Bulgaria

Bandiera Bulgaria

Capitale Sofia
Abitanti 7.563.710 
Estensione  Kmq 110.994 
Valuta  Lev bulgaro  BGN 1,9558=1€
Fuso orario +1h rispetto all’Italia
Elettricità  230 V, presa CF
Lingua Bulgaro
Aeroporti Sofia SOF, Varna VAR, Burgas BOJ, Plovdiv PDV

Sofia, la capitale, ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, rappresenta il cuore del Paese, non solo sul piano politico, ma anche economico-finanziario. Ricca di edifici storici, tra cui la cattedrale Sveta Nedelya e la chiesa del XIV secolo di Petra Semerdjuska col museo di storia. I quartieri centrali e occidentali sono caratterizzati da architetture neobizantine, come la chiesa Alexander Nevski e il mausoleo Georgi Dimitrov. Una grande costruzione stalinista, oggi trasformata in centro commerciale e culturale, è l’ex Casa del Partito.

Plovdiv è la seconda città della Bulgaria, situata nella regione meridionale, lungo la strada che mette in comunicazione l’Europa occidentale con Istanbul. Basterebbe seguire l’etimologia dei suoi antichi nomi per tracciarne la lunghissima storia: le prime notizie riguardano la fondazione nel 340 a.C. a opera di Filippo II di Macedonia, da cui ricevette il nome di Philippopolis. In età romana fu il capoluogo della provincia di Tracia col nome di Trimontium, mentre le popolazioni locali la chiamavano Puldin, Pulpudeva; infine nel periodo di dominazione ottomana prese il nome di Filibè. Il volto della città è un incrocio unico e variopinto di stili, epoche e tradizioni diversissime tra loro; nel centro storico, accanto ai resti ellenistici, si scoprono quelli romani, mentre poco lontano dalle chiese ortodosse sorgono la moschea quattrocentesca e la chiesa cattolica, mentre infine la via principale della città moderna porta all’antico foro romano. Salendo la scalinata dell’anfiteatro marmoreo si arriva nella città vecchia, una sorta di museo all’aperto dell’architettura in stile rinascimentale bulgaro. Qui si possono visitare le belle chiese ortodosse, il museo etnografico, quello della rinascita e altre case-museo (da non perdere quella del poeta francese Lamartine).

Varna: è chiamata la perla del mar Nero, la capitale estiva. D’estate i centri di villeggiatura nel comune di Varna (Albena, Constantino, Elena e Sabbie d’oro) sono pieni di turisti. Anche in città ci sono le spiagge ma sono meno curate. Nei dintorni si trova il monastero d’Alagià in cui all’epoca vivevano gli anacoreti della corrente religiosa nota col nome di Issicasmo. Nelle rocce si snodano celle monacali e dipinti con immagini sacre. Nel Medioevo aveva il compito di difendere la regione settentrionale del regno bulgaro. Nei secoli XI-XII fu costruita una fortezza per proteggere la città dagli invasori turchi. In centro merita una visita la chiesa di Sant’Atanasio con la ricca collezione di icone bulgare e russe; si può fare una passeggiata nel meraviglioso giardino del lungomare. Da non perdere il museo ittico e il delfinario.

Burgas: secondo porto bulgaro sul mar Nero, ha il più grande aeroporto dei Balcani. È nota come centro industriale e turistico. Il nome della città ha origine dal greco Pirgos, poi cambiato dai turchi in Burgos e da lì l’odierno Burgas. La parola Pirgos significa torre, i cui resti sono stati realmente trovati (ma oggi non esistono più) nell’attuale zona industriale, in direzione Sozopol. Oggi Burgas sta cambiando velocemente: le case singole sono sostituite da condomini di 4-5 piani, in centro sono rimasti pochi edifici con lo stile architettonico d’inizio secolo. Il gioiello della città è il parco lungo il mare, piacevole posto per passeggiate sia d’estate che d’inverno. D’interesse per i visitatori sono il museo archeologico, quello etnografico, la sinagoga (dono al comune dalla comunità ebraica) che ospita un’esposizione di icone, le chiese SS. Cirillo e Metodio, Bogorodiza e la chiesa armena.

Koprivshtitza: è una città-museo situata nella pittoresca conca Sredna Gora (1060 m). Grazie ai numerosi monumenti culturali, alla bellissima località e alla natura pittoresca, è diventata un famosissimo centro culturale e storico. Qui si è conservato l’aspetto originario della città dai tempi del risorgimento bulgaro (secolo VIII e XIX). Più di 200 case sono ritenute monumenti architettonici. Questi edifici, assieme ai ponti antichi, alle fontane che attingono direttamente dalla sorgente e ai muretti di pietra, rendono l’aspetto della città suggestivo e unico. Koprivshtitza è stata anche centro di un evento importantissimo nella storia della Bulgaria: l’insurrezione d’aprile (Aprilsko Vustanie) per la liberazione dal dominio ottomano (1876).

Monastero di Rila: (in bulgaro: Рилски МанастирRilski Manastir), situato a circa 120 km da Sofia, è senz’altro il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria. Situato sul monte Rila a 1.147 metri sopra il livello del mare è circondato dai piccoli fiumi Rila e Drušljavica ed è a sole 4 ore a piedi dalla vetta Maliovica. La più alta vetta dei Balcani,  Musala(2925 m) si trova a circa 8 ore a piedi dal monastero. Con le sue alte mura di cinta e le molteplici feritoie, il santuario, almeno esteriormente, assomiglia più ad una fortezza che ad un monastero. Il complesso è composto da un edificio di quattro piani con 300 celle in tutto, un grande cortile, una chiesa e la torre del despota Hrelio. L’opera d’arte più preziosa, contenuta nella chiesa del monastero, è l’iconostasi, intagliata in legno. Le pareti furono affrescate da Zahari Zograf ed altri pittori. Nella chiesa vi sono molte icone, di epoca risalente tra il XIV ed il XIX secolo.

Sunny Beach: (in bulgaro Слънчев бряг, Slanchev Bryag) è la più grande località turistica del Mar Nero, situata a circa 35 km a nord di Burgas, e insieme a Sabbie d’oro costituisce una parte essenziale della capacità ricettiva turistica della riviera bulgara. Vi sono oltre 800 hotel con più di 300 mila posti letto. 130 ristoranti e numerosissimi locali con musica dal vivo, pub, night-club, discoteche e cafè.

Chiese rupestri di Ivanovo: (in bulgaro Ивановски скални църкви, Ivanovski skalni tsarkvi) sono un gruppo di chiese,cappelle e monasteri scavati nella solida roccia e assolutamente diversi da ogni altro complesso monasteriale della Bulgaria; esse si trovano vicino al villaggio di Ivanovo, 20 chilometri a sud della città di Ruse, sugli alti argini rocciosi del fiumeRusenski Lom, 32 m al di sopra del fiume. Il complesso è famoso per i suoi splendidi e ottimamente conservati affreschimedievali.

Riserva naturale di Srebărna (in bulgaro Природен резерват Сребърна, traslitterato in Priroden rezervat Srebărna) è una riserva naturale che si trova nella parte nord-orientale della Bulgaria, a circa 10 km a ovest dalla città di Silistra. Comprende il lago Srebărna e si trova lungo la cosiddetta Via Pontica, una rotta migratoria fra l’Europa e l’Africa. La riserva si estende su di un’area di 6 chilometri quadrati di zona protetta vera e propria, più altri 5,4 chilometri quadrati di zona cuscinetto. La profondità del lago varia fra 1 e 3 metri. Nella riserva si trova anche un museo che conserva esemplari imbalsamati delle specie tipiche della regione.

Sette Laghi di Rila: (in bulgaro: Седем рилски езера, Sedem rilski ezera) sono un gruppo di laghi di origine glaciale, situati nelle Montagne di Rila, nel nordovest della Bulgaria, e sono il gruppo di laghi più visitato in quest’ultima. L’altitudine dei laghi varia fra i 2.100 e i 2.500 metri sul livello del mare. Gli chalet sui Sette Laghi sono una delle attrazioni principali della Bulgaria a causa dell’intrinseca bellezza naturale del luogo. I laghi si trovano uno vicino all’altro e sono collegati da ruscelli, che formano piccole cateratte e cascate. Il momento migliore per visitare i Sette Laghi è in estate, tra luglio e agosto, quando la temperatura è di circa 10° ed il rischio di tempeste improvvise è minore; durante il resto dell’anno il tempo è sfavorevole ai turisti. A volte i laghi gelano in ottobre e non si scongelano prima di giugno; lo strato di ghiaccio che li copre può raggiungere i 2 metri di spessore.

Monastero di Bačkovo: (in bulgaro: Бачковски манастир, Bačkovski manastir) è un monastero situato a poca distanza da Plovdiv, in Bulgaria; sorge tra i primi contrafforti dei monti Rodopi, nella valle del fiume Cepelarska. Secondo per importanza storica e valore artistico solo al monastero di Rila, grazie alla veneratissima icona della Vergine (VII sec.), che si conserva nella chiesa principale, il monastero è luogo di forte devozione, sede di battesimi e matrimoni.

Perperikon: è il sito archeologico più noto in Bulgaria. Secondo le ricerche archeologiche, le prime tracce di vita a Perperikon (Perperek) risalgono a seimila anni fa durante l’eneolite. Sin dalla tarda età del bronzo e dalla prima età del ferro l’antica città si trasforma in un grandioso centro di culto. Lo storico greco Erodote racconta del famoso santurario e luogo destinato a vaticinare del dio dei traci Dioniso Zagreo, sito nei Monti Rodopi orientali, scavato nelle rocce con altare in pietra, su cui si versava del vino e si accendevano dei fuochi. La sacerdotessa del luogo era tanto nota quanto l’insuperabile Pitia nel tempio di Apollo a Delfi. L’autore romano Svetonio aggiunge che proprio a Perperikon Alessandro Magno è venuto a sapere che diventerà padrone del mondo.

Tomba di Aleksandrovo: vicino al villaggio di Aleksandrovo risale al IV secolo a.C. ed è uno dei monumenti più appariscenti della cultura tracia. È stata scoperta nel 2000 dal celebre archeologo Georgi Kitov (1943–2008). Le sue dimensioni imponenti la fanno entrare nel novero delle tombe più monumentali sulle terre bulgare. Le pitture murali eccezionalmente ben conservate arricchiscono di dati nuovi le nostre idee sui riti religiosi, sui culti, sull’armamento, sulla vita e sull’abbigliamento dei traci. Nel 2009 nelle immediate vicinanze della tomba ha aperto le porte il Museo dell’Arte Tracia nei Monti Rodopi orientali. Per la sua costruzione il popolo giapponese ha donato quasi 3 milioni di dollari. L’immenso complesso è stato inaugurato dal Principe Akishino, erede al trono del Giappone, e dal Presidente della Repubblica di Bulgaria Georgi Parvanov.

Cavaliere di Madara: (in bulgaro Мадарски конник, traslitterato in Madarski konnik) è un bassorilievo scolpito nella roccia dell’altopiano di Madara in epoca alto-medievale nella Bulgaria nord-orientale, vicino alla città di Šumen. L’opera rappresenta un maestoso cavaliere, scolpito a 23 metri dal suolo in una roccia alta circa 100 metri. Il cavaliere, rivolto verso destra, sta conficcando una lancia in un leone che si trova ai piedi del suo cavallo. Di fronte al cavaliere si trova un’aquila in volo, mentre dietro di lui c’è la figura di un cane in corsa. La scena rappresenta simbolicamente un trionfo militare. Il monumento venne scolpito nel 710 circa ed è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO fin dal 1979. Nel 710 era al potere in Bulgaria il Khan Tervel, e questo supporta la teoria secondo la quale il bassorilievo ritrae il sovrano stesso e sia opera dei Bolgari, una tribù nomade di guerrieri che si insediò nella Bulgaria nord-orientale alla fine del VII secolo e, dopo essersi fusa con gli Slavi autoctoni, diede origine ai moderni Bulgari. Altre teorie sostengono che il bassorilievo sia opera degli antichi Traci e che ritragga un loro dio.

Valle delle rose: (in bulgaro Розова долина, Rozova dolina) è una regione della Bulgaria situata in un’area stretta e lunga collocata fra le catene montuose parallele dei Balcani ed Antibalcani e composta dalle vallate adiacenti dei fiumi Strjama ad ovest e Tundža ad est. La valle è famosa da secoli per la coltivazione estensiva di rose soprattutto della qualità rosa damascena nei colori bianco, rosa e rosso e nello specifico della qualità Trigintipetala (la cosiddetta “rosa di Kazanlak”) dall’odore particolarmente persistente, che è stata importata nella zona dalla Turchia e dal Medio oriente. Da questi fiori viene poi prodotto il relativo olio di rose, di cui nella Valle delle rose se ne fabbrica circa l’85% di tutto il mondo e che viene usato dalle aziende profumiere. La maggior parte delle industrie che estraggono gli oli essenziali dai fiori si trovano nella principale città della regione, Kazanlăk, ma la rete industriale si estende anche alle vicine località di Karlovo, Sopot, Kalofer e Plovdiv. Le rose vengono coltivate all’aria aperta e non in serre, cosicché si ha una sola stagione di raccolta breve, ma molto intensa, che va da maggio a giugno: durante il bimestre l’intera area è intrisa di profumo di rose e completamente coperta di fiori, e si svolgono in tutte le città della vallata celebrazioni folk dedicate ai fiori. Il processo di raccolta è ancora oggi eseguito con tecniche tradizionali: questo viene solitamente svolto da maestranze femminili, a cui si richiede destrezza e pazienza data la difficoltà di cogliere fiori dal gambo spinato, che tagliano i fiori uno ad uno e li trasportano alla distilleria con ceste di vimini.

Pobiti Kamani: ( bulgaro  : Побити камъни , letteralmente “pietra piantata nella terra” ), a volte chiamata anche La foresta pietrificata , è una formazione rocciosa naturale situata nella Regione di Varna in Bulgaria, . A 10 chilometri dal sito vi sono i resti di Marcianopoli, la più grande città romana in quella che oggi è la Bulgaria. È costituita da rocce insolite, colonne naturali alte fino a 6 metri, che coprono una superficie di 253 ettari, 70 chilometri quadrati. Le colonne sono cave e riempite di sabbia. In aggiunta alle colonne visibili, ci sono altre colonne che sono nascoste nel terreno, disposte in tre piani interrati. Questo sito è stato spesso utilizzato come set per film quali Druids – La rivolta di Jacques Dorfmann nel 2001 e Conan di Marcus Nispel nel 2011.

Trigrad: è un incantevole villaggio situato a 1240 metri sul livello del mare, sulle montagne Rodopi occidentale, vicino al confine con la Grecia. Si trova nel comune di Devin ed è famosa per i suoi monumenti naturali e l’ospitalità della gente locale. Molti reperti archeologici mostrano che il borgo risale a tempi antichissimi. Case-grotte e gli insediamenti traci sono stati trovati nelle vicinanze. Si presume che il nome del paese è stato dato a causa del fatto che in passato, tre piccoli villaggi esistevano nello stesso luogo. La natura tipica delle montagne Rodopi occidentali dispiega tutta la sua bellezza nella zona di Trigrad.  Le magnifiche pinete con pini vecchi , con i prati freschi, gerani e Haberlea crescono sulle scogliere di marmo.  Nelle vicinanze paese si trova la zona protetta Chairski ezera sette bellissimi lagh.  Il fiume forma una gola interessante, coronata con il naturale fenomeno Prevaletiya Kamak , un arco di roccia naturale, che si erge a 10 metri sopra l’acqua. La famosa formazione – Trigradsko Zhdrelo ,  si trova nei pressi del villaggio. Si tratta di una zona protetta con numerose grotte, le più famose delle quali sono il Garlo Diavolsko (Gola del Diavolo) e la Grotta Haramiyska. Vi è una leggenda della grotta chiamata Diavolsko garlo. Racconta la storia di un eroe tracio Orfeo, che è disceso nel regno dei morti a cercare la sua amata Euridice. La gente in Trigrad celebra i misteri orfici, antichi rituali pagani, con sfilate. Questa festa in Trigrad il 7 Agosto attrae molti turisti. Passano parecchi itinerari turistici attraverso il villaggio di Trigrad. I sentieri sono ben segnalati e di diversa lunghezza. La zona offre percorsi per mountain bike e passeggiate a cavallo indietro. La gola Trigrad è anche un sito arrampicata, i percorsi sono di elevata difficoltà e non sono adatte per i principianti.

Monastero di Trojan: (in bulgaro: Троянски ставропигиален манастир “Успение Богородично”) è un complesso monastico costruito non più tardi del sedicesimo secolo. Il monastero, che è il terzo per grandezza in Bulgaria, è situato sulle rive del fiume Cherni Osam a 10 km da Trojan. La struttura è diventata monastero intorno al1600 grazie all’uomo di chiesa Calistrat. La chiesa odierna è stata costruita al posto di una più antica abbazia dal costruttore rinascimentale Costantin.

Il clima è continentale, simile a quello dell’Italia settentrionale. Gli inverni sono rigidi e la temperatura può restare al di sotto dello zero nei mesi di dicembre/gennaio con punte di -10°/-15° C; le estati sono calde e la temperatura supera facilmente i 30° C. Le stagioni intermedie sono generalmente molto lunghe e piovose. Il clima è più mite e temperato lungo la costa del Mar Nero, nella parte orientale del Paese.

Passaporto o carta d’identità valida per l’espatrio in corso di validità, per permanere in Bulgaria fino ad un massimo di 90 giorni all’interno di un semestre. Può accadere che le Autorità di frontiera bulgare non riconoscano le carte di identità cartacee rinnovate con timbro, come documenti validi per l’ingresso nel Paese si sono verificati persino respingimenti anche nei confronti di possessori di carte d’identità elettroniche rinnovate con un certificato rilasciato dal Comune.

Nessuna.

Patente italiana riconosciuta, consigliata la traduzione in bulgaro. Si ricorda a chi guida all’estero un’auto non propria che è consigliabile avere una delega a condurre del proprietario con firma autenticata. All’arrivo in Bulgaria i conducenti di veicoli a motore devono acquistare una “vignette” per poter guidare sulle strade bulgare. Gli stickers vanno apposti sul parabrezza anteriore dell’autoveicolo soltanto se si intende circolare fuori della città.

I Bulgari, un popolo molto antico, originario dell’Asia Centrale e poi stanziatosi sul Volga (proto-bulgari), giunsero nell’attuale Bulgaria nel corso del VII secolo, dove si fusero con la locale popolazione (Slavi immigrati nel VI secolo, di cui adottarono la lingua, e i Traci originari) per formare il primo Stato bulgaro. Nei secoli successivi (cristianizzatasi nel IX secolo), la Bulgaria lottò con esito alterno contro l’Impero bizantino e il Patriarcato di Costantinopoli per far valere la sua posizione nei Balcani, ma nel corso della seconda metà del XIV secolo la nazione venne invasa e gradualmente annessa dall’Impero Ottomano. La Bulgaria riconquistò la sua indipendenza in seguito alla Rivolta d’aprile (1876) guidata dall’eroe nazionale Hristo Botev, la cui repressione spinse l’Impero russo a dichiarare guerra all’Impero Ottomano nell’aprile 1877, e venne proclamata in principato indipendente il 3 marzo 1878 grazie al trattato di Santo Stefano. Questo fu rivisto il 13 luglio dal trattato di Berlino, che ridimensionò fortemente il territorio bulgaro ma portò il consenso delle potenze occidentali al principato autonomo. Peraltro, il principato riacquisì la Rumelia orientale già il 6 settembre 1885, festa nazionale, raggiungendo più o meno le dimensioni odierne. La proclamazione del regno e il suo riconoscimento internazionale avvennero il 22 settembre 1908. Nel 1912/13 fu coinvolta nelle due guerre balcaniche, la prima in alleanza con tutti gli altri stati balcanici e contro la Turchia e la seconda da sola contro gli altri stati, durante le quali il territorio bulgaro variò le sue dimensioni, prima in aumento fino quasi alle dimensioni previste dal trattato di Santo Stefano, e poi in riduzione. Durante la prima guerra mondiale e successivamente durante la seconda guerra mondiale, la Bulgaria si trovò a combattere per la parte perdente. Nel 1923 e 1934, con l’appoggio del monarca Boris III, attraverso due colpi di stato di ispirazione fascista vengono messe fuori legge le forze democratiche. Una rivolta popolare organizzata dal partito comunista nel settembre del 1923 viene soffocata nel sangue. Alleata della Germania nazista, nel 1941 consentì il transito delle truppe tedesche che invasero la Jugoslavia e la Grecia e poi dichiarò guerra agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. Nel 1943 il tentativo di deportare gli ebrei bulgari verso i campi di sterminio venne sventato dall’intervento del Vice Presidente del Parlamento Dimităr Pešev, e dal movimento popolare di opposizione. Il Patriarca Stefan di Sofia si schierò contro le retate dei nazisti e, assieme al vescovo Kiril e al presidente del Santo Sinodo Neofit di Vidin, scrisse un documento a re Boris. Il metropolita Kiril, alla testa di 300 fedeli ortodossi riuscì a bloccare la partenza di 8.500 ebrei che i nazisti stavano caricando sui treni. Il 9 settembre 1944, il regime monarchico, ormai allo sbando, venne abbattuto dalle forze filo-sovietiche riunite nel Fronte della Patria. Nei giorni precedenti l’Unione Sovietica, le cui truppe si erano attestate ai confini, aveva dichiarato guerra alla Bulgaria e invaso il territorio. L’esercito bulgaro combatté assieme ai sovietici per la liberazione della Jugoslavia, dell’Ungheria e dell’Austria. La Bulgaria cadde infine nella sfera d’influenza dell’Unione Sovietica e divenne una repubblica popolare nel 1946 (Repubblica Popolare di Bulgaria (RPB)); tra il 1946 e il 1948 gli spazi democratici si restrinsero sempre più ed il Partito Comunista Bulgaro (PCB) acquistò un ruolo egemone, prima sotto Georgi Dimitrov (1946-1949), poi sotto lo stalinista Vălko Červenkov (1950-1954) e infine sotto Todor Živkov (1958-1989).

Il regime comunista cadde nel novembre 1989. Nel giugno 1990 si tennero le elezioni multipartitiche e nel luglio 1991 fu adottata la nuova costituzione. Le due principali formazioni politiche, che si sono alternate più volte al potere, sono il Partito Socialista Bulgaro (PSB) a sinistra e l’Unione delle Forze Democratiche (UFD) a destra, negli anni novanta, e, successivamente, il Movimento Nazionale per la Stabilità e il Progresso. La Bulgaria è entrata nella NATO il 29 marzo 2004 e nell’Unione Europea il 1º gennaio 2007.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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