Giappone

Bandiera Giappone

Capitale Tokyo
Abitanti 128.000.000
Estensione  Kmq 372.824 
Valuta Yen
JPY 145,23=1€

Fuso orario  +8h, +7h se ora legale in Italia
Elettricità  100 V, presa AB 
Lingua Giapponese
Aeroporti Narita, Kansai

A Tokyo vive un decimo dell’intera popolazione giapponese; con oltre 11 milioni di abitanti la città è infatti una delle più popolate del mondo. Tokyo non ha il fascino tradizionale del passato: pochi edifici sono sopravvissuti al terremoto del 1923 e ai bombardamenti della guerra. A prima vista sembra un agglomerato di grattaceli, cavalcavia in cemento e marciapiedi affollati. Tuttavia, camminando per le strade ci si rende conto che Tokyo è una metropoli composta da città collegate tra loro, ciascuna con i propri quartieri caratteristici. La zona di Roppongi è da sempre frequentata e abitata dagli stranieri occidentali, detti gaijin, ed è ricca di locali notturni e di negozi. Ginza è uno dei quartieri più antichi di Tokyo. Già residenza degli Shogun (i “Signori della guerra”), è sempre stato un luogo esclusivo (il suo nome deriva infatti da Gin, argento). Oggi è il punto nevralgico dell’alta moda giapponese: tutte le grandi firme locali, e non, hanno infatti qui la loro sede. Akihabara piuttosto che un quartiere è un immenso supermercato dell’elettronica. Qui è possibile acquistare dal piccolo e originale gadget all’oggetto estremamente sofisticato. Come in tutti i mercati, la vendita è di norma preceduta da intense trattative. Akihibara è inoltre una sorta di museo della tecnologia: è possibile infatti trovare ancora funzionanti i primi PC, così come i robot meccanici degli anni Ottanta. Shibuya ospita, in una piccola piazza vicino alla fermata della metropolitana, il monumento al cane Hachiko, tradizionale punto di riferimento per gli appuntamenti dei giapponesi. La storia di questo cane è particolare e con il tempo ne ha fatto una sorta di simbolo della città. Ogni giorno il cane Hachiko accompagnava alla stazione della metropolitana il suo padrone e lì lo attendeva fino al suo ritorno. Un giorno il padrone morì, ma il cane continuò ad andare ad attenderlo finché anche lui morì d’inedia. La fedeltà di questo animale colpì a tal punto i cittadini di Tokyo che gli dedicarono un monumento.

Kyoto e Nara e il Monte Fuji costituiscono il cuore geografico, culturale e spirituale del Giappone.

Kyoto, capoluogo della prefettura omonima, nell’isola di Honshu, si trova sul fiume Kamo, in una ristretta zona pianeggiante circondata dalle alture che circondano il lago Biwa. È probabilmente la città che più di tutte, nel Giappone, merita di essere visitata. Infatti conserva forti legami con il passato e sono numerosissimi i templi e i monumenti degni di nota. Molti di questi sono situati sulle colline, distanti dal centro abitato, in mezzo al verde e in un’atmosfera unica e indimenticabile. L’antica città, che è il centro urbano più rappresentativo della tradizione architettonica giapponese, da alcuni anni è teatro di una impressionante opera di ristrutturazione urbana che va cancellando le tracce edilizie antiche. Tra i maggiori complessi architettonici religiosi e civili si ricordano, oltre al Palazzo Imperiale (l’ultima ricostruzione è del 1855), i Templi di Kinkaku e di Daitoku (il più importante del buddismo Zen), il Tempio shinto di Kitano, il Nishi Hongan, il Monastero di Kyoogokoku, il Tempio di Chion, il famoso Tofuku-ji, il Tempio di Kennin e quello di Daikaku. I complessi architettonici di Kyoto sono anche sede delle principali raccolte museali giapponesi: importanti collezioni artistiche sono visibili nel Museo Nazionale (dedicato all’arte antica giapponese), nel Museo Yurin (con collezioni di arte antica orientale) e nella Galleria Municipale d’Arte (dedicata alle varie tendenze dell’arte contemporanea).

Nara: è un frequentato centro turistico e meta di pellegrinaggi, oltre che sede di numerose industrie. Dal 710 al 784 d.C. fu la prima capitale permanente e il primo centro culturale del Giappone: la precedettero nel ruolo di capitale Naniwa e di Fujiwara da dove furono trasferiti e riedificati a Nara numerosi templi. La capitale fu poi portata a Kyoto verso la fine del VIII secolo e Nara lentamente decadde. La sua marginalità la preservò così dai danni di guerra subiti dalle altre città nel corso dei lunghi conflitti civili. Dei numerosi complessi di templi e monasteri buddistici che sorsero entro e fuori della città, alcuni edifici sono pervenuti nelle loro originarie strutture; altri appartengono a ricostruzioni posteriori, basate tuttavia sulla riproduzione fedele delle forme antiche. Oltre alla documentazione architettonica, questi complessi conservano inestimabili tesori d’arte (pitture, sculture, lacche, ceramiche, bronzi, tessuti, armi e armature ecc.) che costituiscono la parte più importante del patrimonio artistico nazionale. Dei templi trasferiti a Nara da Fujiwara si ricorda quello di Yakushi-ji (ji significa ‘tempio’) che conserva la struttura originaria della pagoda orientale (680) a tre piani, mentre la Sala Oriental (dove figura la celebre scultura in bronzo di Kudara Kwanon) e la Sala Principale o Kondo (che accoglie il grande bronzo della Triade del Buddha Yakushi) sono ricostruzioni. Dei templi costruiti a Nara il più importante complesso è quello del Todai-ji, edificato nel 745, ma rifatto in gran parte in epoche posteriori. Vi figurano numerosi capolavori di scultura, come la statua bronzea di Vairocana e le sculture in legno nelle nicchie del Portale d’ingresso meridionale (Naindamon); sculture in lacca secca e altre in argilla sono nella cosiddetta Sala della terza luna (Hokkedo), mentre nella Sala del Fondatore dedicata al monaco Roben, oltre a numerose statue, figurano importanti esemplari di maschere per teatro. Anche il Kofuku-ji (che fa parte della serie chiamata dei “sette grandi templi di Nara”) fu rifatto più volte dopo la sua prima edificazione nel VIII secolo. Nel Toshodai-ji (759) sussistono vari edifici primitivi, come la Sala Principale (Kondo) e la Sala delle Prediche (Kodo) dove si conservano opere antiche di scultura e di pittura. Altri importanti complessi religiosi sono i templi di Gango, trasportato a Nara da Asuka (sec. VIII, lo Shin-Yakushi-ji (747), il tempio shinto di Kasugo e il tempio di Hokke, che conserva nella sua Sala Principale (sec. XVII) una preziosa pittura su seta di epoca Heian. Pitture e sculture di vari periodi sono conservate nel Saidai-ji (fondato nel sec. VIII).

Hiroshima: è una città portuale giapponese e capoluogo dell’omonima prefettura, è situata a ovest della principale isola giapponese Honshū nel mare interno. È suddivisa in 8 quartieri (区, ku): Naka, Higashi, Minami, Nishi, Asaminami, Asakita, Aki e Saeki. È ricordata per essere la prima città obiettivo di un attacco nucleare, il 6 agosto 1945.La città, completamente ricostruita dopo l’esplosione atomica, ha l’attenzione turistica puntata nel Memorial Park, dove è stato costruito il Memoriale della pace di Hiroshima, ricco di oggetti, foto, plastici, filmati del prima e del dopo bomba. Sulla spianata davanti a questo è il Cenotaffio for the A-bomb Victims che conserva al suo interno i registri con i nomi delle vittime della bomba (quelle immediate e quelle che sono seguite nel corso degli anni). La prospettiva segue la fiamma che arderà finché nessuna bomba atomica resterà sul pianeta, per arrivare, sull’altra riva del fiume Kyobashi-gawa, fino al rudere della Camera di promozione industriale di Hiroshima, denominato A-bomb Dome, recentemente restaurato e consolidato nella struttura distrutta dall’esplosione. Con i resti della cupola che perse le lastre di bronzo al momento dell’esplosione, è forse questa l’immagine più conosciuta della città. Altri monumenti alle vittime si susseguono sulla spianata davanti al Museo della Pace di Hiroshima.

Osaka, capoluogo della prefettura omonima (isola di Honshu), è il principale porto e centro commerciale e la seconda città del Paese per popolazione e per importanza economica dopo Tokyo, situata 400 km a ovest-sud-ovest della capitale, nella parte più interna della baia omonima (Osaka-wan), dove sfociano i fiumi Yodo, Muko e Yamalo. È una città molto attiva e i suoi amministratori stanno investendo grossi capitali nel tentativo di migliorare l’ambiente. Osaka non è una città turistica (anche se conserva alcuni antichi edifici religiosi e il castello di Hideyoshi, il maggiore del Paese), ma è quella che rende meglio l’idea della vita dei lavoratori giapponesi.

Il Monte Fuji (Fuji-San) è un perfetto cono vulcanico di 3776 m. È la montagna più alta e famosa del Giappone, cantata dai poeti di tutte le epoche e ritratta in numerosi dipinti, stampe (famose quelle di Hokusai) e fotografie. La montagna è considerata sacra dagli scintoisti che sulla sua cima hanno eretto un santuario. La vetta è frequentemente coperta da nubi, ma in giornate serene la si può vedere da oltre 150 km di distanza.

Situato a Hasedera è il tempio buddhista costruito nel 686: vi è conservata una statua di Kwannon (la dea della misericordia), alta 10 m ed eseguita interamente con un grande tronco di legno di canfora. Altri templi e santuari sono a Takatori (Kojima-dera), a Yanagimoto (Chogaku-ji, sec. XII), a Tomisato (templi di Horin del 622 e di Hokki del 638, con pagoda a tre piani) e a Taima (Taima-ji, sec. VII). L’architettura shinto ha la sua più antica testimonianza nel tempio di Omiwa, ritenuto del I secolo a.C.; altri templi shinto sono a Tambaichi (Isonokami) e nei pressi di Yoshino (Tempio di Mikumari, sec. XVI-XVII). A Kashiwara è conservato ancora l’antico palazzo dei Fujiwara (694); in questo centro importanti sono le collezioni del Museo della storia di Yamato. Edifici dei secoli IX-X sono rimasti intatti nel complesso del Muro-ji a Muro, costruito nel 681, con la pagoda a cinque piani (alta 16,20 m) del tardo VIII secolo e ricco di varie opere d’arte.l Castello di Himeji: è un edificio a scopo militare che si trova a Himeji, nella prefettura di Hyōgo, in Giappone. Si tratta di una delle più vecchie strutture del periodo Sengoku che siano giunte fino a noi e dal 1993 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Insieme ai castelli di Kumamoto e Matsumoto fa parte dei cosiddetti” Tre castelli giapponesi”, oltre ad essere il più visitato dai turisti. Il castello di Himeji è a volte conosciuto col nome di Hakurojō o Shirasagijō, cioè airone bianco, a causa del suo aspetto esteriore di un colore bianco brillante.

Il castello di Matsumoto: è uno dei pochi castelli monumentali del Giappone, insieme al castello di Himeji e al castello di Kumamoto. Il sito si trova nella omonima cittadina di Matsumoto, appartenente alla prefettura di Nagano, a pochi kilometri dalla capitale Tokyo, diventando anche per questo motivo una meta preferita dai turisti. Il castello è anche soprannominato “castello del Corvo” a causa delle sue mura nere e delle sue ampie tettoie che sembrano ali. Le origini del castello risalgono al periodo Sengoku quando il clan Ogasawara costruì sul luogo una fortezza che venne chiamata “castello Fukashi”, che in seguito cadde nelle mani del clan di Takeda Shingen e successivamente a quello di Tokugawa Ieyasu. Quando Toyotomi Hideyoshi fece trasferire Ieyasu nella regione di Kantō, pose il castello sotto la giurisdizione di Ishikawa Norimasa, il quale, insieme a suo figlio, Yasunaga, fu responsabile, tra il 1593 ed il 1594, della costruzione della torre e di altre parti del castello, che si sono conservate fino ai giorni nostri.

Castello di Kumamoto: è un castello giapponese posto sulla sommità di una collina, situato nel distretto di Chūō-ku, Kumamoto nella Prefettura di Kumamoto. Era un castello imponente ed estremamente ben fortificato. Il dongione è una ricostruzione in cemento risalente al 1960, ma persistono parecchie strutture secondarie in legno appartenenti al castello originale

Santuario di Itsukushima:è un santuario shintoista che si trova sull’isola di Miyajima, nella città di Hatsukaichi (prefettura di Hiroshima), in Giappone. Il sito è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, nonché tesoro nazionale del Giappone. ll santuario fu costruito per sottolineare la sacralità dell’isola stessa su cui sorge. L’ingresso all’isola è stato infatti a lungo vietato.Infine ai pellegrini è stato poi concesso di raggiungere il santuario costruito su palafitte all’interno di una piccola baia dell’isola. Il famoso torii (portale di ingresso al luogo sacro, da cui i visitatori sono tradizionalmente tenuti a passare) è stato costruito sull’acqua e collocato in mare di fronte al tempio. Adesso l’isola è facilmente accessibile tramite traghetto (lo scalo è poco lontano dal santuario), ma per mantenerne la purezza, dato il grande valore sacrale che Itsukushima ha in Giappone, dal 1878 non sono permesse nascite o morti nella zona del santuario. Le donne incinte e i malati terminali sono allontanati dall’isola. Anche le sepolture sono vietate. Il torii del santuario di Itsukushima è una delle maggiori attrattive turistiche del Giappone, e l’immagine del portale di fronte al Monte Misen dell’isola è una delle classiche immagini del Giappone.

Santuario di Nikkō: Tōshō-gū è un santuario shintoista dedicato a Tokugawa Ieyasu, il fondatore dello shogunato Tokugawa, ultimo shogunato del Giappone. Costruito in origine nel 1617, durante il periodo Edo, mentre il figlio di Ieyasu, Hidetada, era shogun, fu ampliato ai tempi del terzo shogun, Iemitsu. Il santuario è nella città di Nikko nella prefettura di Tochigi nel nord della regione di Kantō sull’isola di Honshū ed è un Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Nel santuario sono anche conservati i resti di Ieyasu. Nel periodo Edo, lo shogunato Tokugawa organizzava processioni da Edo al santuario di Nikko. Gli annuali festival del santuario, in primavera e autunno, derivano da questa antica usanza e sono conosciuti con il nome di Processioni di mille guerrieri. Cinque strutture del santuario di Nikko, due spade conservate nel santuario e altri oggetti, sono classificate come tesoro nazionale giapponese e come importanti proprietà culturali. Famose costruzioni appartenenti al santuario includono lo Yomei-mon, un portale conosciuto anche come Higurashi-no-mon. Bassorilievi e colori sgargianti decorano la superficie delle facciate del portale. Un’altra entrata è il Kara-mon, così chiamato per le decorazioni in stile cinese, colorate di bianco. Una scultura raffigurante un gatto che dorme si dice sia opera di Hidari Jingoro. La scuderia dei cavalli sacri del santuario presenta una decorazione raffigurante le tre scimmie sagge (in Giapponese 三猿, sanzaru, oppure 三匹 の猿, sanbiki no saru), chiamate Mizaru (見猿, ossia “non vedere il male”), Kikazaru (聞か猿, “non ascoltare il male”) e Iwazaru (言わ猿, “non parlare del male”), simbolo tradizionale della cultura giapponese.

Kanazawa: è una città giapponese della prefettura di Ishikawa. Si trova sul mare del Giappone, è circondata dalle alpi giapponesi, dal Parco Nazionale Hakusan e dalla penisola di Noto. È localizzata tra i fiumi Sai e Asano e si estende per una superficie di 467.77 km². È famoso il castello di Kanazawa, più volte distrutto e ricostruito. Vale il viaggio la visita del Giardino Kenroku-En, uno dei pi belli di tutto il Giappone.

Arashiyama: è una zona appena fuori dall’area centrale di Kyoto, conosciuta anche come Sagano. Da questa zona passa il fiume Hozu, che contribuisce a dare a questo luogo un’atmosfera molto particolare. Uno dei ponti sul fiume è il simbolo di Arashiyama, ovvero il Ponte Togetsukyo (Togetsukyo Bridge, letteralmente “ponte che attraversa la luna”), da cui si può ammirare un magnifico panorama, specialmente con i colori dell’autunno e della primavera. Nei pressi del ponte si trova il più famoso tempio della zona, il Tenryuji che fa parte dei “5 grandi templi zen di Kyoto” e del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO. Si tratta di un complesso abbastanza grande, uno dei templi della setta buddista Rinzai, costituito da numerosi edifici. Attorno ad essi si trova un bellissimo giardino zen, ideato dal maestro zen Muso Soseki nel ‘300. A nord del Tenryuji si trova una piccola foresta di alberi di bambù (molto scenografica e di grande impatto) attraversata da alcuni sentieri che portano alla Okochi Sanso Villa, ex-residenza di un famoso attore giapponese del novecento, Okochi Denjiro. Include vari edifici, che non sono visitabili internamente, e un piccolo museo dedicato all’attore. Ma l’attrazione principale di questo luogo sono i suoi giardini che circondano gli edifici, progettati con l’idea di rappresentare il meglio di ognuna delle quattro stagioni. Inoltre, dato che la costruzione si trova su una collina, si può godere anche di una discreta vista sul quartiere di Arashiyama e la città di Kyoto. Il prezzo del biglietto d’ingresso è piuttosto caro, ma include anche una consumazione di una tazza di tè verde e un dolcino presso la tea-house della villa. Tutta la zona di Arashiyama, così come il resto della città di Kyoto, è piena di numerosi altri templi e santuari. Nel mezzo della foresta di bambù potete visitare un piccolo santuario shintoista, il Nonomiya Shrine (ingresso libero). Proseguendo verso nord, sparsi per le colline, potete visitare il Jojakkoji Temple, il Nisonin Temple, il Takiguchi-dera Temple, il Gioji Temple.

Saga-Toriimoto: Questa zona si trova nella parte nord di Arashiyama, a circa 2,5 km dal Ponte Togetsukyo. Si tratta di uno degli “historic preservation districts” di Kyoto. La via principale è stata conservata nello stile del periodo Meiji (1868-1912), con numerose machiya tradizionali, le vecchie case dei mercanti, oggi riconvertite in negozi e ristoranti. Alla fine della strada si trova il Adashino Nenbutsuji Temple (ingresso 500 YEN, apertura 9-17), un tempio famoso per le circa 8000 statue buddiste custodite all’interno, scolpite nel corso dei secoli in onore dei morti che venivano lasciati lì.

Iwatayama Monkey Park: Un luogo molto particolare dove fare qualcosa di diverso dalle solite visite a templi e santuari sparsi per Kyoto. Si tratta di un parco pieno di scimmie (macachi giapponesi) che si estende nella collina di Arashiyama, a sud del Ponte Togetsukyo. Ci sono circa 170 scimmie libere per il parco, ne incontrerete parecchie salendo verso la cima. Una volta arrivati in cima (circa 10 minuti di cammino), oltre a poter godere di una buona vista sulla zona circostante, potete comprare dei cibi (100 yen a pacchetto) da dare direttamente alle scimmie in una zona apposita (nelle altre zone è vietato).

Jigokudani Monkey Park: offre ai visitatori l’esperienza unica di vedere scimmie selvatiche fare balneazione in una sorgente naturale calda . Il parco è abitato da macachi giapponesi, che sono noti anche come scimmie della neve. Si trova in un habitat naturale della scimmia, nei boschi della valle Jigokudani in Yamanouchi , non lontano dalle città onsen di Shibu e Yudanaka dove potrete soggiornare in tipiche ryokan e godere delle terme naturali giapponesi. (onsen).

Isola di Hokkaido: Hokkaidō è la più settentrionale delle quattro isole principali dell’arcipelago giapponese e la meno sviluppata. Il termine “Hokkaidō” letteralmente significa “via per il mare settentrionale”, ma originariamente veniva chiamata Ezo (o Yezo) ed era abitata principalmente dagli indigeni Ainu. L’isola è caratterizzata da una natura selvaggia (ospita più di 60 vulcani che rappresentano oltre il 10% dei vulcani di tutto il mondo) e da inverni rigidi; Hokkaido attira amanti della natura e degli sport invernali nei mesi più freddi, ciclisti, campeggiatori ed escursionisti da giugno a settembre. L’isola di Hokkaido è la maggiore produttrice agricola di tutto il Giappone. Tutta l’isola è un’unica prefettura il cui capoluogo è Sapporo.

Parchi naturali

Parco Nazionale di Iriomote (125 kmq) Protegge le isole dell’arcipelago di Ryukyu, 1200 km a sud del Giappone, con le loro foreste tropicali, i coralli e molte specie endemiche.

Parco Nazionale Fuji-Hakone-Izu Nella regione di Tokyo, si estende su un immenso cratere vulcanico inattivo ed è ricco di cascate, laghi e località termali.

Parco Nazionale di Nikko Si trova al centro dell’isola di Honshu, 150 km a nord di Tokyo, in una splendida zona montuosa ricca di laghi e cascate.

Parco Nazionale Shikotsu-Toya Nell’isola di Hokkaido, è caratterizzato da un paesaggio nordico di laghi, isolotti e sorgenti calde.

Il clima è temperato, con una stagione delle piogge prevista tra fine maggio e metà luglio. Da settembre a tutto novembre sono frequenti i tifoni che possono essere di media o forte intensità.

PASSAPORTO valido,  il Visto non è necessario per viaggi inferiori a 90 gg, BIGLIETTO del RITORNO obbligatorio.

Nessuna.

Internazionale con assicurazione in loco. Circolazione a sinistra.

L’immagine che gli occidentali hanno del Giappone corrisponde solo in parte a ciò che questo Paese può offrire. È necessario perciò partire senza pregiudizi per trovare la vera anima del Giappone in mezzo alle molte diversità: gli aspetti tradizionali sono infatti strettamente legati a quelli più innovativi. Così i mercati di Tokyo insieme ai prodotti tipici del folclore locale propongono oggetti di alto livello tecnologico e le città conservano antiche abitazioni accanto a edifici avveniristici. Così una popolazione numerosa (il Giappone è uno degli Stati del mondo più densamente popolati) in un’area, oltreché esigua, eminentemente montuosa sostiene il Paese più economicamente progredito del continente asiatico, il secondo nel mondo dopo gli Stati Uniti per quanto riguarda la produzione industriale. Così, infine, accanto all’acuta occidentalizzazione e all’intensa urbanizzazione del territorio sopravvivono una sottomissione tutta asiatica delle masse ai poteri tradizionali e le più antiche pratiche culturali e liturgiche, addirittura di origine feudale.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

Per il viaggio su misura dei tuoi desideri, o per i prezzi dei nostri pacchetti, compila i campi qui sotto oppure scrivici a info@mondoemozioni.com

Print Friendly, PDF & Email
Share This