Saint Kitts e Nevis

Bandiera Saint Kitts & Nevis

Capitale Basseterre
Abitanti 46.000
Estensione  Kmq 261
Valuta  Dollaro dei Caraibi Orientali  XCD 3,27807=1€
Fuso orario -5h, -6h se ora legale in Italia
Elettricità  230 V, presa DG
Lingua Inglese 
Aeroporti  Basseterre SKB, Charlestown NEV

 

Basseterre: la capitale, si trova in un’insenatura naturale lungo la costa meridionale dell’isola di St. Kitts; è un porto grazioso, ricco di colore e di vegetazione, tipico delle Indie Occidentali. Qui si concentrano le principali attività dell’isola, da qui partono i traghetti che collegano l’isola di Nevis e a un miglio circa si trova l’aeroporto di Golden Rock.

Tra gli edifici di principale interesse ricordiamo il Big Ben, costruzione di epoca vittoriana, la Government House e la chiesa anglicana di St. George.

Charlestown: capoluogo dell’isola di Nevis, raccoglie la maggior parte degli abitanti. È un porto delle Indie Occidentali in miniatura, dove si radunano molti degli abitanti in attesa dello scarico delle merci provenienti da St. Kitts e dell’arrivo dei turisti. A nord della città si trova il piccolo aeroporto di Newcastle. Tra le costruzioni più interessanti, oltre al palazzo di giustizia, le chiese di St. Paul e di St. Thomas, originarie del XVII secolo, e l’antico cimitero ebraico situato in una zona centrale della città.

St. Kitts: le spiagge di sabbia nera (frutto di una precedente attività vulcanica) situate lungo la costa nord orientale sono una tappa obbligata; un’altra piacevole escursione è costituita dalla visita alla Monkey Hill, verdeggiante rilievo popolato da una speciale razza di scimmie, importate nel 1600 dai francesi. Altri luoghi di notevole interesse storico e naturalistico sono la Frigate Bay e la Fortezza di Brimstone Hill, da dove si gode uno splendido panorama che si spinge fino alle isole di St. Martin e di St. Barthélemy.

Nevis: vale la pena visitare la Nisbet Plantation, antica casa padronale adibita ad albergo con una splendida spiaggia di palme nane, e la Bath House Hotel, residuo di una località termale del 1800 che, ospitando la nobiltà europea per più di cento anni, valse a Nevis il soprannome di ‘Terme delle Indie Occidentali’. Anche oggi i turisti possono fare bagni di acqua termale minerale nelle vasche restaurate.

 

Clima tropicale semi-arido, temperato da costanti brezze marine. Ci sono leggere variazioni di temperatura stagionali ed una stagione delle piogge che va da maggio a novembre. La temperatura media è di 27°C (medie stagionali: 24ºC in inverno, 30ºC in estate). Nel corso della stagione dei cicloni (giugno-novembre) – che potrebbero provocare forti disagi o situazioni di emergenza – si raccomanda la massima cautela e di evitare le zone ove maggiore potrebbe essere l’esposizione al rischio.

Passaporto con almeno 6 mesi di validità residua al momento dell’ingresso nel Paese. Visto d’ingresso non necessario per un soggiorno fino a 6 mesi di permanenza nel Paese.

Nessuna vaccinazione obbligatoria. Tuttavia è obbligatorio il vaccino contro la febbre gialla per tutti i viaggiatori superiori ai 9 mesi d’età provenienti da Paesi in cui la febbre gialla è a rischio trasmissione, nonché per tutti i viaggiatori che abbiano anche solo transitato per più di 12 ore nell’aeroporto di un Paese in cui la febbre gialla è a rischio trasmissione.

Va richiesta una patente temporanea su presentazione della propria patente nazionale al Traffic Department oppure all’agenzia di noleggio auto. Guida a sinistra.

Dal mare, nel 1493 Cristoforo Colombo avvistò un imponente vulcano spento al centro di Nevis che gli deve il nome, perché il fantasioso navigante pensava che la sua vetta, nascosta dalle nuvole, fosse ammantata di neve. Colombo pensava anche di essere il primo uomo a sbarcare sull’isola. Invece, la storia di Kitts e Nevis comincia al tempo dell’Egitto pre-dinastico. Dalla Florida, intorno al 3000 a.C., migrarono qui masse di cacciatori pescatori denominati il Popolo Aracico. Durarono qualche centinaio di anni, poi scomparvero. Nel 1000 a.C. arrivò una popolazione di agricoltori, migrante dal fiume Orinoco, in Venezuela. Nell’800 dc gli Arawaki ne presero il posto, per essere scacciati o sterminati nel 1300 d.C. dai guerrieri Caribi. Nel 1493 giunsero gli spagnoli con Colombo, ma decisero che non valeva la pena affrontare i pericolosi Caribi e la vera occupazione europea di Saint Kitts e Nevis comincia nel 1623, quando Saint Kitts, colonizzata da Sir Thomas fu sede del primo possedimento inglese nelle Indie Occidentali. L’anno seguente i francesi colonizzarono un’altra parte dell’isola, situazione tollerata da Warner per affrontare i Caribi non da solo. Dopo aver massacrato i Caribi con una serie di battaglie, inglesi e francesi si scontrarono per il predominio sull’isola e Saint Kitts passò più volte di mano tra le due potenze prima che il Trattato di Versailles del 1783 ne decretasse definitivamente il possesso agli inglesi. Le piantagioni di canna da zucchero, intanto, venivano coltivate con faticoso successo dagli schiavi africani che avevano rimpiazzato i Caribi. Nevis ha una storia simile. Nel 1628 sir Warner inviò dei coloni a fondare un insediamento inglese sulla costa ovest e nel tempo, a parte il terremoto del 1680, la colonia prosperò, dando origine a una delle più floride economie di piantagione dei Caraibi Orientali. La locale industria turistica venne avviata nel XVIII secolo, quando i bagni termali erano frequentati da numerosi membri dell’élite inglese. Nel 1816 gli inglesi unirono Saint Kitts e Nevis a formare un’unica colonia con Anguilla e le Isole Vergini. Nel 1958 le isole entrarono a far parte della Federazione delle Indie Occidentali, un ambizioso ma non riuscito tentativo di unire tutte le colonie britanniche dei Caraibi in un’unica entità politica. Quando la federazione si sciolse nel 1962, gli inglesi formarono un nuovo stato comprendente Saint Kitts, Nevis e Anguilla. Nel febbraio 1967 le tre isole ottennero l’ indipendenza dalla Corona e diventarono uno Stato Associato, con capitale Basseterre. Pochi mesi dopo Anguilla, temendo di essere dominata dalla più grande Saint Kitts, si ribellò ridiventando un possedimento inglese. Anche Nevis temeva Saint Kitts, ma dopo un periodo di disordini acconsentì all’unione ottenendo un maggior grado di autonomia interna e il diritto di fare una secessione in futuro, se la situazione fosse cambiata. Solo dopo che le suddette concessioni furono sancite da una nuova costituzione, Saint Kitts e Nevis divennero nel 1983 un unico stato confederato all’interno del Commonwealth.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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