Mali

Bandiera Mali

 

Capitale Bamako
Abitanti 12.800.000
Estensione  Kmq 1.248.574 
Valuta Franco centrafricano  XAF 655,957=1€
Fuso orario -1h, -2h se ora legale in Italia
Elettricità  220 V, presa CE
Lingua Francese, bambara
Aeroporti Bamako BKO 

Bamako: la capitale, situata nel cuore del vecchio Paese dei mandingo, sulla sponda del fiume Niger, offre varie attrazioni: il mercato centrale, il centro artigianale, la pista panoramica di Koulouba, il giardino botanico, il museo nazionale con la sua ricca collezione di maschere e oggetti tradizionali. Interessanti possibilità di escursione in giornata: la diga di Sélingué con il suo lago artificiale dove è possibile praticare sport nautici; il villaggio di Kangaba con la sua casa sacra.

Mopti: situata alla confluenza di due fiumi, il Niger e il Bani, la sua architettura legata all’acqua le ha valso il soprannome di Venezia dell’Africa. Da visitare: la grande moschea, seconda solo a quella di Djenné; il mercato del giovedì dove è possibile trovare le famose coperte di lana dai disegni geometrici e tutti i prodotti dell’artigianato del Paese; i villaggi dei pescatori bozo e dei nomadi peul.

Timbuktu: la misteriosa, la perla del deserto. La mitica città tuareg della pista del sale, dall’architettura assolutamente unica. Da visitare: la grande moschea e le case degli esploratori René Caillé (1882), Barth, Mungo Park e Laing. A Tombouctou si incontrano ancora oggi le carovane di dromedari che trasportano il sale provenienti dalle saline di Taoudénit; il mercato offre lo straordinario artigianato tuareg. Nei dintorni è possibile fare escursioni tra le dune del deserto e nella zona lacustre. È preferibile non viaggiare a nord della città.

Segou: si allunga per 8 km sulla sponda del fiume Niger; è oggi il capoluogo della zona cerealicola del Mali. Da non perdere il mercato del lunedì.

Djenné: considerata la sorella gemella di Tombouctou, è famosa nel mondo per la sua tipica architettura sudanese. Da non perdere: la grande moschea in banco; il sito archeologico di Djenné Djeno e il grande mercato del lunedì.

Gao: antica capitale dell’impero songhaï, il cui massimo splendore fu raggiunto nel XVI secolo, è un centro archeologico importante soprattutto per l’architettura funeraria. La città offre inoltre una collezione, senza pari in Africa Occidentale, di resti della storia medievale del Mali.

Da sud a nord, il Mali è diviso in tre grandi zone climatiche e geografiche: la zona del Sudan e Sudan-Guinea (25% della superficie), che presenta una vegetazione umida da savana, solcata dai fiumi Niger e Senegal, ed è la più popolata; la zona del Sahel, che comprende metà del territorio ed è in corso di desertificazione; il deserto sahariano (25% del territorio). La pluviometria diminuisce da sud a nord con una variabilità che va da 1300 mm nella zona del Sudan-Guinea a meno di 200 mm in zona saheliana. Alcune zone del Mali rientrano tra quelle maggiormente colpite dalla desertificazione in Africa. La scarsità di acqua, il degrado del suolo e l’eccessivo sfruttamento delle risorse forestali rendono questa situazione particolarmente grave. Mesi più caldi: marzo-giugno con temperatura media di 35°-45 °C. Mese più freddo: dicembre con 20°-28 °C. Nella stagione calda e secca, le temperature più elevate raggiungono i 40 °C nel Sud del Paese e i 45°-50 °C nel Nord.

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Rischio epidemia di Ebola. Obbligatoria la vaccinazione per la febbre gialla.

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Il Mali è un Paese che offre una serie di vere e proprie meraviglie: Timbuktu, con le sue migliaia di manoscritti in arabo e le carovane tuareg che da sempre vi soggiornano; la città di Djenné, con la moschea in banco (mistura di fango e paglia) più grande del mondo, le case caratteristiche e i numerosi siti archeologici.

Il Paese dogon, conosciuto dall’Occidente intero negli anni Trenta grazie alla spedizione Dakar-Djibuti dell’etnologo francese Marcel Griaule, è oggi famoso nel mondo per le sue sculture, le sue maschere, le sue porte e finestre scolpite nel legno e la geografia tutta particolare del paesaggio e dei villaggi. Il Paese dei dogon costituisce un vero santuario, un museo vivente, una delle ultime isole di una cultura africana modificata, ma sopravvissuta all’assalto dell’Occidente. È abitato da un popolo tra i più interessanti dell’Africa subsahariana, ritiratosi da alcuni secoli in questa zona impervia di pietre e di sabbia, con una ricca tradizione culturale e artistica famosa in tutto il mondo. Ogni gesto della vita quotidiana è qui regolato da un codice che emana direttamente da Amma, divinità unica e forza creatrice suprema, fin dall’origine della creazione del mondo.

Il tratto del fiume Niger che scorre in Mali, in cui vivono ancora i lamantini, si può percorrere in piroga godendosi il paesaggio suggestivo dei villaggi dei pescatori bozo.

Questo è anche il Paese della grande musica, di Salif Keita e Ali Farka Touré, forse i due nomi più celebri, ma ne esistono tanti altri, molto apprezzati in patria e nell’Africa Occidentale.

SCONSIGLIATO per EPIDEMIA di EBOLA.

Le informazioni ivi contenute hanno puro carattere informativo, non si risponde di eventuali inesattezze e si invita a consultare gli aggiornamenti tramite le competenti autorità. Queste informazioni sono state realizzate attingendo: alla pagina dei tassi di cambio giornalieri comunicati dalla Banca d’Italia alla data del 31 dicembre 2014 per la valuta;  agli standard elettrici nel mondo pubblicati su Wikipedia per elettricità e prese;  alle informazioni inerenti capitale, abitanti, estensione, fuso orario, lingua,  documenti d’accesso, indicazioni sanitarie, patente automezzi, indicazioni speciali, contenute sul sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it nelle date comprese tra il 10 novembre e il 30 dicembre 2014.

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