Isole Vergini Americane

Bandiera Isole Vergini Americane

Capitale Charlotte Amalie 
Abitanti 101.900
Estensione  Kmq 344
Valuta  Dollaro statunitense  USD 1,2141=1€
Fuso orario -5h, -6h se ora legale in Italia
Elettricità 120  V, presa AB
Lingua Inglese 
Aeroporti  Charlotte Amalie STT, Christiansted STX

Isola di St. Thomas

Charlotte Amalie, capitale dell’ isola e delle Vergini Americane, prende il nome dalla regina che regnò sulla Danimarca e sulla Norvegia dal 1670 al 1700. E’ il maggior scalo crocieristico dei Caraibi, con case color pastello con i tetti rossi. All’interno della città si trova l’imponente   scalinata della Frederick Lutheran Church, con la torretta merlata, la più bella chiesa dell’isola. Nel mezzo della baia di Charlotte Amalie emerge Hassel Island, parco nazionale con parecchie rovine di fortezze del XVIII e XIX secolo. E’ collegata alla capitale da un servizio di ferry-boat. A ovest di Charlotte Amalie si trova un vecchio villaggio di pescatori, Frenchtown, fondata da coloni normanni arrivati da St. Barth. Si trovano qui i giardini tropicali Fairchild Park e St. Peter Greathouse & Gardens, piantagione ottocentesca. A nord Magens Bay, una spiaggia a forma di cavalluccio marino, considerata dal National Geographic una delle dieci spiagge più belle al mondo e Hull Bay, la preferita dai surfisti. All’estremità orientale di St. Thomas Red Hook è un villaggio vivace, con diversi locali e un porto animato. L’attrazione più singolare di St. Thomas è Coral World Coki Beach, una torre che scende per cinque metri sott’acqua in un parco marino con grandi finestroni spalancati nel blu. Per un panorama sull’ isola non manca una cabinovia che dal centro commerciale di Havensight Mall porta in cima a Paradise Point.

Isola di St. John

Cruz Bay è un tipico villaggio del Caribe: qualche negozio sul lungomare, case storiche in pietra e vecchie case color pastello. Sulla sinistra del porticciolo The Battery è un forte eretto nel 1735 per proteggere l’isola. La chiesa più antica, Lutheran Church, risale al 1720.  Dentro un profondo golfo della costa orientale Coral Bay, il secondo centro dell’isola, è il luogo dove, nel 1718, i primi coloni danesi iniziarono a coltivare la canna da zucchero.

Per un panorama mozzafiato su Coral Bay bisogna salire in collina al Coral View Point. St. John ha splendide spiagge, come quella di Trunk Bay, considerata tra le dieci più belle del mondo. Splendide anche Honeymoon Bay e Solomon Bay, due baie di sabbia bianca e acqua cristallina separate da un promontorio roccioso.

Caneel Bay, è ampia e bellissima, Cinnamon Bay, un chilometro e mezzo di sabbia, è la più lunga spiaggia all’interno del Parco Nazionale, che si estende su 9.485 acri di terra e 5.650 acri sott’acqua. Maho Bay, bella, bianca, con acque chiare e basse perfetta per il nuoto, è il regno di mante e tartarughe, Francis Bay, è una calma piscina naturale ideale per lo snorkeling.

Isola di St. Croix

Fondata nel 1734, Christiansted è un agglomerato di case bianche, con un’atmosfera da porticciolo da Mare del Nord. I vecchi edifici sono ora occupati da negozi e ristoranti. Da vedere l’Old Scalehouse, la pesa del 1856 dove venivano pesate le merci portate dai velieri. A due passi si trovano la Old Custom House, con una scenografica scalinata, costruita nel 1734, e Fort Christiansvaern, del 1749, distrutto da un uragano e ricostruito nel 1837. Risalendo King Street si incontra la Government House, gialla con modanature bianche, bell’esempio di architettura coloniale danese, costruita nel 1747. Il grande complesso rosa con arcate neoclassiche, che si vede a est della città, fra colline e belle spiagge, è il Bucaneer Beach & Golf Resort, aperto nel 1948 nella storica tenuta di Estate Shoys. A est di Christiansted emerge l’isolotto di Green Cay, riserva faunistica popolata di pellicani, e poco lontano, il parco naturale di Buck Island, 345 ettari in parte sopra e in parte sotto il mare, con un bel reef e magnifiche spiagge.

Verso nord si incontrano Cramer Park, una bella spiaggia attrezzata e la selvaggia Point Udall. Sull’estrema punta sudovest merita una sosta Sandy Point, la più grande spiaggia delle Isole Vergini Americane, che si apre fra il mare e la salina, con chilometri di sabbia bianca e acque tranquille. E’ un’area faunistica protetta, dove vanno a riprodursi le tartarughe.

Frederiksted, sulla costa occidentale, è la seconda città dell’ isola. Fu fondata nel 1752, ma nel 1878 fu distrutta da un incendio e rifatta tutta in stile Gingerbread. E’ affacciata su una stupenda spiaggia. Il cuore storico della città è Fort Frederik, costruito nel 1752. Poco lontano i Botanical Gardens, ricavati in un’antica piantagione, la Cruzan Rum Distillery e da non perdere il Whim Museum, storica Great House del Settecento più volte restaurata e aperta al pubblico nel 1958.

Il centro di St. Croix è ricoperto dalla lussureggiante Rainforest, la foresta pluviale. Si stende su un’area di sei ettari e la si attraversa lungo la pittoresca Mahogany Road, fiancheggiata da alberi di mogano. Sulla costa settentrionale tra Cane Bay, bellissima spiaggia fronteggiata dal Cane Reef, luogo ideale per lo snorkeling e le immersioni, e Christiansted si incontra Salt River, il punto dove sbarcò Colombo.

Il clima delle Isole Vergini Americane è tropicale, caldo tutto l’anno. Durante l’anno si distingue un periodo caratterizzato da un caldo più piacevole (dicembre-aprile, con massime intorno ai 28/29 gradi) e uno più afoso (maggio-novembre, con massime intorno ai 31/32 gradi), in cui comunque il caldo è temperato dalle brezze. Per quanto riguarda le piogge, vi è una stagione relativamente secca (gennaio-aprile) e una piovosa (maggio-dicembre), con una relativa pausa a giugno e luglio. I mesi meno piovosi sono febbraio e marzo. Le precipitazioni oscillano intorno ai 1.000/1.200 millimetri annui, e in genere sono leggermente più abbondanti nei versanti settentrionali di ciascuna isola. Nelle isole più settentrionali (Saint John e Saint Thomas, dove si trova la capitale Charlotte Amalie) la stagione relativamente secca va da dicembre a marzo (ma in alcuni anni vi sono state piogge abbondanti anche a dicembre, dai 200 ai 400 millimetri), mentre nella più meridionale Saint Croix, va da gennaio ad aprile. A partire da maggio aumentano le precipitazioni, anche se spesso a giugno e luglio vi è una nuova relativa diminuzione, a cui segue una ripresa da agosto a novembre. In genere il periodo più piovoso va da settembre a novembre. Da giugno a novembre le Isole Vergini Americane, come tutte le Antille, possono essere interessate da cicloni tropicali, chiamati da queste parti uragani. Se si escludono questi, che possono portare forti venti e piogge torrenziali, normalmente il tempo è buono, interrotto da brevi rovesci e temporali, più probabili e più intensi nel periodo piovoso, il che significa che comunque il sole non manca tutto l’anno.

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di arrivo nel Paese. Visto d’ingresso non necessario fino a 90 giorni di permanenza nel Paese. E’ invece vietato intraprendere qualsiasi tipo di attività lavorativa in mancanza di un visto di lavoro ed è vietato protrarre la permanenza oltre il periodo autorizzato al momento di entrata nel Paese. E’ obbligatorio ottenere online un’autorizzazione ESTA prima di partire.

Nessuna.

Si può ottenere un permesso locale su presentazione della propria patente di guida.

Originariamente abitate da varie tribù amerindie (ciboney, caribi e aruachi), le isole Vergini furono così chiamate, in onore di Sant’Orsola e delle sue seguaci vergini, da Cristoforo Colombo, che le raggiunse durante il suo secondo viaggio (1493). Nei tre secoli successivi furono occupate da spagnoli, inglesi, olandesi, francesi nonché, da ultimo, danesi. Nel 1653 l’isola di St. Croix fu venduta dalla Francia, insieme a St. Mrtin, St. Barthelomew e una porzione di St. Kitts all’Ordine dei cavalieri di Malta. Ma questi, già nel 1665 rivendettero le isole, con buon guadagno, alla Compagnia francese delle Antille. Nel 1672 la Compagnia danese delle Indie occidentali (Dansk Vestindien Kompagni) prese possesso dell’isola di Saint Thomas (Kristiansted). Nel 1694 venne invece occupata Saint John (St. Jan), mentre nel 1733 Saint Croix (St. Kreuz) venne acquistata dalla Francia. Nel 1754 le isole divennero una colonia danese con il nome di Jomfruøerne. Per tutto il XVIII e i primi decenni del XIX secolo l’economia isolana si resse sulla coltivazione della canna da zucchero, realizzata sfruttando il lavoro di schiavi importati dall’Africa. Al 3 luglio 1848 risale l’abolizione della schiavitù, ottenuta grazie all’intervento dell’allora governatore Peter von Scholten. Questo drastico cambiamento, tuttavia, rese il sistema economico delle Vergini molto debole, tant’è che nei successivi decenni il governo danese si trovò costretto ad effettuare significativi trasferimenti di denaro a favore delle autorità locali. Nel 1867 venne stipulato un trattato con gli Stati Uniti, mai reso efficace, che prevedeva la vendita agli statunitensi di Saint Thomas e Saint John. Lo scoppio della prima guerra mondiale e, in particolare, lo svilupparsi del conflitto sottomarino tra tedeschi e alleati, resero impossibili i collegamenti tra le isole e la Danimarca. Fu così che gli Stati Uniti, temendo un possibile attacco tedesco, proposero al governo danese di vendere le Vergini. Dopo alcuni mesi di negoziazioni, si stabilì il prezzo di vendita: 25 milioni di dollari. Si pensa che la Danimarca abbia forse subito alcune pressioni nell’accettare la vendita: del resto, i danesi temevano che, nel caso di un’invasione tedesca dello Stato danese, gli Stati Uniti potessero occupare le isole. Oltretutto, il costo del mantenimento della colonia rendeva favorevoli alla cessione pressoché tutti i membri del parlamento danese. Il passaggio divenne definitivo il 17 gennaio 1917 e gli statunitensi presero possesso delle isole il 31 marzo dello stesso anno. Nel 1927 agli isolani venne concessa la cittadinanza statunitense. Water Island, una piccola isola a sud di Saint Thomas, non era inclusa nell’atto di vendita originario. Essa, infatti, rimase possedimento della Compagnia danese delle Indie occidentali sino al 1944, quando venne acquistata dagli Stati Uniti per 10.000 dollari. Inizialmente amministrata dal governo federale degli USA, Water Island divenne parte delle Isole Vergini americane solo nel 1996.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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