europa, tanto da essere dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il nucleo storico, racchiuso nell’antica cinta muraria lunga 4 chilometri, è composto da due parti distinte: ilCollachium, la parte settentrionale con la fortezza un tempo occupata dai cavalieri, e la Chora, il brulicante dedalo di stradine e piccole piazze dove un tempo abitavano greci, turchi ed ebrei, in cui si possono ammirare palazzi gotici, chiese bizantine, moschee e bagni turchi. Il Palazzo dei Grandi Maestri lungo la suggestiva via Ippoton (via dei Cavalieri) è il monumento più imponente. Da vedere il Museo Archeologico ospitato nell’Ospedale dei Cavalieri, uno degli edifici più belli e meglio conservati. La Moschea di Solimano il Magnifico, con la particolare cupola rosa, e il Bagno Turco, all’interno di una struttura bizantina del VII secolo e dove è attivo un rigenerante hammam, testimoniano la dominazione ottomana. Immediatamente fuori dalle mura si trova il vecchio porto di Mandráki, contraddistinto da due colonne con cervi di bronzo simbolo della città, ubicate dove secondo la tradizione si ergeva il mitico Colosso, una delle sette meraviglie del mondo. Affacciata sul porto, piazza Eleftherias è la sede dei principali edifici pubblici: il Mercato Nuovo, il Palazzo di Giustizia, la Capitaneria di Porto, il Palazzo delle Poste; più a nord piazza Giorgio III, il centro della città moderna. Nella zona nord-ovest della città si trova invece Niohori, il litorale con le spiagge principali tra cui la nota Eli, l’Acquario, i grandi alberghi e il Casinò. Mete da non perdere per un’interessante escursione: l’Acropoli e l’antico Stadio, il Monte Smith da cui si gode di un’indimenticabile panorama, il parco di Rodini, il giro a piedi dei bastioni. Rodi accoglie con paesaggi naturali unici, gente ospitale e atmosfere suggestive che ne ricordano il passato e le grandi tradizioni culturali. La famosa Lindos, a circa 50 km a sud est di Rodi, sorge su un altopiano dominato dal Tempio di Minerva Lindia. Ai piedi dell’Acropoli, in cui si alternano monumenti medievali e antichi, il villaggio di case bianche con le vie e i cortili lastricati a mosaico con sassi bianchi e neri cattura lo sguardo. Poco distanti si trovano Kalathos, spiagge dorate e sabbiose, e il pittoresco villaggio di Lardos, con la tranquilla insenatura di Glistra e diversi ristorantini tradizionali. Proseguendo verso sud, lunghe spiagge sabbiose si trovano nella zona tra Genadi, che conserva le caratteristiche dei villaggi greci e Plimiri, che gli abitanti del luogo chiamano “Hawaii”. Nell’estremo meridionale dell’isola, la spiaggia di Capo Prasonissi è il paradiso degli appassionati di windsurf grazie ai forti venti. Tornando a nord, tra Rodi città e Lindos, Kalithea e Faliraki (spiagge di sabbia fine) coniugano la tradizione con efficienti strutture turistiche e un’intensa vita notturna. A 3 km da Faliraki si trova una piccola e incantevole insenatura di acqua turchese chiamata “Baia di Anthony Quinn”, in onore dell’attore che qui girò alcune scene de “I Cannoni di Navarone”. Vicino a Kalithea si trova Koskinou, un vero patrimonio storico con le case in stile rodio. La baia di Afandou, poco più a sud, ha un’ampia e bella spiaggia di sabbia e sassi con piccoli ristoranti e attrezzature per gli sport acquatici.

L’isola di Rodi è una destinazione adatta anche al turismo legato all’ambiente. Il parco Rodini è immerso in una vallata verde con ruscelli, stagni e ninfee: un’escursione nella natura nella quale si conservano le radici storiche dell’antica necropoli. A 25 km da Rodi, verso sud-est venendo da Lindos, si trova Petaloudes, la “valle delle farfalle”, attraversata dal fiume Pelekano, con ulivi selvatici e piccole cascate, dove si può assistere allo straordinario spettacolo offerto dalle migliaia di farfalle che qui si ritrovano ogni estate. Con un’escursione organizzata si può visitare l’isola di Symi, una delle più belle e accoglienti del Dodecanneso.

Kos: isola greca del mar Egeo appartenente all’arcipelago del Dodecaneso, Kos ha una conformazione lunga e stretta e si allunga da ovest a est all’imbocco del golfo omonimo, profonda insenatura della costa anatolica racchiusa tra le penisole di Alicarnasso a nord e di Resadiye a sud. Appena 4 miglia la separano dalle coste turche. Kos era famosa nell’antichità per aver dato i natali a Ippocrate, padre della medicina; oggi, per l’importanza dei suoi siti archeologici e la bellezza delle sue coste l’isola è seconda solo a Rodi per flusso turistico nell’arcipelago del Dodecaneso. I centri più importanti sono Kos, Hágios Fokás, Kardamena e Antimácheia. L’isola di Kos è ben servita da traghetti che la collegano alle altre isole del Dodecanneso. Kos è un’isola di grande richiamo turistico e le sue spiagge sono in genere molto affollate. Lungo i suoi 112 km di coste di estendono lunghe spiagge sabbiose. Tra le più apprezzate: Nomikou-Barbagianni, a Kos; Tigkaki, sulla costa nord, sabbia bianca e Bandiera Blu, ideale per il windsurf; Marmari, sempre sulla costa settentrionale, con acque di particolare limpidezza; Kardamena, a sud, acque basse e attrezzata, ma molto affollata; Kefalos con le sue Sunny Beach, Marcos beach e Paradise beach, piccole ma ben organizzate. La parte settentrionale dell’isola ha fondali limpidi ma è più ventosa; a sud il mare è sempre calmo e l’acqua è generalmente cristallina. Tra Kardamena e Kos ci sono le famose ‘Thermes’, delle piscine naturali di acqua caldissima e sulfurea. Andando in direzione di Kefalos si trova l’isola di Castri, spesso visitata dai bagnanti che prendono il sole nella spiaggia di fronte. Sull’isola vi sono molti siti archeologici come l’Asclepeion, ovvero il tempio di Asclepio, dio greco della medicina, dove sorgevano un centro medico e una scuola di medicina in cui professava Ippocrate; qui si trova anche il Platano d’Ippocrate, sotto il quale, secondo la leggenda, insegnava il padre della medicina. A Kos c’è il Castello di Neratzia, la fortezza medievale (ammodernata dai cavalieri Ospitalieri nel Rinascimento) posta all’ingresso del porto della cittadina, il Museo Archeologico, l’antica agora, le rovine del Tempio di Afrodite, il Tempio di Ercole e una basilica cristiana del V secolo.

Isole Cicladi: le Cicladi sono un gruppo di isole sparse nel mar Egeo meridionale e costituiscono una delle mete turistiche più importanti del Mediterraneo per ragioni paesaggistiche, culturali e storiche. Il nome significa “isole raggruppate in cerchio” e deriva dalla disposizione dell’arcipelago intorno a Delos, luogo sacro fra i più importanti dell’antica Grecia. L’arcipelago è composto da circa 220 isole, punte emerse di rilievi sottomarini tranne Milos e Santorini che sono di origine vulcanica, di cui le principali sono: Amorgós, Anáfe, Andros, Antiparos, Delos, Escháte, Ios, Kea, Kímolos, Kythnos, Melos, Mykonos, Naxos, Paros, Folegandros, Serifos, Sifnos, Sikinos, Syros, Tenos e Santorini. Le Cicladi sono la quintessenza delle isole greche: acque di un turchese limpido, aridi paesaggi rocciosi battuti dal vento e baciati dal sole, tramonti incantevoli, i villaggi tutti di case di un bianco abbagliante, la vita notturna frizzante. L’arcipelago è tutto da esplorare: ogni isola possiede infatti aspetti caratteristici che le rendono ognuna diversa dalle altre. Andros è l’isola più a nord, con un paesaggio diverso da quello classico delle Cicladi: accanto alle spiagge sabbiose, la costa è rocciosa e all’interno spiccano catene montuose alternate da pianure fertili tagliate da ricchi corsi d’acqua. Una delle isole più incantevoli ma meno conosciute è Tinos, più nota ai fedeli greci che qui vengono in pellegrinaggio alla chiesa d ella Panayia Meyalóhari (Vergine Maria). Mykonos è invece la meta più conosciuta e cosmopolita, un’isola dalla bellezza abbagliante con magnifiche spiagge e villaggi bianchi con la tipica architettura delle isole. Naxos, l’isola teatro del mitico amore tra Dioniso e Arianna, è la più grande delle Cicladi. La sua magia è simboleggiata dalla Portara, i resti di un antico tempio dedicato ad Apollo, oggi porta spalancata sul mare e sulle testimonianze del dominio che la Serenissima esercitò su quest’isola dal XIII al XVI secolo. La sua bellezza, famosa sin dall’antichità, è resa unica dal connubio di diversi paesaggi: le montagne, i verdi prati e le spiagge di sabbia bianca che si sposano con il colore turchese del mare. Una delle spiagge più famose dell’isola è Aghios Prokopios, un lungo litorale protetto dai venti. Andros, Serifos e Sifnos offrono spiagge incontaminate, sentieri immersi nella natura, villaggi di case imbiancate a calce e piatti tradizionali deliziosi. Ios si è conquistata la fama di “party island”, grazie alle orde di giovani che qui si riversano ogni estate. Le spiagge sono comunque belle e l’isola soddisfa anche chi è in cerca di bellezze naturali e un approccio più rilassato. Santorini è la gemma dell’Egeo, l’isola che viene quasi sempre scelta per illustrare la bellezza delle Cicladi, legata alla leggenda della mitica città perduta di Atlantide. L’isola è di origine vulcanica: il paesaggio surreale è l’eredità di una delle più devastanti eruzioni della storia e le terre emerse sono la caldera del vulcano sommerso. Firá, il capoluogo, Oia, Imerovígli e Firostefáni, sono villaggi pittoreschi abbarbicati in posizioni che concedono viste spettacolari sull’isola e il mare cristallino. Le spiagge sono di sabbie bianche, nere o rosse, a testimonianza del turbolento passato geologico.

Licabetto (dal greco Λυκαβηττός, lykavittos, “collina dei lupi”) è una collina calcarea formatasi nel periodo Cretaceo che si trova ad Atene, capitale della Grecia. Alta 272,7 metri sul livello del mare, la collina è il punto più elevato della città, dalla quale è completamente circondata. Alla sua base crescono boschetti di pino, mentre sulla sua vetta si trovano la Cappella di S. Giorgio (costruita nel XIX secolo), un teatro e un ristorante. È una meta piuttosto popolare per i turisti e si può salire in cima con una funicolare che parte da Kolonaki. Su tale teleferica vi è scritto che “licabetto” significa “da dove viene il crepuscolo”, e che la collina è alta 277m. Il Monte Licabetto è ricordato in varie leggende. Racconti popolari dicono che un tempo fosse un luogo dove si rifugiavano i lupi, e questa potrebbe essere l’origine del suo nome. Secondo la mitologia il Licabetto è stato creato da Atena, quando lasciò cadere una montagna che stava trasportando da Pallene una volta accortasi che la cesta che conteneva Erittonio era stata aperta.

Gole di Samariá: (in greco: Σαμαριά) costituiscono un canyon lungo 16 km situato sul versante occidentale dei monti Lefka ed inciso profondamente dall’omonimo torrente, nell’isola di Creta, Grecia. Si tratta probabilmente del più lungo canyon d’Europa dopo le gole del Verdon, in Francia. Si trova al centro di un parco nazionale con due ingressi: uno alla foce del torrente Samarià raggiungibile dal vicino villaggio di Aghia Roumeli. L’altro con il nome di Xyloskala (letteralmente “la scala di legno”) è in prossimità delle sue sorgenti, vicino al villaggio Omalos a 1250 m di altitudine, collegato a La Canea da una carrozzabile di 23 km. Il parco nazionale delle gole di Samariá è uno degli ultimi luoghi in cui sopravvive la capra kri-kri, tipica dell’isola di Creta.

Akrotiri: è un insediamento minoico dell’Eta del Bronzo situato sull’isola vulcanica di Santorini, in Grecia. Il sito fu distrutto da una violenta eruzione del 1627 a.C. circa e sepolto da uno spesso strato di ceneri vulcaniche che, come a Pompei, ha preservato molte delle antichissime strutture, ceramiche, oggetti e affreschi. Si pensa che questo sito sia stato la fonte d’ispirazione per Platone della leggendaria civiltà scomparsa di Atlantide.

Edessa: (in greco Έδεσσα) è un comune della Grecia situato nella periferia della Macedonia Centrale (unità periferica di Pella) con 29.658 abitanti secondo i dati del censimento 2001. Restano le fortificazioni dell’acropoli, a pianta triangolare e includenti la cascata, e della città bassa, dove raggiungevano un perimetro di 1200 m, con porte difese da torri. Sono stati rinvenuti i resti di alcuni edifici di epoca greca e romana dell’acropoli, nel sottosuolo dell’attuale città, e in un’area archeologica lungo la via principale della città bassa, fiancheggiata da colonnati nel II secolo, presso la porta meridionale, con abitazioni, laboratori artigianali e magazzini, che vanno dall’epoca ellenistica a quella tardo antica. Sono inoltre stati individuati i resti di due chiese paleocristiane, una all’interno e una all’esterno delle mura. La principale necropoli si estendeva lungo la strada che portava dalla città bassa all’acropoli e comprende tombe familiari a camera scavate nella roccia del pendio. Appartengono al periodo bizantino della fortezza sull’acropoli la cattedrale antica, elevata nel XIV secolo e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Risalgono al periodo della dominazione ottomana il ponte “Kiupri” alcuni mulini ad acqua presso la cascata e la struttura del quartiere di “Varosi”. Il locale museo archeologico è ospitato nell’edificio ottocentesco di Yeni Cami e ospita i ritrovamenti effettuati nell’area della città attuale e della antica città bassa.

Pella: (in greco Πέλλα) è un’antica città della Grecia nella antica regione della Bottiea in Macedonia, che ha dato il nome all’attuale prefettura di Pella. Il nome della città deriva dal dialetto dorico: la parola Apella significava luogo cerimoniale dove prendere delle decisioni. Qui nacque Alessandro Magno. Fondata intorno al 270 a.C. da re Archelao I, che fu un grande mecenate e che vi trasferì la corte reale. Il palazzo reale venne abbellito e decorato dal pittore Zeusi (il più autorevole del V secolo a.C.) e da altri meno noti; ospitò poeti, musicisti che arrcchirono la vita culturale del tempo. Euripide, qui scrisse tragedie quali le Baccanti e Archelao; Aristotele fu l’istitutore di Alessandro Magno. Con Filippo II, padre di Alessandro, Pella assunse un ruolo ancora più importante, tanto da divenire la capitale della Macedonia. Le vestigia del suo antico passato si possono visitare presso l’area archeologica, dove si trovano i reperti più importanti, quali i mosaici di ciottoli, del IV-III sec. a.C. conservati nel museo, che rappresentano scene di caccia al leone, un grifone che attacca un cervo e Dioniso che cavalca una pantera. L’agorà e gli edifici circostanti, le colonne ioniche; l’acropoli, invece, si erge su di una collina ad ovest della città.

Dion: situata ai piedi del monte Olimpo nella fertile piana della Pieria, la città sacra dell’antica Macedonia legò il suo nome a quello di Zeus (Dios). Celebre per le sue competizioni atletiche e teatrali, note con il nome di Giochi Olimpici di Dion, instaurate da Archélaos nel corso del V sec. a.C. in onore delle Muse, Dion ha lasciato importanti testimonianze del suo passato che potrete scoprire visitando la città antica.

Penisola Calcidica: situata verso la Grecia del nord, è formata da tre penisole, Kassandra Sitonia e Monte Athos. Il mare è splendido e cristallino ed è definito tra i più belli del Mediterraneo. La prima penisola, Kassandra è quella più vicino a Salonicco ed anche la più frequentata dai turisti, è piena di taverne, discoteche e pub. Un luogo favoloso dotato di ogni confort e per ogni tipologia di turisti: sia per gli amanti delle immersioni che per quelli che amano crogiolarsi al sole; qui ci sono tra le più belle baie della Grecia, che per quelli meno pigri, dove si possono praticare ogni tipo di sport acquatico e non. Per finire, si possono fare bellissime passeggiate sia nelle profumatissime pinete circostanti, che nella verdeggiante campagna. Il secondo promontorio Sitonia e caratterizzato da una natura rigogliosa, dal mare anch’esso cristallino. Un luogo adatto per turisti che ricercano pace e tranquillità. Sulla costa si trovano piccoli villaggi di pescatori, suggestivi porticcioli e spiagge poco frequentate.

Il clima della Grecia è sostanzialmente di tipo mediterraneo, con variazioni da zona a zona a seconda della conformazione geografica e dell’altitudine sul livello del mare. Di tanto in tanto il Paese è soggetto all’arrivo di aria subtropicale dal Nord Africa, con temperature elevate e clima afoso, oppure di correnti di aria gelida provenienti da Russia, Romania o Bulgaria, in grado di raggiungere anche le aree costiere e di causare tormente di neve ed abbassamenti consistenti nelle temperature. Più nello specifico possiamo distinguere 3 tipi di clima:

-clima mediterraneo (inverni miti e umidi, estati calde e secche) si trova principalmente nelle isole e lungo le coste; le temperature raramente raggiungono picchi massimi o minimi, anche se talvolta vi sono nevicate in inverno ad Atene, nelle Cicladi o su Creta.

– clima temperato (inverni freddi e umidi, estati calde e secche) si trova nella zona centro-orientale della parte continentale del paese, soprattutto in Macedonia e Tracia.

– clima di montagna si trova principalmente nella Grecia occidentale, dove le montagne sono più elevate e il mare è più distante: Epiro, Tessaglia, Macedonia occidentale e le zone più interne del Peloponneso (Acaia, Arcadia, Laconia).

In generale le estati sono calde e soleggiate, in genere prive di precipitazioni piovose, mentre gli inverni sono miti ma molto piovosi. Le restanti stagioni, primavera ed autunno, sono di transizione e di norma abbastanza corte.

Le temperature non sono costanti durante tutto l’anno e possono variare da regione a regione. Il picco massimo si raggiunger in genere in estate (luglio-agosto), con temperature che possono anche superare i 40°C. Le zone montuose nel nord del Paese vengono solitamente risparmiate da tali picchi, mantenendo climi più miti. Le temperature nazionali medie vanno dai 16°C ai 18°C. Il periodo migliore per fare una vacanza in Grecia è senza dubbio quello tra Giugno e Settembre, ovviamente se amate il sole ed il caldo e se siete diretti in località balneari. Se state organizzando una vacanza di tipo culturale il periodo ottimale è abbastanza lungo e copre primavera, estate ed autunno. Per chi non sopporta il caldo sarebbe meglio evitare i mesi estivi e privilegiare le stagioni più temperate.

Passaporto/carta d’identità valida per l’espatrio in corso di validità.

Nessuna.

Patente italiana. Per la guida dei motocicli 50 cc, sotto i 125cc e massima potenza 11kw è necessaria la specifica patente di guida (categoria A).

Abitata sin dalla preistoria, la Grecia ha raggiunto l’apogeo del suo sviluppo tra il 5° e il 4° secolo a.C., tra l’epoca della pòlis classica e quella di Alessandro Magno, facendo maturare modelli, valori, culture, esperienze che dovevano risultare in seguito costitutivi della civiltà occidentale. Dopo quella fase straordinaria, essa cadde sotto il controllo della monarchia macedone (4°-2° secolo a.C.). Fu conquistata dai Romani nel 2° secolo a.C. ed entrò quindi a far parte dell’Impero Romano d’Oriente ‒ l’Impero bizantino ‒ alla fine del 4° secolo d.C., all’indomani della morte di Teodosio (395).Da allora, nonostante il prestigio derivante dall’adozione del greco come lingua ufficiale dell’Impero e la sua relativa potenza economica e commerciale, la Grecia conobbe una lunga fase di decadenza. Fu, infatti, ripetutamente attraversata e invasa da popolazioni straniere ‒ tra cui anche gli Arabi e i Normanni ‒ e spesso pesantemente coinvolta nei grandi conflitti politici e religiosi che lacerarono l’Impero (per esempio nel 6° secolo, quando fu chiusa l’Accademia platonica di Atene, oppure nell’8° secolo, quando esplose la lotta sul culto delle immagini e la Chiesa greca si separò da quella di Roma). Il punto estremo di questa crisi fu raggiunto al principio del 13° secolo, all’epoca della quarta crociata e della fondazione dell’Impero latino d’Oriente (1204-61), quando il paese fu suddiviso tra i Greci e i crociati, che diedero vita a un gran numero di piccole formazioni politiche di carattere feudale in continuo conflitto tra loro, nel quadro di una forte espansione della presenza veneziana nella regione.

In questa situazione di crisi e nel contesto più generale del declino bizantino, la Grecia fu conquistata dai Turchi intorno alla metà del 15° secolo, all’indomani della caduta di Costantinopoli (1453). Entrò allora a far parte dell’Impero ottomano, sotto il cui dominio rimase fino ai primi decenni del 19° secolo. Il governo ottomano mantenne una sostanziale tolleranza nei confronti della Chiesa ortodossa e delle élite greche (che furono peraltro sottoposte a forti tassazioni). Trattò invece in modo assai duro le classi popolari, poste in condizione servile e sfruttate dalle oligarchie ottomane, soprattutto militari. Per lungo tempo incontrastato, il potere imperiale andò gradualmente sfaldandosi per l’azione congiunta di diversi fattori interni e internazionali. Tra essi ebbero un ruolo cruciale da un lato l’indebolimento del controllo centrale e il consolidarsi di forti tendenze centrifughe, dall’altro la crescente pressione della Russia sulla Penisola Balcanica. Fu in questo duplice contesto che, negli ultimi decenni del 18° secolo, iniziò a prendere forma il movimento nazionalista greco, il quale ebbe il suo nucleo più importante nei fanarioti, la potente aristocrazia mercantile greca di Costantinopoli, assai influente ai vertici stessi dell’Impero e, in alcuni casi, a livello internazionale.

I presupposti più immediati per la lotta d’indipendenza contro i Turchi maturarono nei primi decenni dell’Ottocento e, più specificamente, nel contesto dei moti europei degli anni Venti. Il motore dell’insurrezione nazionale fu l’Eterìa, una società segreta fondata a Odessa nel 1814 e guidata da Alessandro Ipsilanti, aiutante di campo dello zar di Russia Alessandro I. Grazie anche a un complesso gioco di politica internazionale ‒ in cui ebbero un ruolo decisivo la Russia, la Gran Bretagna, la Francia e l’Egitto ‒ l’insurrezione nazionale ebbe inizio nel 1821 e si concluse nel 1829-30, quando l’Impero ottomano, con la pace di Adrianopoli e poi con il protocollo di Londra, concesse la piena indipendenza alla Grecia (priva però della Tessaglia, della Macedonia, dell’Epiro, della Tracia, di Creta e di gran parte delle isole dell’Egeo, che furono acquisite nei decenni successivi). Nel 1832, per volontà delle grandi potenze, il paese assunse un ordinamento monarchico e fu insediato sul trono il principe Ottone di Wittelsbach, secondogenito del re di Baviera.

Dopo la conquista dell’indipendenza, la storia della Grecia fu segnata per molto tempo da profonde tensioni politiche, che emersero in modo assai chiaro durante i regni di Ottone I (1832-62), di Giorgio I (1863-1913) e quindi negli anni drammatici delle guerre balcaniche (1912-13) e della Prima guerra mondiale (1914-18).

Nel periodo tra le due guerre mondiali l’instabilità del paese si fece ancora più acuta, culminando dapprima nell’abolizione della monarchia e nella proclamazione della repubblica (1924) e poi, dopo una serie convulsa di disordini e di colpi di Stato, nella restaurazione della monarchia (1935) e nell’avvento al potere del generale I. Metaxàs, che instaurò una dittatura di stampo fascista (1936-41). Durante la Seconda guerra mondiale, la Grecia fu attaccata dall’Italia nel 1940 e quindi occupata dalle truppe nazifasciste fino al 1944. In essa si sviluppò un rilevante movimento di resistenza, controllato in gran parte dei comunisti. Nel 1946, nel clima ormai montante della guerra fredda e della contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica, ebbe inizio un’aspra guerra civile che si concluse nel 1949 con la sconfitta dei comunisti. Da allora, e per tutti gli anni Cinquanta, il paese fu governato in modo autoritario da forze politiche conservatrici tra le quali emerse la figura di Konstantìnos Karamanlìs.

Negli anni Sessanta il regime politico andò incontro a una relativa liberalizzazione, che diede fiato alle forze di opposizione di sinistra e del centro democratico di Geòrgios Papandrèu. La crescita di queste forze, che vinsero le elezioni nel 1963 e andarono al governo, provocò tuttavia una violenta controffensiva delle destre e di parte degli ambienti di corte, con il sostegno degli Stati Uniti. Ne derivò il colpo di Stato militare del 1967, che instaurò la cosiddetta dittatura dei colonnelli, di ispirazione fascista. Essa, sotto la leadership di Geòrgios Papadòpulos, abolì le libertà politiche e civili, scatenò una pesante repressione contro gli oppositori, sciolse i partiti ed entrò in crescente contrasto con la monarchia la quale, dopo la fuga della famiglia reale in esilio, fu abolita nel 1973. Nel frattempo andarono crescendo le opposizioni nel paese e Papadopoulos fu abbattuto nel 1974 da un nuovo colpo di Stato militare che, sullo sfondo di una grave crisi di rapporti con la Turchia per la questione di Cipro, riportò infine al governo i civili. Tornato così al potere, Karamanlìs smantellò le strutture della dittatura e ricostituì un regime democratico e pluralistico, aperto agli stessi comunisti. Nel 1974 Karamanlìs vinse le elezioni e poco dopo, con un referendum popolare, fu definitivamente abolita la monarchia e istituita le repubblica. Karamanlìs ha dominato la vita politica greca per tutto il resto degli anni Settanta; al principio degli anni Ottanta (1981), tuttavia, ha ottenuto un rilevante successo elettorale il Movimento socialista panellenico (PASOK) di Andrèas Papandrèu, che è rimasto al governo per quasi tutto il decennio. Nel 1989, nel quadro di una grave crisi del PASOK, con i quadri dirigenti (compreso lo stesso Papandrèu) accusati di corruzione, sono tuttavia tornati al potere i conservatori. Nel 1993 sono andati nuovamente al governo i socialisti, che dopo nove anni (nel 2004) si sono avvicendati con i conservatori. Il paese è membro della Comunità Europea dal 1981.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

Per il viaggio su misura dei tuoi desideri, o per i prezzi dei nostri pacchetti, compila i campi qui sotto oppure scrivici a info@mondoemozioni.com

Print Friendly, PDF & Email
Share This