Indonesia

Bandiera Indonesia

Capitale Jakarta
Abitanti 238.453.000
Estensione  Kmq 1.919.317 
Valuta Rupia indonesiana   
IDR 15076,1=1€

Fuso orario  +6h Sumatra e Giava, +7h Bali, +8h Indonesia Orientale ;-1h se ora legale in Italia
Elettricità  230 V, presa CFG 
Lingua Bahasa indonesiano
Aeroporti  Jakarta CGK, Bali DPS, Lombok LOP, Isola Kalimantan BPN, Surakarta SOC

Giacarta, la capitale, è una città in frenetica evoluzione; in pochi anni il suo aspetto è totalmente cambiato, risentendo del boom economico asiatico. Nuove autostrade, grattacieli moderni e hotel di lusso stanno lentamente cancellando le capanne di un tempo. Fuori però del centro economico, la città è ancora caratterizzata da bidonville. La situazione sociale della città non la rende un luogo appetibile per i turisti. Val comunque la pena visitare i suoi musei: il Museo di Storia, il Museo Wayang e il Museo di arti decorative Balai Seni Rupa. Fra i molti edifici, testimonianze delle dominazioni europee passate, il più antico è il Gereja Sion, una chiesa portoghese in stile moresco del 1695.Si segnala anche il monumento nazionale MONAS

Bali, da sempre considerata un paradiso tropicale, è un esempio di quanto il turismo di massa possa danneggiare delicati sistemi. Tuttavia è ancora oggi una città ricca di fascino, bellezze naturali e spiagge incantevoli. Città antichissima (si pensa che il primo insediamento nella zona risalga al 3000 a.C.) è stata da sempre un centro culturale importantissimo in cui le culture indù, musulmana e occidentale si sono scontrate, ma anche integrate.

Isola di Lombok: caratterizzata da spiagge solitarie, giungle e steppe semidesertiche, è l’isola del relax. Sono tante le attrattive di Lombok: l’affascinante popolo dei Sasak, che abita in piccole case di bambù sulla costa orientale; il quartiere portuale di Ampenam, dove convivono botteghe di commercianti sia arabi che cinesi; il tempio di Lingsar, che raccoglie l’anima islamica e quella indù; il grande mercato di Cakranegara. È anche un’isola di forti contrasti climatici. La Lombok dei paesaggi lussureggianti si trova a ovest; sulla costa nord villaggi e palmeti si alternano lungo le belle spiagge del mar di Flores; a nord-ovest dominano bellissimi arenili. Non lontano, affacciato sulla baia di Bangsal, c’è l’arcipelago formato dalle isole coralline di Air, Meno e Trawangan.

Borobudur:è un tempio buddhista Mahāyāna risalente circa all’800 d.C. situato in Indonesia (più precisamente nella parte centrale dell’isola di Giava a circa 42 chilometri da Yogyakarta), patrimonio mondiale dell’UNESCO. È stato oggetto di paragone con altre opere colossali dell’antichità (ad esempio le Piramidi di Giza); ha infatti una base di 123 x 123 metri ed un’altezza di 35 metri, poggia su circa 1.600.000 colossali blocchi di pietra e le sue pareti sono ricoperte da 2.672 bassorilievi (per una lunghezza complessiva che supera i 5 km e una superficie che arriva agli 8 km²) di cui più di 1.400 narranti storie riguardanti Buddha e da 504 statue dedicate a quest’ultimo. L’edificio ha una linea quadrata e divisa in gradini e appare come una montagna; nella vista dall’alto si apprende la complessità della pianta e la sua struttura architettonica. È il monumento più visitato di tutta l’Indonesia.

Bromo: è un vulcano attivo dell’Indonesia, nell’isola di Giava. La sua cima si trova a 2392 metri s.l.m.. Il vulcano appartiene al Parco nazionale di Bromo Tengger Semeru. L’ultima eruzione risale al 26 novembre 2011. Il suo nome deriva dalla pronuncia giavanese di Brahma, il dio creatore dell’induismo.

Prambanan: è un complesso di templi induisti che si estende per chilometri, è situato nell’isola di Giava (più precisamente a circa 18 km da Yogyakarta), fu costruito all’incirca nell’ 850 d.C. da Rakai Pikatan, secondo re della dinastia Mataram (altre fonti riportano invece che il suo costruttore fosse Balitung Maha Sambu della dinastia Sanjaya). Sorge poco lontano dal colossale tempio buddhista chiamato Borobudur costruito pochi anni prima dalla dinastia precedente: i Sailendra. I due templi sono spesso accomunati per zona e periodo storico ma presentano differenze strutturali enormi, si potrebbe anche dire che sono l’esatto opposto, visto che Borobudur è sviluppato in orizzontale e ha un aspetto massiccio mentre Prambanan è sviluppato verso l’alto e possiede una forma slanciata.

Moschea di Istiqlal: (Giakarta) è la più grande moschea del Sud Est asiatico, sia per quanto riguada la struttura che la capienza in quanto può ospitare congregazioni fino a 120.000 persone. Spicca con la sua cupola di 45m di diametro e alti minareti. In piedi quasi proprio di fronte alla vecchia Chiesa cattolica all’angolo tra Jalan Lapangan Banteng, la moschea Istiqlal è stato progettata nel 1954 da Frederich Silaban, un architetto cristiano dal Nord Sumatra. L’idea per la necessità di una moschea nazionale è stata ispirata dal leader musulmano KH Wahid Hashim ed eseguita da Cokro Aminoto, allora ministro per gli affari religiosi. Istiqlal ,che significa” Indipendenza”, è un ricordo della lotta dell’Indonesia per l’indipendenza nazionale. La sua costruzione durata 17 anni è stata curata personalmente dal presidente Sukarno.La moschea ha una grande sala di preghiera rettangolare con una cupola del diametro di 45 metri sostenuto da 12 colonne rotonde, ed ha 4 livelli di balconi. Il suo interno è per lo più semplice.

Lago Toba: è un lago vulcanico di 100 km di lunghezza e 30 km di larghezza situato nella parte settentrionale dell’isola di Sumatra in Indonesia. Nel 1949 il geologo olandese Rein van Bemmelen dimostrò che il lago Toba è il risultato di una caldera vulcanica, completamente ricoperta di ignimbrite. Ulteriori ricerche dimostrano che le ceneri di riolite che l’eruzione emise si trovano sparse in un raggio di 3000 km. Esse interessano oltre all’isola di Sumatra anche la Malesia e l’India; inoltre se ne trovano anche sul fondo dell’oceano Indiano e nel Golfo del Bengala. L’eruzione del supervulcano viene fatta risalire a 70-78 000 anni fa. Essa è ritenuta una delle più catastrofiche degli ultimi 500 000 anni. Nella scala Volcanic Explosivity Index viene classificata con una magnitudo di 8. Secondo i ricercatori Bill Rose e Craig Chesner del Michigan Technological University, il volume del materiale eruttato era all’incirca di 2800 km³ di cui circa 2000 km³ di ignimbrite e 800 km³ di ceneri che seppellirono l’intera regione sotto numerosi metri di depositi. Si calcola che nella regione attorno al vulcano esse raggiunsero un’altezza superiore ai 400 metri e sedimenti di oltre 4 m sono presenti in molte regioni indiane. L’eruzione ebbe luogo in più settimane e alla fine l’intera regione collassò lasciando un grande cratere che si riempì d’acqua e al centro una nuova montagna che oggi raggiunge i 1600 metri di altitudine e che forma l’isola di Samosi.

Foresta delle scimmie di Ubud: zona ricca di scimmie (per niente schive) e templi, ideale per trascorrere del tempo a contatto con la natura. Attenzione a braccialetti, occhiali da sole ed ogni altro oggetto facilmente asportabile dalle scimmie.

Pura Tanah Lot: sulla costa ovest di Bali, è probabilmente il tempio più famoso e fotografato dell’isola, ed è dedicato alla divinità del mare. Tanah Lot significa terra (Tanah) e mare (Lot), un nome più che appropriato se si considera la sua posizione spettacolare sulla cima di un imponente scoglio affacciato sul mare. I miti e le saghe legate a questo luogo sacro sono affascinanti quasi quanto il tempio stesso. Dopo che il sacerdote santo Danghyang Nirarta vi trascorse una notte, la popolazione di Bali decise di costruire il tempio di Tanah Lot in questo luogo. Si racconta che esisteva un ponte che collegava il tempio alla terraferma e che venne distrutto dal mare impetuoso. Un’altra curiosità interessante è che sotto Tanah Lot esiste una grotta con una sorgente magica. È curioso infatti come l’acqua della fonte sia dolce nonostante il tempio sia circondato dall’acqua salata dell’oceano.

Tangkuban Perahu: malgrado non sia entrato in eruzione dal 1969, il vulcano Tangkuban Perahu («barca rovesciata»), è in attività. Fumi, gorgoglii e vapori di zolfo procurano sensazioni da fine del mondo, anche se la strada carrozzabile che porta al cratere principale (Kawah Ratu) ne ha fatto una destinazione molto turistica.Si puo’ godere della vista sulle piantagioni di tè di Ciater e sui vulcani che punteggiano la piana di Bandung. Da qui si accede a piedi a due altri crateri, il Kawah Upas, e il Kawah Domas con il suo lago di fango in ebollizione.

Grotta dell’Elefante Goa Gajah: a Bedulu. È uno dei luoghi della zona sud più famosi. Oltre alle impressionanti grotte scavate a mano il complesso che si trova sopra il fiume Petanu include templi, statue, padiglioni e tre piscine per i bagni. L’esterno della grotta ha scolpita un’elaborata testa demoniaca. Gli archeologi che l’hanno scoperta nel 1923 credettero che fosse una testa di elefante, da qui il nome della grotta. È molto buia ed è consigliato portare una torcia.

Monte Merapi: (in indonesiano Gunung Merapi) è un vulcano conico della Giava centrale in Indonesia. Il suo nome significa montagna di fuoco. È uno dei vulcani più attivi in Indonesia. Dal 1548 ha eruttato 68 volte. Si trova molto vicino alla città di Yogyakarta. Le continue eruzioni dal 1992 al 2002 hanno causato molti morti soprattutto nel 1994. Nel 2006 c’è stata un’eruzione che ha causato due decessi. L’ultima eruzione, una delle più forti negli ultimi secoli, risale all’ottobre-novembre 2010 ed ha causato 353 morti, soprattutto in seguito a flussi piroclastici.

Rinjani: è un vulcano attivo dell’isola di Lombok in Indonesia. La sua altitudine di 3.726 metri sul livello del mare lo rende il secondo vulcano più alto del paese e la cima più elevata dell’isola. La caldera di 8,5 km per 6 km contiene al suo interno un lago, il Segara Anak (posto a circa 2000 m sopra il livello del mare). La sua prima eruzione in epoca storica ha avuto luogo nel settembre 1847. La più recente è avvenuta il 1º ottobre 2004. Le eruzioni del 1994, 1995 e 1996, hanno formato un piccolo cono nel centro della caldera, il Gunung Baru (picco a circa 2.300 metri). Il vulcano e il Segara Anak fanno parte di un parco nazionale istituito nel 1997.

Baiturrahman Grande Moschea: (che si trova nel centro della città di Banda Aceh ). È di grande significato simbolico per il popolo di Aceh come simbolo della religione e della cultura di Aceh, soprattutto perché è sopravvissuta intatta al devastante tsunami del 2004 . La moschea è stata progettata da un architetto italiano e costruita dall’amministrazione coloniale olandese in segno di riconciliazione dopo la distruzione di una moschea più vecchia durante le guerre Aceh. La costruzione della moschea, iniziata nel 1879 fu completata nel 1881. La moschea è sopravvissuta al massiccio tsunami del 2004 che distrusse gran parte del resto della città di Banda Aceh. Il design della moschea combina influenze indiane coloniali e Moghul e non è dissimile alla Mesjid Raya Tuban in East Java . La moschea combina alcune caratteristiche tradizionalmente Acehenese anche se è venuta a rappresentare la città di Banda Aceh e l’unicità culturale dei Acehenese.

Orto botanico di Bogor: (in indonesiano: Kebun Raya Bogor) è un giardino botanico situato nel centro della città di Bogor, a 60 km a sud-est di Giacarta, in Indonesia. I giardini coprono oltre 80 ettari e sono adiacenti al Palazzo di Bogor (Palazzo Presidenziale). Il giardino fu fondato nel 1817 a Buitenzorg (come allora si chiamava la città di Bogor), che significa “senza preoccupazione” in olandese) dal governo dell’Indie orientali olandesi; nel giardino furono raccolte in origine le piante che i Giavanesi utilizzavano per loro consumo famigliare o come medicamento, per studiarle e utilizzarle a scopo commerciale. In pochi anni raggiunse un valore come raccolta di specie da tutto il mondo, soprattutto provenienti dagli altri paesi asiatici, con prevalenza da zone a comunicazione o controllo olandese.

Gununk Kawi: Per il tramite di una ripida scalinata verso il basso in una gola del fiume si arriva a alle tombe reali Pakrisan. Luogo di riposo del re Anak Wungsu,  delle sue donne e dei suoi figli e delle sue concubine. Anak Bali regnò dal 1049 al 1077. Le tombe sono nove dietro la Roccia Candis. Secondo una leggenda il gigante Iwo KEBÖ ha creato le tombe graffiando la roccia con le sue unghie.Si trova 25 km a nord di Ubud.

Mandala Garuda Wisnu Kencana: (a volte abbreviato in GWK) è un importante parco culturale situato nella penisola Bukit dell’isola di Bali, in Indonesia. Il Mandala è dedicato al dio induista Vishnu e al suo compagno di viaggio, il leggendario uccello Garuda. La statua di Vishnu è alta 23 metri. Le statue sono tuttora incomplete.

Parchi naturali

In Indonesia vi sono molti parchi naturali. Sono spesso ben organizzati e adeguatamente attrezzati per accogliere anche il turista più inesperto.

Parco Nazionale Bali Barat

Occupa circa il 10% della parte occidentale di Bali ed è uno dei migliori punti per poter osservare la fauna balinese, in particolare gli uccelli. Vi vivono infatti più di 200 specie di uccelli, oltre a leopardi, macachi e molti altri animali. Il parco è sito in un’area montuosa; la vegetazione è quella tipica delle regioni monsoniche, principalmente composta da mangrovie. Fanno parte del parco alcune isole, in particolare quella di Palau Menjangan, dove è possibile esplorare splendidi reef corallini. Previa prenotazione si possono fare visite guidate.

Parco Nazionale Bromo Tengger Semeru

È situato nella parte orientale di Giava e tutela circa 150 acri di foresta presso i Monti Tengger. Si tratta di un’area di origine vulcanica sacra per gli indù. Nel centro del parco, all’interno di un antico cratere, si può vedere il suggestivo Mare di Sabbia di Tengger. Attualmente vi sono circa cinque vulcani attivi. Si può accedere solo previa richiesta.

Parco Nazionale Gunung Leuser

Considerato la patria degli oranghi, è uno dei parchi più estesi di tutta l’Indonesia (due milioni di acri circa). Situato presso i Monti Bukit Barisan nell’isola di Sumatra, il parco ospita tutte le specie vegetali proprie delle foreste pluviali.

A Giava il clima è di tipo caldo umido e caratterizzato, durante la stagione delle piogge (da ottobre a maggio), da abbondanti precipitazioni che diminuiscono sul versante orientale dell’isola. Le temperature sono elevate e senza variazioni significative nel corso dell’anno. L’isola di Bali ha un clima caldo umido e una temperatura costante tutto l’anno. La stagione delle piogge, determinata dai monsoni, va da dicembre ad aprile; il versante meridionale è meno piovoso.

PASSAPORTO con validità residua 6 mesi e VISTO in consolato o in aeroporto. Costo 25 dollari USA (per ottenerlo in consolato i tempi sono più lunghi che in loco).

Valutare vaccinazioni per dengue, malaria e epatiti, non obbligatorie.

Internazionale con assicurazione facoltativa ma consigliata. Guida a sinistra.

Terra di antichi principati, ex colonia, oggi l’Indonesia è un Paese che fa delle diversità culturali il proprio biglietto da visita. Ricco di bellezze naturali uniche, può soddisfare le esigenze di ogni turista: dalle famiglie in cerca di relax presso le splendide spiagge fino ai più intrepidi, desiderosi di scalare un vulcano o di esplorare foreste vergini. Il Paese/arcipelago ha mantenuto molte delle sue antiche tradizioni culturali e artigianali, dalle stoffe agli strumenti musicali, dal cibo alle feste, dai riti religiosi ai gioielli e un viaggiatore curioso può scoprire molti misteri.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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