Bangladesh

Bandiera Bangladesh

Capitale Dhaka
Abitanti 140milioni
Estensione  Kmq 147.570 
Valuta Taka
BDT 94,5988=1€

Fuso orario  +5h, +4h se ora legale in Italia
Elettricità  220 V, presa ACDGK
Lingua Bangla
Aeroporti  Dhaka, Chittago

Dhaka: la capitale era già nel X secolo un fiorente centro commerciale. Posta su un ramo del delta del fiume Brahmaputra, ospita un museo archeologico dotato di un’interessante e ricca collezione di reperti; inoltre si possono vedere il forte Lal Bagh e numerose moschee, tra cui risaltano per bellezza la Satgumbad e la Star. Nei dintorni di Dhaka si possono raggiungere le antiche città di Sonargaon e Vikrampur. Dhaka rappresenta il maggior centro economico e culturale del Paese, è sede dell’università islamica del Bangladesh. Fin dal XVII secolo svolge un ruolo importante come centro commerciale, culturale e militare in quanto fu capitale dei sovrani Moghul dal 1608. A testimonianza di quel periodo rimangono ancora oggi due caravanserragli: il grande mercato Bahra Katra e il piccolo mercato Chhotra Katra, oltre al forte di Lal Bagh e a numerosissime moschee (se ne contano più di 700). Dopo un periodo di decadenza la città riconquistò prestigio sotto la dominazione inglese nel 1765. Il quartiere britannico, sorto a nord del centro, è raccolto attorno ai simboli della dominazione: il palazzo Curzon, sede dell’attuale università, e il palazzo Banga Bhawan, residenza del presidente della Repubblica. La città moderna riflette, nella struttura urbanistica, le grandi contraddizionisociali presenti in tutti gli agglomerati urbani del subcontinente indiano: alla ricca zona commerciale, finanziaria e amministrativa si affiancano bassifondi caratterizzati da condizioni di vita miserabili.

Chittagong: conosciuta fin dai primi secoli dell’era cristiana, Chittagong fu un vivace centro commerciale frequentato dagli arabi e più tardi dai portoghesi. Questi ultimi la chiamavano il Porto Grande per la sua posizione di confine tra il mondo indiano e quello malese. La città è posta sulle lussureggianti colline che si affacciano sulle rive del Karnaphuli. I principali luoghi d’interesse sono le moschee Jami Masjid, Chandanpura e Qadam Mubarik e la tomba del sultano Bayazid Bostami.

Bagerhat: questa città-moschea è così chiamata per il gran numero di edifici religiosi che la costellano. Costituisce una preziosa testimonianza dell’architettura indo-musulmana in mattoni (in questa terra paludosa la pietra scarseggia) tipica del delta del Gange. Le infrastrutture della città, completamente priva di fortificazione poiché già una fitta rete di acquitrini la circonda e la protegge, rivelano la grande perizia dei costruttori.

Chittagong Hill Tracts è una regione collinare ricca di foreste e laghi.

Sundarbans è una delle zone più selvagge del subcontinente indiano, con le distese della giungla nel delta del Gange e del Brahmaputra. Questa regione affacciata sul golfo del Bengala è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità nel 1997 dall’UNESCO, quale sito naturalistico da salvaguardare e proteggere.

Monastero di Paharpur: sito archeologico di grande importanza, è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità nel 1985 dall’UNESCO. Il monastero è stato, dal VII secolo fino al suo abbandono nel XVII secolo, un centro religioso e culturale molto attivo e uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio per i buddisti. È considerato inoltre come il modello principale dei templi di montagna caratteristici dell’arte buddista di Giava e della Cambogia. Di grande interesse è la decorazione scultorea.

Rovine di Mainimati: famoso e importante centro di cultura buddista dal VII al XII secolo, il complesso è costituito da 50 templi buddisti. In particolare, il tempio di Salban Vihara ha una superficie di 170 mq. Nel tempio di  Kotila si trovano 3 grandi statue raffiguranti Budda, Dharma e Sangha perfettamente conservate e considerati gioielli dell’arte buddista. Nel tempio di Chandra si trovano 4 lastre di rame con incisi gli editti reali e oggetti appartenuti ai regnanti di Chandra.

Khalifatabad è un complesso di rovine danneggiate dalla fitta vegetazione che le ha insediate per secoli, ma ancora abbastanza solide da costituire un’importante testimonianza dell’architettura indo-musulmana. Lo stile dei suoi edifici rivela una mescolanza di influenze dove l’arte del sultanato di Delhi si fonde con lo stile indù. La città dispone di ottime infrastrutture (strade, vicoli ben pavimentati, ponti) e di un efficace sistema di raccolta e drenaggio dell’acqua. Notevole è la densità degli edifici religiosi: in totale sono stati catalogati più di 500 monumenti raggruppati in due zone. La prima si sviluppa intorno alla moschea di Shait Gumbad, famosa per le sue 77 cupole e per il grande spazio destinato alla preghiera suddiviso in 7 navate longitudinali. Comprende inoltre la moschea di Singar, Bibi Begni e Chunakkola. Nella seconda zona spiccano il mausoleo di Khan Jahan e le moschee di Reza Khoda, Zindavir e Ranvijoypur. Palazzi residenziali e altri edifici pubblici completano il tessuto urbano di una città che per più di 500 anni ha lottato contro una natura ostile. Nel 1985 questo sito archeologico è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Parchi naturali

Sundarbans National Park

Dal 1966 il parco è il più grande litorale di mangrovie al mondo, lungo 80 km. Affacciata al golfo del Bengala, la regione di Sundarbans comprende una foresta di mangrovie di 40 000 ettari di terra vergine; la foresta vanta una fauna eccezionale che annovera la tigre del Bengala, più di 200 specie di uccelli, circa 30 000 daini e altri animali in via di estinzione, come il pitone indiano. Straordinari sono i fenomeni naturalistici e climatici che caratterizzano l’area: dalla formazione del delta dei fiumi Gange e Brahmaputra alle piogge monsoniche per arrivare alla colonizzazione vegetale e all’influenza delle maree. All’interno del parco è consentita la pesca: bisogna avere il permesso dall’Ufficio della Divisione foreste della città di Khulna. A tale ufficio è possibile richiedere la guida del parco e la presenza di una guida esperta per visitarlo. Le informazioni sul parco si possono trovare anche a Dhaka.

Spiagge

Cox’s Bazar: è una grande città in Bangladesh. È anche una delle più lunghe spiagge naturali di sabbia del mondo e comprende anche degli appartamenti di fango. Si trova 150 km a sud di Chittagong.È conosciuta anche con il nome di “Panowa” cui traduzione letterale è “fiore giallo”. Il suo altro nome antico era “Palongkee”. Situata lungo la costa del Golfo del Bengala, la spiaggia di Cox’s Bazar si estende per una lunghezza di oltre 120 km e costituisce la principale attrazione turistica del paese. L’intero tratto di costa comincia nei pressi della foce del fiume Bakkhali per arrivare fino a Teknaf. Le spiagge di Cox’s Bazar sono molto frequentate dagli abitanti del luogo, ma la tendenza è quella di una presenza sempre maggiore di turisti stranieri. La spiaggia principale ha di fronte la città di Cox’s Bazar e si chiama Laboni. Le spiagge sono raggiungibili da Chittagong in macchina, in treno o in aereo.

Vi sono inoltre le bellissime spiagge di Inani, Himacheri, Bandarban e l’isola di Sonadia e l’isola di Saint Martin.

Il clima è tropicale con differenze stagionali. Inverno (periodo novembre-febbraio) con temperature massima di 29° e minima di 11°; estate (periodo marzo-maggio), con temperature massima di 35° e minima di 20° stagione dei monsoni (periodo giugno-settembre) con temperature massima di 30° e minima di 23°. L’umidità raggiunge un massimo del 99% in luglio, quella minima del 36% in dicembre.

PASSAPORTO e VISTO in aeroporto al costo di 51 dollari statunitensi.

Valutare vaccinazioni epatite A e B, tifo e tetano.

Internazionale con assicurazione locale in frontiera. Guida a Sinistra.

Il canto e la danza caratterizzano le espressioni della cultura e della civiltà del Paese che ha saputo creare un ricco patrimonio folcloristico. Non a caso i viaggiatori della Cina che vi si recarono nei tempi antichi definirono il Bangladesh “la terra della danza e della musica”. Il Paese ha dato i natali a un gran numero di artisti, cantanti e danzatori, come testimoniano anche i bassorilievi rupestri ritrovati nelle regioni collinari e risalenti a 3.000 anni fa. La danza più famosa è la manipuri, che nelle sue movenze ricorda le danze thailandesi e indonesiane e i loro stessi costumi dai toni squillanti. Come per la maggior parte delle danze orientali, anche la manipuri è legata a riti religiosi e prende origine dalla mitologia. Un’altra danza legata alla natura è la raslila in onore del dio dell’estasi e viene eseguita in tre diversi momenti dell’anno: in primavera sotto la luna piena, durante il mese di pus che corrisponde a dicembre e durante la stagione dei raccolti di novembre.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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